L'editoriale di Nico

Nico Cereghini: "Di che colore è Lorenzo?"

- Valentino è giallo, e non ci piove. Márquez potrebbe essere rosso come il drappo del torero o il fuorigiri, e Pedrosa di un profondo blu. Ma Jorge? Difficile da dipingere, perché ti spiazza sempre. Chi poteva immaginare il suo passaggio alla Honda con Márquez?
Nico Cereghini: Di che colore è Lorenzo?

Ciao a tutti! Sembrava naturale ipotizzare Lorenzo sulla Yamaha dopo un biennio alla Ducati, seguendo un percorso già tracciato da Rossi. Semplicemente inimmaginabile vederlo alla HRC di fianco a Marquez. E del resto, chi ancora poteva pensare che Pedrosa potesse appendere domani il casco al chiodo come ormai insistentemente si dice? Va bene, giovedì prossimo magari Dani dichiarerà che sentiva il desiderio di cambiare dopo diciotto stagioni con la Honda (tredici in MotoGP senza il titolo) e ne correrà ancora altre diciotto, ma il punto è che da anni eravamo abituati ai magnifici quattro e adesso salta tutto. Rossi, Lorenzo, Pedrosa e poi Marquez in sostituzione di Stoner. Un quadro dai colori precisi. Poi Lorenzo ha tentato la nuova avventura, si è affacciato Dovizioso e Valentino ha visto le stagioni passare senza titoli. Ma i quattro top rider erano sempre lì a fare da riferimento e orientare anche il mercato. È naturale che adesso ci si senta un po' spiazzati.


Sono sincero: non credo affatto che Jorge Lorenzo, firmando a sorpresa per la Honda, voglia sfidare Marquez a pari moto. È una bella interpretazione, sarebbe una storia affascinante da scrivere, ma non ci credo. Lorenzo è intelligente, ha già sperimentato che gli occorre tanto tempo per adeguarsi a una moto diversa dalla Yamaha: ve lo vedete a guidare alla sua maniera, rotondo e veloce in percorrenza di curva, una moto corta e troppo reattiva come la Honda? E poi lui sa benissimo che Marquez è un campione praticamente imbattibile, che il primo anno le prenderà di sicuro e che il secondo forse pure. A sfidarlo non ci pensa proprio, secondo me. Propendo per una seconda spiegazione, banale ma più concreta: Jorge non aveva alternative valide, tre o quattro milioni l'anno sono pur sempre un bel prendere, ha fatto i suoi conti. Che sono più o meno questi: Marc è il supertalento che fa gola a tutti, a cominciare dalla Ducati; Honda lo ha bloccato, bruciando i tempi, anche per il biennio 2019-2020, ma poi? Poi è facile pensare che il 93 cambierà squadra, per ambizione personale, per denaro, per "cercare nuove motivazioni". E in quel momento Lorenzo diventerà il pilota di punta della Honda e non sarà più un ragazzino d'accordo, ma ha pur sempre otto anni meno di Rossi. Questa, credo, la sua strategia. Dovesse andar male, avrà corso due anni da ufficiale per una casa giapponese, con qualche buon risultato e un bell'ingaggio.


Tornando al quadro dei magnifici quattro e ai loro colori. Valentino, si sa, è il giallo. Facile. Giallo come il sole, come il calore e l'ottimismo. Giallo come i fendinebbia che illuminano la strada quando il meteo è sfavorevole. Marquez per me è il rosso. Rosso come il drappo del toreador che non ha paura di provocare il toro e farsi sfiorare dalle sue corna appuntite, rosso come la zona del fuorigiri. Rosso, ahi ahi, come il cartellino dell'espulsione dalla partita. Pedrosa? Io lo vedo blu: blu come la sua prima moto da corsa in 125 e anche come la profondità del mare. Ho sempre visto Dani come il più profondo tra i piloti in pista, uno riflessivo e capace di trovare le parole giuste anche nei momenti più difficili e dolorosi. Per Lorenzo non so e chiedo l'aiuto dei lettori. Grigio no, colore forse elegante ma piatto; verde magari, come la speranza e però anche come i dollari e non sarei così malevolo. Non so che colore prendere per terminare il quadro e vediamo se avete voi la soluzione.

 

Nota a margine

Mi accorgo con dispiacere che molti hanno frainteso il senso di questo editoriale. L'intento non era certo quello di disprezzare Lorenzo, anzi, mi aspettavo che si potesse ragionare a livello un po' più elevato senza scadere nella volgarità dell'associazione di Jorge con un colore sicuramente troppo prosaico rispetto al senso dell'articolo. Basta volgarità, grazie.

Nico Cereghini 

Colore Lorenzo
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Commenti

  • Utente_qualsiasi, Faenza (RA)

    Nico...

    ... prendo la palla al balzo approfittando di questo articolo come di altri.
    Tu che hai qualche anno in più di me (classe 1975), potresti spiegarmi cosa è successo alla gente ed in particolare al motociclismo ?
    La colpa è della rete ?
    Sarebbe successo anche al bar oppure in piazza ?
    Mi riferisco all'imperante mancanza di voglia di capirsi. C'è astio nell'aria (altro che "love is in the air"). Nessuno vuole leggere e tutti vogliono scrivere. Se qualcosa può essere travisato, lo sarà di sicuro. Nessuno che si ponga il dubbio di avere male interpretato.
    Questo è brutto tra la gente "comune", ma diventa incredibile tra appassionati di moto. Potrei anche capire fosse limitato al tifo, ma si estende anche agli articoli sulle moto nuove. Gente che si ricorda qualche nickname mesi prima aveva detto una cosa avversa a loro... cose paradossali.
    Sai, Nico, credo sia uno dei motivi per cui sempre più motociclisti vanno in giro da soli oppure con la vecchia cerchia di amici. Non vedo più la gente salutarsi sui passi ed offrire un caffè ad uno sconosciuto.
    Se hai la moto di moda, sei uno capace solo di andarci al bar (che poi quella moto di moda è quella che vedo più girare in pieno inverno). Se hai la sportiva, devi dimostrare di andare veloce. Se hai una turistica, devi fare milioni di chilometri.
    C'è l'imperante desiderio di vedere gli altri omologati a sestessi, ma la passione per la moto è ENORME !
    La moto è libertà. Libertà di fare 100.000Km l'anno come di andare al bar. Libertà di comprare un 1200cc per il tragitto casa-lavoro come di viaggiare per l'Europa con una moto indiana da 28CV.
    Non capisco. Sono confuso. La passione per la moto non è una cosa solitaria. Si può viverla solitariamente, ma come gli atri la vivono... inflenzerà anche te. Oggi questa gente lima la mia passione. Certo, il danno è piccolo, ma percepisco come la erodono. Allora, come detto più volte, mi fanno sentire sempre meno motociclista e sempre più possessore di moto. Almeno come tale nessuno si preoccupa di come la vivo e nessuno giudica un mio intervento da tifoso, tanto sono uno che non ne capisce.
    Boh... Nico. Se i giovani non si appassionano più, forse è colpa anche di chi la moto già la possiede oppure di chi non la possiede e scrive. Non saprei, ma è molto diverso da quando ho cominciato e solo in peggio. Forse questa è la vecchiaia incombente ?

    Ciao !
  • Jamez, San Pietro in Cariano (VR)

    Marrone così come il bimbo minkia
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