Intervista

MotoGP. Michele Zasa: “Uscire di casa è da terroristi”

- Il direttore sanitario della Clinica Mobile racconta la sua vita quotidiana al 118 di Parma: “Purtroppo, quello che si vede negli ospedali è paragonabile a una guerra"

In collegamento via Skype con il dottor Michele Zasa, direttore sanitario della Clinica Mobile. Anestesista e rianimatore, il dottor Zasa lavora, tra l’altro, al 118 di Parma. Ecco il suo racconto su quanto sta avvenendo in questi terribili giorni.

“La situazione è sicuramente brutta, drammatica, paragonabile a uno scenario di guerra: è quello che si vede negli ospedali. Purtroppo è così: questa è un’emergenza sanitaria che coinvolge tutti, anche se qualcuno può percepirla come qualcosa di lontano. Questo virus è molto diffuso: i numeri sono sottostimati, perché non si può fare il tampone a tutti. In questi giorni ci siamo abituati a fare diagnosi cliniche senza l’uso del tampone, per accelerare i tempi. Purtroppo è stato sottovalutato e adesso ne paghiamo le conseguenze. Noi italiani abbiamo il senso di famiglia molto forte: in queste situazioni, purtroppo, è un male, perché il virus si diffonde velocemente. Attenzione perché se arriva il virus, è una situazione drammatica: all’improvviso si sviluppa una insufficienza respiratoria grave. I giovani sono un veicolo dell’infezione incredibile e adesso ci sono tanti 30enni in rianimazione. E che nessuno dica: vado in giro, tanto sto bene. Andando in giro rischiano di appestare le altre persone: si comportano come terroristi”.

Proviamo a parlare di moto: cosa cambia per i piloti dal punto di vista fisico e psicologico?
“Dal punto di vista fisico non credo ci siano delle conseguenze: tutti hanno più o meno la possibilità di allenarsi per mantenere il tono muscolare. Si riesce a fare anche un po’ di attività aerobica. So che i piloti stanno tutti facendo così. Il Coronavirus colpisce anche il paddock: dal punto di vista psicologica dipende da ciascuno di loro. Credo saranno anche un po’ ansiosi, come accade alle persone comuni: è una reazione da stress. I piloti sono sovrumani in moto, ma quando tolgono il casco sono come noi… E’ normale avere paura, bisogna superarla. Si devono tenere motivati e tranquilli a livello mentale. Può anche essere un periodo per rilassarsi: i piloti della MotoGP hanno una marea di eventi durante la stagione, possono sfruttare questo momento per riprendere fiato. Gli consiglio di mantenere lo spirito competitivo, magari giocando con la play o altro…”.

Il Dottor Zasa rinnova l’invito a stare a casa.
“Tanto più stiamo in casa adesso e più osserviamo queste disposizioni, evitiamo che il virus vada in giro, che passi da una persona all’altra. E’ bene farlo adesso: così potremo tornare alla vita normale al più presto. Altrimenti c’è il rischio di nuovi picchi di infezione. L’influenza spagnola dei primi del 900 ha avuto tre picchi nell’arco di due anni”.

  • fabio.devoti, San Donato Milanese (MI)

    Al netto della disinformazione iniziale (dove al tempo stesso c'erano medici e virologi che dicevano che fosse una banale influenza ed altri che invece inneggiavano alla catastrofe totale), ormai la situazione non si può più ignorare e non si può essere così egoisti da sbattersene (specie visto che poi, quando magari capita la disgrazia, si è lì a chiamare subito aiuto).
    Inoltre a molti non è chiara una cosa: più ci si sacrifica ora (chiaro che starsene in casa sia un sacrificio esattamente come sia un sacrificio, qualora si esca anche solo per lavoro, resettare le proprie abitudini e stare attenti a quello che si fa) e prima la situazione migliorerà e si tornerà alla normalità.

    Ovvio poi che tra 100 persone che si vedono in giro, ce ne saranno 10 che sono in giro legalmente e che alle volte certe situazioni siano anche il frutto di una mala gestione (vedi la gente che va al lavoro con i mezzi pubblici e siccome hanno tagliato il 50% ed oltre delle corse, si ritrova ammassata nelle carrozze). Da lì il discorso del non fare di tutta l'erba un fascio. Le critiche sono più che giuste ma bisogna capire a chi farle (a livello personale ho trovato gente che mi ha criticato siccome vado al lavoro dimenticandosi o non sapendo che il mio lavoro può essere fatto solo sul posto e che è in un servizio che non può chiudere).

    In ogni caso, ben venga il martellare su certi comportamenti visto che vedo ancora tanta gente in giro a per divertimento (e sia chiaro, magari è solo la mia esperienza, altrove può esser diverso). Proprio lo scorso weekend infatti sotto casa mia c'era una persona che girava per strada in ciabatte facendo andare il proprio drone...
  • DettoFatto, Lodi (LO)

    Bravi.

    Questo dovrebbe porre fine alla querelle "esco per correre da solo che male faccio"...
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