MotoGP. Gigi Dall’Igna: “Le nuove regole? Bisogna essere avvocati prestati all’ingegneria”

MotoGP. Gigi Dall’Igna: “Le nuove regole? Bisogna essere avvocati prestati all’ingegneria”
Pragmatico, diretto, orgoglioso, ecco Gigi a Eataly Milano Smeraldo. Gigi che non ha mai copiato da nessuno, che coinvolge e poi decide, che cerca le zone grigie nei regolamenti. Parla dei suoi piloti, degli abbassatori, dei tecnici che sono passati alla concorrenza, di Liberty Media…
23 maggio 2026

Il direttore generale di Ducati Corse in un evento a Milano, incalzato dall’amministratore del gruppo Eataly Andrea Cipolloni, che è sponsor della squadra e grande appassionato. Il Gigi-pensiero in un’ora, con il pubblico attento e una serie di riflessioni. Tra le più interessanti, quella sulle concessioni: che Ducati ha dovuto subire perdendo di fatto il dominio assoluto della MotoGP.

È la differenza che passa tra lo spettacolo e lo sport - ha detto Gigi senza tirarsi indietro - e se il nostro fosse sport puro, allora le concessioni non sarebbero nemmeno concepibili: non è che nel salto con l’asta fanno gareggiare Duplantis con un’asta più corta degli altri. Ma quello è sport, mentre noi non siamo soltanto sport, siamo anche spettacolo ed è una realtà talmente costosa che qualche compromesso deve essere accettato. Comunque mi sta bene fino a un certo punto: ok lo spettacolo, ma vorrei che la MotoGP rimanesse prevalentemente uno sport, che vincesse il migliore”.

A proposito, e la trattativa di costruttori e team con Liberty, a che punto è? Dall’Igna assicura che si troverà presto un accordo, nel prossimo mese. 
“Mi aspetto che Liberty Media faccia splendere il nostro mondiale sulla base del bellissimo lavoro svolto con la Formula 1. Anche perché il nostro spettacolo è superiore, non abbiamo bisogno di artifizi. E’ giusto prendere spunti da tutti, compresa la Formula 1, ma senza snaturarci, la MotoGP deve rimanere a misura d’uomo”.

I tecnici di Ducati “emigrati” nelle altre squadre

Un argomento sensibile, che Andrea Cipolloni ha affrontato senza timori: altri team stanno crescendo con i tecnici “strappati” alla Ducati e ora ai vertici delle loro organizzazioni: Dall’Igna come la prende? Resta in buoni rapporti con loro?

“Con qualcuno sì: ci sono persone che mantengono un rapporto corretto, altre un po’ meno. Nella nostra organizzazione noi facciano crescere il livello culturale del gruppo di lavoro, continuo a pensare che la cosa più importante sia far crescere la cultura della moto all’interno del paddock. E’ chiaro che quando uno se ne va porta via tutto un bagaglio importante, questo è il risvolto della medaglia. Noi - ha sottolineato Gigi - restiamo quelli, i soli, che non hanno attinto fuori. E io non ho mai copiato da nessuno”.

Il direttore generale di Ducati Corse ha tenuto a valorizzare il suo gruppo: ha garantito che non prende mai decisioni da solo, che chiede ai collaboratori di dire se farebbero in modo diverso. Tutto è frutto di quanto uscito dalle riunioni, alle quali vuole anche chi non è direttamente coinvolto sul tema in discussione. Cerca punti di vista diversi, anche se poi naturalmente l’ultima decisione è la sua. Qualcuno deve pur prendersi la responsabilità delle scelte.
Il nuovo regolamento e gli abbassatori

Si è parlato anche di regole e di tecnica, a Eataly Milano Smeraldo. Sui nuovi regolamenti in vista del 2027, Gigi ha chiarito che interpretare è sempre fondamentale, ora la cosa più importante è esplorare le zone grigie del regolamento, trovare nuove soluzioni e tenerle segrete. Gli abbassatori che spariranno? Chiaro che gli dispiace: quello è uno degli elementi che ha reso forte la Ducati, ha precisato, perché consentono di spostare il baricentro della moto nelle varie fasi della guida. Avere tanti piloti? E’ importante per ottenere dati statistici affidabili e quindi ridurre il più possibile l’elemento umano, che è variabile. E bisogna che ad esaminare i dati poi sia una persona diversa da chi è coinvolto direttamente. I social? A Gigi importa poco del giudizio della gente, fa le sue scelte per le persone che lavorano con lui e per la continuità dell’azione: se non arrivano i risultati, i vertici aziendali possono anche far saltare il gruppo: “vincere per continuare ad andare avanti”.

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I piloti di Dall’Igna, dal Dovi ad… Acosta

Si potevano ignorare i suoi piloti? Ecco come li vive e li ha vissuti Dall’Igna. Andrea Dovizioso: “Con lui abbiamo fatto delle cose magnifiche e ho tantissimi bei ricordi. Alla fine il rapporto si è un po’ incrinato, ma per me e anche per lui è più bello ricordare i momenti belli”.

Jorge Lorenzo: “Particolare. Ho avuto il piacere di conoscerlo fin da piccolo, dai suoi 14 anni ed è un pilota incredibile. Faceva delle cose straordinarie, soprattutto nelle categorie minori. Il famoso serbatoio? Ha funzionato insieme a tante altre cose”.

Pecco Bagnaia: “Con Pecco il ricordo più bello, il titolo 2022. Una gioia incredibile, un momento fantastico. Poi un manager deve fare delle scelte professionali che umanamente non farebbe: il pilota va a rispettato, ma con me lavorano altre 200 persone e io devo pensare al bene di 200 persone piuttosto che al bene del singolo”. Qui immaginiamo che Gigi si riferisse al prossimo futuro: con Bagnaia “invitato” ad accasarsi altrove e liberare così la moto per Pedro Acosta.

Marc Marquez: “Mi sono reso conto subito, non appena arrivato, che aveva dei numeri eccezionali, che riusciva a fare delle cose inavvicinabili per tutti gli altri. Poi devo dire che ho scoperto una persona fantastica, che ti fa emozionare, che sa motivare tutti e che non punta mai il dito contro nessuno. È una persona dalla quale c’è tantissimo da imparare”. E allora, Pedro Acosta: “I campioni li vedi da piccoli, è lì che ti suscitano le emozioni, e Pedro oggettivamente è uno che già in Moto3 emozionava tantissime persone. E adesso sta facendo delle cose meravigliose”.