MotoGP, Motegi 2015. Rossi: “Lorenzo mi ha visto ma credeva di andarsene”

MotoGP, Motegi 2015. Rossi: “Lorenzo mi ha visto ma credeva di andarsene”
Giovanni Zamagni
A fine qualifiche c’è un po’ di nervosismo nel box Yamaha: Lorenzo accusa il compagno di averlo seguito e di averlo sfruttato come insegnante. Ma Valentino ribatte: “Con questo schema può capitare: forse credeva che non sarei riuscito a essere veloce come lui”. Sulla gara: “Spero sia asciutto, me la posso giocare”
10 ottobre 2015

MOTEGI – Secondo in 1’43”871, a soli 0”081 da Jorge Lorenzo: ah però, che Valentino Rossi...Il pilota che solitamente fatica in qualifica, conquista la quarta prima fila stagionale, insidia da vicino il compagno di squadra e lo innervosisce sfruttandolo anche come riferimento, nel primo tentativo con la gomma morbida. Se si aggiunge che Rossi ha dimostrato di avere anche un buon passo, ecco che si può parlare di giornata molto positiva.

 

«Lo è certamente. Già nelle FP3, avevamo fatto un buon passo in avanti, ma ancora non sufficiente per giocarmela con Lorenzo. Abbiamo studiato tutti i dati, abbiamo fatto le scelte giuste, e nelle FP4 abbiamo fatto un salto importante: nelle ultime due uscite sono stato veloce anche con le gomme usate. Così sono partito per le qualifiche con una grande carica, mi sentivo bene, ho fatto una buona strategia e mi sono trovato al posto giusto. Quando poi con la seconda gomma ho fatto 1’43”871, pensavo bastasse per la pole position, ci avevo quasi fatto la bocca, invece Lorenzo mi ha battuto. E’ comunque un ottimo secondo posto, perché sono molto vicino a Jorge che è sempre fortissimo in qualifica, in particolare su questa pista. La mia prestazione conferma che abbiamo migliorato tanto, ed è importante essere davanti alle Ducati e alle Honda: i primi sei piloti (nell’ordine: Lorenzo, Rossi, Marquez, Dovizioso, Iannone e Pedrosa, NDA) avevano tutti il potenziale per conquistare la prima fila. Ma è solo il primo passo, adesso manca la gara, l’aspetto più importante: anche l’anno scorso ero partito bene, poi Jorge mi era andato via. Vediamo se questa volta sarà possibile stare con lui per tutta la gara».


Lorenzo ha detto che sei stato furbo a sfruttare il suo riferimento: come la pensi?

«Con questo schema di qualifiche devi stare attento a tutto, tenere gli occhi aperti: in passato è successo tante volte a me di essere la lepre davanti con tanti piloti dietro, questa volta è toccato a lui. Non sarà la prima né l’ultima volta».


Ma l’hai fatto apposta a uscire dietro a Lorenzo?

«Ho deciso di entrare subito in pista perché volevo avere un po’ di tempo tra il primo e il secondo tentativo (effettivamente Valentino è stato fermo un po’ al box dopo aver sfruttato la prima gomma morbida, NDA), ma anche lui è uscito subito. Secondo me mi ha anche visto, ma forse pensava di riuscire ad andarsene…Era importante tornare a essere competitivo, provare a dargli fastidio: a questo punto, un po’ di nervosismo ci sta».


Lui ti accusa anche di guardare i suoi dati…

«Io guardo i suoi e lui guarda i miei: in Yamaha funziona così dal 2009. Per questo mi ero arrabbiato allora, e avevo cercato di tutelarmi: lui ha imparato molto da me, a volte può succedere il contrario».


Il tuo è stato un giro perfetto?

«No, si poteva fare meglio, ma mi sono fatto prendere dalla frenesia e ho esagerato alla curva 7-8: diciamo che ho perso lì il decimo che mi avrebbe permesso di conquistare la pole. Rispetto a ieri siamo migliorati tanto in frenata e in accelerazione, abbiamo lavorato soprattutto su questi aspetti».


Come vedi la gara?

«E’ sempre difficile fare previsioni, perché in MotoGP tutto cambia velocemente, anche tra il sabato e la domenica. Diciamo che in questo momento posso stare vicino a Lorenzo».


E’ prevista pioggia: saresti contento?

«No, preferirei che fosse asciutto, perché me la posso giocare. E con l’acqua è sempre un’incognita: a Silverstone ero andato forte, ma non è detto che accada anche qui. Spero proprio che non piova».

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