Motomondiale: Jorge "Aspar" Martinez entra nelle MotoGP Legends

Motomondiale: Jorge "Aspar" Martinez entra nelle MotoGP Legends
Quattro titoli, 37 vittorie. Lo "Spencer delle piccole cilindrate" entra nella Hall of fame del Motomondiale a 40 anni dalla sua prima gara
15 novembre 2019

Negli anni 80, vincere nella minima cilindrata - che allora, fino al 1989, era appunto la 80 - significava dover fare i conti con lui e con la sua Derbi. Jorge Martinez, detto Aspar, il ciabattino, è stato la bandiera dei piloti spagnoli di quella decade, forse anche più di quel Sito Pons che alla fine vinse due titoli nella 250.

Lo è stato perché vinceva con una superiorità pazzesca - per il mezzo ma anche perché nelle piccole cilindrate era davvero fortissimo: i suoi compagni di squadra, compreso quell'Herreros che fu l'unico vero rivale, lo infastidirono solo a sprazzi. E in 125, nel 1989, ci volle il cambio di regolamento, con l'arrivo delle monocilindriche, per tarpargli le ali con una Derbi troppo, troppo fragile per giocarsi il titolo.

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Lo chiamavano il Freddie Spencer delle piccole cilindrate, perché dopo due titoli nella 80 nel 1986 e 1987, l'anno seguente decise di correre sia la 80 che la 125, vincendole entrambe a mani basse, con nove vittorie su undici gare. Nel proseguo della carriera ha corso ancora in 125 e 250, ma senza più ottenere i successi di quei tempi.

Qui a Valencia, in occasione dei quarant'anni dalla sua prima gara, Martinez diventa una MotoGP Legend raggiungendo, tra gli altri, i connazionali Angel Nieto, Dani Pedrosa e quell'Alex Crivillé che gli strappò il titolo nel 1989. Onorificenza conferita, naturalmente, dal CEO Dorna Carmelo Ezpeleta

"Voglio ringraziare Carmelo, la Dorna e tutti gli intervenuti" ha commentato Martinez. "Per me è un giorno incredibile - è un vero onore entrare nella Hall of Fame della MotoGP. Quest'ultima settimana mi sono ricordato più volte della mia prima gara, della mia prima vittoria ad Asse e ora essere qui è davvero incredibile. Sono felice, davvero felice. Grazie davvero."

"Da ragazzino l'unica cosa che volevo era correre in moto. Mi commuovo a pensare alle esperienze che ho vissuto, belle e brutte, ma è incredibile ricordare guardando le foto del 1979 - dormivo in tenda - e pensare a oggi, qui al Ricardo Tormo. Pensare che nel 1988 ero stato proprio io a pressare Carmelo per far costruire una pista e portare il Motomondiale a Valencia..."

 

Aspar Martinez sulla sua "bala roja", il "proiettile rosso"
Aspar Martinez sulla sua "bala roja", il "proiettile rosso"

"Vedere tutti i miei amici qui è un sogno: i miei piloti, la mia famiglia, quella vera e quella del paddock... è come se fosse il mio paese. Un paese in cui abito da 35 anni! Grazie a tutti, abbiamo passato momenti difficili, e grazie agli sponsor che sono stati con me per tanti anni, ai giornalisti... un milione di grazie!"