Qualifiche al Sachsenring. I commenti dei piloti

Qualifiche al Sachsenring. I commenti dei piloti
Giovanni Zamagni
Marco Simoncelli quarto, Andrea Dovizioso sesto: i due piloti italiani partiranno dalla seconda fila, con ancora qualche problema da risolvere | G. Zamagni, Sachsenring
16 luglio 2011

Punti chiave

SACHSENRING – Marco Simoncelli quarto, Andrea Dovizioso sesto: i due piloti italiani partiranno dalla seconda fila, con ancora qualche problema da risolvere, ma comunque convinti di poter disputare una buona gara.
“Ho ottenuto il miglior tempo – spiega Sic – con la gomma dura: già questa mattina mi ero accorto che non c’era una grande differenza con quella morbida. Forse con quella più soffice avrei potuto fare meglio se non avessi fatto errori, ma il tempo di Stoner non l’avrei comunque mai fatto. In ogni caso, sono fiducioso per la gara, anche se abbiamo qualche problema da risolvere: nel pomeriggio la mia Honda è peggiorata in frenata e in ingresso curva. Questa mattina sono caduto a 205 km/h: non fa un bell’effetto, ma, fortunatamente, non mi sono fatto nulla. Dobbiamo capire perché con il caldo peggioriamo il rendimento anche se, per la verità, un po’ tutti hanno faticato più che nelle libere: credo che qui sia dovuto al freno motore. Siamo in 4-5 ad avere un buon passo: il livello è altissimo, bisogna provare a stargli davanti”.


Dovizioso
è staccato di 476 millesimi da Stoner e di due decimi da Simoncelli, ma ritiene di avere immutate possibilità di puntare al podio.
“Sono soddisfatto del mio passo gara – sono le parole del Dovi -: ho fatto un bel miglioramento rispetto al 2010. Siamo in tanti vicini come tempi e come ritmo: bisogna vedere chi usa meno energia per fare queste prestazioni. Credo che Lorenzo e la Yamaha siano messi un po’ meglio, perché possono andare forte senza derapare e, quindi, consumano meno le gomme. In questo senso, scattare dalla seconda fila potrebbe essere un problema, perché per non perdere tempo devi spingere più forte nei primi giri e potresti compromettere ulteriormente le coperture. Qui tra fare primo o quinto la differenza è veramente minima, ma l’obiettivo è comunque salire sul podio”.

 

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