Motomondiale

MotoGP: modifiche al regolamento

- Diverse variazioni, di importanza variabile, sia al regolamento sportivo che tecnico della GP. Eccole nel dettaglio
MotoGP: modifiche al regolamento

Diverse le novità regolamentari introdotte dalla GP Commission nel meeting della scorsa settimana, con impatto tanto sul regolamentio sportivo che su quello tecnico. In buona parte si tratta di variazioni di dettaglio per casi molto particolari, ma alcune sono invece decisamente più interessanti; in tutti i casi è comunque facile intuirne la genesi nelle varie situazioni verificatesi nella stagione 2018: interruzioni e ripartenze, sostituzioni, allocazione di pneumatici da bagnato. Vediamole una per una.

Ripartenza a gara interrotta e gomme rain

Alla luce delle polemiche maturate durante e dopo il Gran Premio di Valencia, il regolamento è stato modificato per aumentare la disponibilità di pneumatici da bagnato: l'allocazione è passata da 11 a 13 gomme, con sei anteriori e sette posteriori. Nessuna variazione per Moto2 e Moto3 (che non hanno allocazione contingentata), se non per specificare che il costruttore deve avere disponibilità minima di quattro treni per pilota.

Allo stesso modo, è stata chiarita - in realtà con una norma un po' fumosa e soggetta all'interpretazione degli steward - la norma relativa a quali piloti possano ripartire dopo un'interruzione della gara, confermando anzitutto come sia concesso ai piloti chiedere assistenza ai commissari per spostare o far ripartire la moto in pista, nelle vie di fuga o nella corsia di servizio.

Inoltre, la definizione di piloti "attivi" al momento della sospensione ora comprende - oltre a quelli ancora in pista - anche quelli che stanno cercando di ripartire, di riguadagnare la pista o di rientrare in corsia box. La decisione ultima sul fatto che un pilota sia o meno da riammettere, comunque, anche alla luce di questa norma spetta comunque agli steward.

Penalità per infrazioni in pista

Tutti i cambi di posizione ritenuti scorretti - come quelli ottenuti dopo un taglio di pista, o un sorpasso in regime di bandiere gialle - continueranno ad essere sanzionati come in precedenza, ma cambia il limite temporale per la segnalazione da parte della direzione gara ai piloti, che dovrà avvenire sul display del cruscotto al passaggio sul traguardo entro tre giri, invece di cinque come in precedenza.

 

Record ufficiali e concessioni

Cambia anche un dettaglio relativo ai record, che ora cambiano nella denominazione passando da "ufficioso" e "ufficiale" in "Record Assoluto" (ovvero il giro più veloce mai realizzato in una qualunque sessione del Gran Premio, prove o gara) e "Miglior giro in gara", che ovviamente restringe alla gara l'ottenimento del primato.

Diversi chiarimenti anche per le concessioni allo sviluppo per aumentare la competitività delle Case meno competitive: quando una Casa raggiunge il punteggio sufficiente a perdere le concessioni, perde anche la possibilità di provare con i collaudatori sui circuiti del Mondiale. Il regolamento ora specifica come la norma si applichi alla stagione successiva a quella in cui vengono perse le concessioni, dopo aver definito i tre circuiti in cui si vuole poter provare. I punti scadono a due anni dalla conquista.

  • Unmotociclista, Torino (TO)

    Praticamente la MotoGP sta diventando come l’Italia, un groviglio di regole per cercare di gestire un casino.
    I risultati li conosciamo...
  • AnonimoDucatista, Montecchio Emilia (RE)

    Nulla che riguardi circuiti che si trasformano in Rio delle Amazzoni? Magari una serie di regole per mettere le manine avanti...
Inserisci il tuo commento