Rossi: "L’unica buona notizia è che la stagione 2011 è finita"

Rossi: "L’unica buona notizia è che la stagione 2011 è finita"
Giovanni Zamagni
Dopo le prove, Valentino Rossi era moderatamente ottimista, convinto di poter disputare una buona gara e lottare per il podio. Ma il suo GP è durato poche centinaia di metri | G. Zamagni, Valencia
6 novembre 2011

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VALENCIA – Dopo le prove, Valentino Rossi era moderatamente ottimista, convinto di poter disputare una buona gara e lottare per il podio. Ma il suo GP è durato poche centinaia di metri, il tempo di arrivare alla prima frenata ed essere abbattuto, insieme a Nicky Hayden e Randy De Puniet, da Alvaro Bautista, che poi è andato a scusarsi nel box. Si chiude così nel peggiore dei modi una stagione disastrosa, la più brutta della sua carriera: per la prima volta da quando nel 1996 ha debuttato nel mondiale, Valentino non è riuscito a vincere. Una situazione frustrante, tanto che Rossi ha detto solo un paio di battute in televisione, poi ha preferito scappare da qualche parte. Anche questo è un fatto piuttosto strano ed era successo solo un’altra volta: nel 2007, in pieno “scandalo fiscale” a Misano, quando si era rotto il motore della sua Yamaha. Ecco comunque le poche parole del nove volte iridato.

“Avrei voluto indossare la maglietta di Simoncelli nel giro d’onore, ma, purtroppo, non ci sono riuscito. L’unica buona notizia è che la stagione 2011 è finita… Peccato, potevo disputare una buona gara, ero anche partito bene. Nelle ultime gare non ho preso punti, così non ho superato il Sic in classifica generale (hanno chiuso alla pari, ma Simoncelli è davanti in campionato perché ha i piazzamenti migliori, nda): diciamo che l’ho fatto apposta, è il mio omaggio a Marco…”.

Adesso si pensa al 2012: martedì e mercoledì, Rossi salirà in sella alla Desmosedici con telaio perimetrale in alluminio, già provato (anche se nessuno lo dice ufficialmente) prima del GP del Giappone a Jerez. Domani parlerà l’ingegnere Filippo Preziosi, il direttore tecnico della Casa di Borgo Panigale, per illustrare i programmi dei test.
 

HONDA E SUZUKI: QUALE FUTURO?

A breve si deciderà anche il futuro della Honda, in particolare del team Gresini e di quello di Lucio Cecchinello, e della Suzuki, che sarà sicuramente al via nel 2012, ma con la 800, perlomeno a inizio stagione. Per questo Alvaro Bautista è intenzionato a passare alla Honda: lui vorrebbe correre nel team di Fausto Gresini, con il quale avrebbe già raggiunto un accordo ed è gradito alla San Carlo. Pare, però, che si sia messo di mezzo Carmelo Ezpeleta, che vuole lasciare Bautista alla Suzuki e vorrebbe “girare” al team Stefan Bradl, neo campione del mondo della Moto2 e, soprattutto, tedesco. Bradl, tanto per cominciare, martedì proverà la 800, come: “regalo per la conquista del titolo”, stando alla comunicazione ufficiale, ma è chiaro che si sta facendo di tutto per metterlo su una Honda ufficiale nella prossima stagione. In ballo c’è anche Andrea Iannone che assicura di avere avuto un’offerta da Lucio Cecchinello in Australia, ma di non aver parlato con nessun responsabile del team Gresini. L’ultimo nome in lizza è quello di Randy De Puniet, che sembrava ormai vicino al ritorno con Cecchinello, prima del possibile arrivo di Iannone (o, in alternativa, di Bradl). Ricapitolando: Bautista, Iannone, Bradl e De Puniet si contendono una Suzuki e due Honda.
 

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