L'editoriale di Nico

Nico Cereghini: “I fratelli del futuro?”

- Luca Marini e Valentino Rossi non hanno concluso a Valencia, i fratelli Marquez pure. Tutti caduti sul fondo viscido dell’ultima gara 2018. Ma due gemelli turchi si affacciano sul nostro futuro, e uno ha fatto subito il botto
Nico Cereghini: “I fratelli del futuro?”

 

Ciao a tutti! Quel ragazzino turco di quindici anni, Can Oncu, che va a vincere la sua prima gara del mondiale mentre il fratello gemello Deniz (che pare un nanetto) non riesce a star fermo e si sbraccia al muretto pregandolo di rallentare almeno un po’, è la più bella promozione del motociclismo che si possa immaginare. E’ il caso di dire che la realtà supera la fantasia, nessun creativo sarebbe mai arrivato così in alto. Certo, i ragazzini sono sempre entusiasmanti da seguire, in tutti gli sport, ma qui con le moto non è usuale vedere una gara così, col debuttante che va a vincere  davanti al campione del mondo, e sull’asfalto più difficile che ci sia.

Il fatto che il protagonista non sia spagnolo né italiano, che sia addirittura turco, aggiunge fascino esotico alla vicenda, ma la storia dei gemelli Oncu non è poi tanto diversa dal solito copione: Il papà appassionato motociclista, due pocketbike regalate ai bimbi per il quarto compleanno, le gare di motocross e supermoto 65 cc, i campionati prima nazionali e poi europei. Alla fine la cittadina di Alanya, sulla costa turca a nord di Cipro, non è tanto diversa da Malaga o da Riccione: grattacieli, cemento, spiagge, piscine e piste per le minimoto. Al secondo anno di partecipazione al Red Bull Rookies Cup, Can vince cinque gare su dodici, e quando non vince è secondo; invece Deniz agguanta tre successi, è il vicecampione 2018 e deve rassegnarsi: a correre per premio a Valencia sarà il gemello, lui resterà al muretto. Tanto per inquadrare i tempi di questa storia, nella giornata in cui i due Oncu nascevano, sabato 26 luglio 2003, Max Biaggi (Honda) faceva la pole della MotoGP al Sachsenring, e il giorno successivo era Sete Gibernau a vincere la gara per sessanta millesimi su Rossi. Terzi e quarti Bayliss e Capirex con le Ducati. Per Valentino, allora ventiquattrenne, si trattava della stagione del terzo titolo mondiale nella top class.

Purtroppo c’è sempre un rovescio della medaglia, anzi, più di un rovescio, e la giornata di Valencia è andata storta a un mucchio di piloti, a cominciare proprio da Tony Arbolino, che pareva avere in pugno la situazione in Moto3 con un piccolo vantaggio sul turco. E in tanti abbiamo sofferto in modo particolare per un’altra coppia di fratelli: Valentino Rossi e Luca Marini. Una specie di nemesi: Luca, che aveva appena vinto la gara di Sepang, era carico e qui scattava dalla pole; Vale, che a Sepang era andato molto vicino alla vittoria ed era caduto nel finale. Tutti e due sono mancati sul più bello volando via senza preavviso, e il finale di stagione che poteva incoronarli li ha messi al tappeto. Naturalmente si riprenderanno, ci mancherebbe altro, hanno entrambi carattere e talento, ma intanto ciò che è sfuggito non tornerà più. E a ben guardare è franata anche l’altra, analoga, coppia di fratelli:  Alex Márquez era in testa alla Moto2 ed è caduto, Marc era il favorito della Moto GP ed è scivolato a sua volta. Disaster.

“Ma tu del bagnato sei certamente uno specialista!” è stato detto al giovanissimo pilota turco dopo l’incredibile vittoria. “Beh, sì, con l’acqua – ha risposto un po’ emozionato Can Oncu - mi è già capitato di andar bene e di arrivare terzo o quarto.” Che fenomeni mai saranno, quei due o tre ragazzini che vanno ancora più forte di Can? Nel dubbio, godiamoci intanto i test della MotoGP in vista del 2019. Quello che comincia oggi è l’immediato futuro. Più avanti vedremo.

Editoriale di nico. I fratelli Oncu
  • Nick3482, Pisa (PI)

    Sono rimasto incollato alla televisione emozionato per la vittoria del ragazzino, speravo che non cadesse nella gara della vita altrimenti la delusione sarebbe stata molto amara.
    Questo è il motociclismo che amo, quello dei sognatori e delle favole emozionanti..vedere il gemello ai box entusiasmato dall'impresa del fratello ha un che di poetico.
    Vada come vada, se diventerà un campione o solo un pilota veloce, non importa. In una sola gara, quella del debutto,a 15 anni e tre mesi ha già impresso il suo nome nel grande libro di storia del motociclismo.
  • Albeggio73, Roma (RM)

    ... era tanto che non mi emozionavo ...questo è il motociclismo che amo ...Bravo
Inserisci il tuo commento