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Pecco Bagnaia arriva a Motegi con qualche sensazione positiva ritrovata in Austria. Dopo le grosse difficoltà accusate nelle gare precedenti, al Red Bull Ring il pilota Ducati è riuscito a compiere un passo avanti e a chiudere in settima posizione, mostrando segnali di miglioramento rispetto agli ultimi appuntamenti.
Il Giappone riporta poi Pecco su una pista particolarmente favorevole ai suoi ricordi dove lo scorso anno dominò, vincendo sia la Sprint che la gara della domenica. Bagnaia ricorda di aver guidato allora "al 100%" e nel proprio modo, sensazioni che oggi ammette di faticare a ritrovare.
Cosa ti aspetti da questo weekend?
"Ogni stagione è diversa, quindi non ho aspettative per quest'anno. Amo la pista, amo la gente, amo la cultura, quindi è qualcosa che mi trasmette sempre delle belle sensazioni. La realtà è che dobbiamo concentrarci e l'obiettivo, realisticamente, è lottare per la top 7. Dobbiamo capire il nuovo asfalto, le differenze delle gomme e vedere se con il nuovo asfalto riusciremo magari a risolvere il problema di grip. In ogni caso, è una buona pista per le staccate, quindi penso che il distacco possa essere più ridotto rispetto ad altri circuiti. Spero di iniziare bene domani e di avere delle buone sensazioni"
Cosa è cambiato in Austria?
"È una buona pista per me. Fortunatamente sono molto forte in frenata e in Austria devi praticamente soltanto frenare forte"
Sarà possibile confrontare i dati con quelli dello scorso anno?
"No, sfortunatamente no"
Che ricordo hai dello scorso anno qui?
"Sensazioni fantastiche. Guidavo al 100% e guidavo a modo mio. Come Frank Sinatra"
È possibile ritrovare quelle sensazioni?
"È difficile. Sono più o meno due stagioni che ci stiamo provando, ma è difficile"
Lo scorso anno eri molto competitivo qui. Hai parlato della top 7, ma pensi che si possa ottenere qualcosa di più?
"Dipenderà da quanto riusciremo ad adattarci al grip del nuovo asfalto e se riusciremo a sfruttarlo al massimo. Sarà importante iniziare bene e sarà importante lavorare bene. La top 7 è l'obiettivo più realistico che possiamo avere. In queste situazioni è meglio essere realistici e ottimisti, perché essere ottimisti è qualcosa che la squadra conosce molto bene. Lavoriamo tanto per fare il massimo possibile, ma bisogna anche stare con i piedi per terra e accettare il fatto che si possa fare un po' di fatica"
In passato si parlava di circuiti favorevoli alla Ducati, mentre oggi sembra più difficile farlo. In Austria si è visto che i valori possono cambiare, sei d'accordo?
"Sì, diciamo che le altre moto sono migliorate. La KTM, da Aragon in avanti, è migliorata tanto. Purtroppo noi non riusciamo più ad avere il nostro potenziale al 100%, che avevamo lo scorso anno, due anni fa. Quindi facciamo un po' di fatica a ritrovare il nostro livello originale"
Cosa pensi del titolo conquistato da Nicolò Bulega?
"Sono molto contento per Nicolò. Penso che la sua rinascita sia arrivata grazie a un grande lavoro da parte sua, a un grande lavoro da parte della sua fidanzata, che penso abbia fatto una grande differenza nell'approccio di Nicolò, e soprattutto un grande supporto del team Aruba, di Serafino e di tutta la squadra, che lo hanno aiutato molto a ritrovare se stesso e a tornare a esprimere la sua velocità. La Superbike è diversa dalla MotoGP, la MotoGP ha più fretta, ma penso che Nicolò sia maturato abbastanza per fare bene anche qui"
Dopo l'Austria ci sono stati i test. Abbiamo visto i tempi, hai potuto interpretare qualcosa...?
"No, perché finché non saranno le moto vere con le gomme vere è difficile dire qualcosa. In pista c'erano anche delle 1000, quindi non lo so"