MotoGP. Oggi Nicky Hayden avrebbe compiuto 46 anni

MotoGP. Oggi Nicky Hayden avrebbe compiuto 46 anni
Lo statunitense, vent’anni fa campione del mondo MotoGP, resta nel cuore di tanti appassionati. E’ morto il 22 maggio del 2017 dopo cinque giorni di agonia, fatale l’incidente stradale a Misano Adriatico mentre si allenava in bicicletta
30 luglio 2026

Il campione del 2006 fu lui, Nicky Hayden, pilota ufficiale della Honda: con due vittorie (in Olanda e negli States) e ben otto podi, fu premiato dal terzo posto nell’ultima gara di Valencia dietro alle Ducati di Bayliss e Capirex. L’americano non è mai stato dimenticato, la sua passione, la sua dolcezza hanno lasciato un grande vuoto. Il suo numero di gara (il 69) è stato ritirato, nel 2021 Nicky è stato inserito nella Motorsport Hall of Fame e sul circuito di Austin, in Texas, viene ricordato con la "Hayden Hill", una collina con il dipinto del suo volto.

Nicholas Patrick Hayden era nato ad Owensboro, nel Kentucky, il 30 luglio 1981. Una famiglia con la passione per le moto (tutti ex piloti dal padre Earl ai fratelli Roger e Tommy), così iniziò dal cross per poi passare alla velocità. Debuttò nel 1998 nel Supersport AMA, disputando anche una wild card a Laguna Seca nella Supersport iridata. Nel 1999 vinse la SS nazionale con cinque successi, ottenne la promozione in SBK per la stagione successiva e riuscì ad aggiudicarsi il numero 1 al terzo tentativo, nel 2002, con nove centri. Nello stesso anno disputò a Laguna Seca la prova del Mondiale SBK con la Honda, andò a punti in entrambe le gare.

Furono quelle prestazioni negli States che gli valsero la chiamata in MotoGP del team ufficiale Repsol Honda al fianco di Valentino Rossi per il 2003. Quell’anno fu quinto con due podi, l’anno dopo idem, nel 2005 invece fu terzo nella generale. La prima vittoria in carriera: il 10 luglio 2005 nella sua Laguna Seca. Poi nel 2006 quel titolo della MotoGP davanti a Rossi, Capirossi, Melandri e Pedrosa.

La Honda non riuscì a valorizzarlo come meritava: la moto del 2007 era disegnata sulle misure di Dani Pedrosa, qualche podio ancora come nel 2008, quindi Nicky lasciò la Honda a fine stagione per passare in Ducati. Tre podi in cinque stagioni, poco, ma con dei compagni di squadra tosti come Stoner, Rossi e Dovizioso. Hayden restò fermo al suo posto con il sorriso sulle labbra e la schiena dritta, accettando la superiorità altrui ma sempre impegnandosi a fondo. Si faceva amare.

Fu nel 2014 che rientrò in Honda con la Open, team Aspar: negli ultimi due anni di carriera in MotoGP chiuse lontano dalla top ten iridata. Così a fine 2015 annunciò il passaggio in SBK, team Kate Honda: la sua prima ed unica vittoria in Malesia 2026 in gara2 sul bagnato e poi tre podi. Nel 2017 il ritiro.

La sua drammatica fine è stata un dramma per due famiglie, quella di Nicky e quella del giovane investitore, che con l’auto lo investì mentre l’americano pedalava con le cuffie nelle orecchie. Nicky non rispettò lo stop, l’italiano viaggiava più velocemente del consentito. Il processo penale si è concluso il 10 ottobre 2018 con la condanna dell'automobilista a un anno di reclusione (pena sospesa), la revoca della patente e il pagamento delle spese processuali per il reato di omicidio stradale.

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