MotoGP, Oliveira (KTM): "Un’occasione da sfruttare"

MotoGP, Oliveira (KTM): Un’occasione da sfruttare
Giovanni Zamagni
Al debutto nella squadra ufficiale, il vincitore dell’ultimo GP 2020 parte molto carico per la nuova stagione: “Sono più rilassato, so di poter vincere anche in MotoGP. KTM vuole il titolo, essere qui è una grande responsabilità. Ma è un privilegio”
12 febbraio 2021

Ha chiuso il 2020 dominando dal primo all’ultimo giro. Adesso, Miguel Oliveira è nel team ufficiale KTM: ovvio aspettarsi da lui grandi risultati.

Come vincitore dell'ultima gara è normale che molte persone ti indichino come uno dei favoriti: senti molto la pressione?

“Questa è una bella prima domanda! Sento che ho resettato la mentalità per questa stagione. Anche se sono stato in cima al podio nell'ultima gara, non ho bisogno di sentire alcuna pressione extra per arrivare in un posto dove volevo davvero essere. Adesso ricomincio una sfida nuova, devo conoscere bene le persone per farmi sentire a mio agio con la squadra e la squadra con me, per capire come tutto funziona e per iniziare a costruire i risultati”.

Come affronti questa stagione?

“Sono molto più rilassato, so che posso vincere una gara in MotoGP… Rispetto al 2020 mi aspetto prestazioni migliori e più costanti: è una grande sfida, ma so che con questo pacchetto si può vincere. Per questo sono molto eccitato e confidente per quello che posso fare. E’ chiaro che le aspettative sono alte, so che KTM vuole il titolo, dobbiamo concentrarci bene sul lavoro da fare. Dobbiamo conoscere meglio il pacchetto che abbiamo a disposizione. Per quanto mi riguarda, devo imparare a recuperare meglio tra una gara e l’altra”.

 

Hai potuto allenarti bene durante l’inverno?

“Sì, ho passato un buon inverno. Fortunatamente non ho preso il Covid, ho potuto fare le cose che mi piacciono”.

 

Cosa cambia passare dal team satellite alla squadra ufficiale?

“L’aspetto principale è che sai che possono adattarti la moto perfettamente per le tue richieste. Sicuramente la responsabilità è grande, devi dare le giuste indicazioni, a volte devi focalizzarti sullo sviluppo e non solo sulla guida. Ma KTM è molto bene organizzata, sa cosa vuole e cosa serve. Dobbiamo conoscerci un po’ meglio, sia dentro sia fuori dal box, ma si può fare molto bene. E’ un privilegio essere qui, bisogna sfruttare l’occasione”.

 

Nel 2020 ci sono stati nove vincitori differenti, credi possa accadere anche nel 2021?

“Magari saranno di più… E’ chiaro che senza un dominatore, come era stato Marquez negli anni passati, tutto può succedere: la MotoGP è molto competitiva, è cresciuta molto nelle ultime stagioni. Per quanto mi riguarda, cerco di essere pronto per cogliere ogni opportunità. Rispetto al 2020, quando ero reduce da un infortunio, inizio la stagione mentalmente più forte, sono solo fisicamente”.

 

Com’è la relazione con Binder?

“Ottima: lui è uno molto onesto, stiamo bene insieme. Dentro al team non c’è un numero uno e un numero due, quello dipende dai risultati: credo che la nostra competizione sarà positiva per entrambi”.

 

Ora sei il pilota con più esperienza sulla KTM RC16. Come definiresti la moto?

"Le versioni 2019 e 2020 erano abbastanza diverse nel comportamento e per le sensazioni che dà al pilota. Direi che la versione 2019 era ancora molto difficile da guidare, bisognava forzare la moto in curva molte volte. Era molto selvaggia! È stato un grande shock quando ho guidato la moto la prima volta. Ma nel 2020, la RC16 è diventata molto più 'amichevole', ha trasmesso sensazioni positive”.

 

Alla fine del 2021 saresti contento se...?

“Il titolo mondiale è raggiungibile: sicuramente è molto ambizioso, tante cose devono andare al posto giusto, ma avere gli strumenti e avere le persone giuste e la determinazione nel progetto significa avere la possibilità di centrare un obiettivo così importate. A volte un quarto posto sarà un ottimo risultato e a volte un secondo posto potrebbe non soddisfare le nostre aspettative: bisogna essere forti e concentrati”.

 

Descrivi il pacchetto KTM RC16/Miguel Oliveira...

“La perfezione! Al di là degli scherzi, mi sono integrato molto bene con la moto in questi ultimi due anni. Nel 2019 ho avuto troppi infortuni, ma nel complesso nel 2020 penso di aver costruito una buona esperienza e sono molto più a mio agio con la moto. È un lavoro senza fine. Anche se sei rilassato, sviluppi qualcosa in più e devi abituarti anche a quello. È un processo infinito e devi essere davvero in forma ogni fine settimana”