MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Günther Steiner si racconta: "Drive to Survive? Mai visto. F1 e MotoGP sono come due figli" [VIDEO]

MotoGP 2026. ESCLUSIVO - Günther Steiner si racconta: "Drive to Survive? Mai visto. F1 e MotoGP sono come due figli" [VIDEO]
Il Ceo di Tech3, italo-statunitense, è da pochi mesi nel motomondiale dopo una vita tra rally e F1: "Valentino è Valentino, non c'è nessuno come lui. Impressionati dai piloti e dai loro allenamenti in moto. In F1 si usa il simulatore"
23 maggio 2026

Günther Steiner è uno dei manager più riconoscibili del motorsport mondiale: altoatesino di nascita, cittadino del mondo, ha costruito la sua carriera tra Rally, Formula 1 e ora MotoGP.

Dopo anni alla guida del team Haas in F1 — e una notorietà globale conquistata con Drive to Survive — ha accettato la sfida di portare la sua esperienza nel paddock delle due ruote come CEO di Tech3. Il suo arrivo ha coinciso con un momento delicato per KTM, alle prese con difficoltà finanziarie e un cambio di leadership interno. 

È fresca la notizia dell'accordo con KTM quando si parlava di Honda. Ci fa un riassunto di com'è nato questo rinnovo?

"Logicamente per me questo è un mondo nuovo e mi devo informare di cosa c'è, perché non puoi dire faccio questo e poi ti rendi conto di non aver fatto il mio lavoro, di non aver investigato le possibilità. Questa era una delle cose. Bisogna sempre vedere se c'è qualcosa di meglio. Ho parlato con un paio di altri costruttori per capire cosa si poteva fare e alla fine siamo arrivati alla conclusione di rimanere con KTM. Prima cosa: una cosa che c'è farla crescere è più facile che partire da nuovo. Seconda cosa: sono stati leali a Tech3 negli ultimi sette anni, ci si conosce. E poi anche in KTM, non dobbiamo dimenticare, c'è una leadership nuova con Gottfried Neumeister, arrivato solo l'anno scorso quando hanno avuto i problemi finanziari. Ci siamo seduti io e Neumeister, abbiamo parlato di cosa si poteva fare, come vedevamo noi due il futuro, e alla fine siamo arrivati alla conclusione che la miglior cosa era continuare questa collaborazione"

Lei è cittadino del mondo, è nato in Italia, parla diverse lingue, è esperto di motorsport. Faccio una domanda semplice: quanto è più bella la MotoGP della Formula 1?

"(ride, ndr) Son belle tutte e due. È come quando si hanno due figli: non si può dire quale è più bravo e quale è più bello. La Formula 1 è una cosa bellissima. Per me è tutto il motorsport. Adesso logicamente si guarda sempre a Formula 1 e MotoGP perché sono il livello più alto, uno di moto e uno di macchine, però ci sono tante categorie motorsport che sono bellissime. Io mi diverto in tutte e due. Lo faccio da quarant'anni, è una cosa che mi diverte"

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Lei è stato uno dei personaggi principali di Drive to Survive, che ha dato grande popolarità alla Formula 1. La MotoGP ha cercato di replicare con la serie su Prime. Secondo lei è replicabile?

"Prima cosa: non ho visto né una né l'altra, non le guardo io. Però ho sentito e so cosa ha fatto Drive to Survive per la Formula 1. Direi così: Drive to Survive era la prima sports documentary, per quello ha avuto successo. Tutte le altre sono arrivate dopo, hanno fatto il me too. E da quanto mi han detto, quello di MotoGP era bello per chi la seguiva già, però per uno che non la conosceva non era attraente. È molto difficile replicare una cosa che ha avuto tanto successo. E non dobbiamo dimenticare quando è uscita e quello che è successo dopo: due anni dopo è venuto il Covid. La gente era a casa e l'ha guardata perché non sapeva cos'altro guardare. E poi la Formula 1 ha fatto un bel lavoro tornando a correre a giugno del 2020: è stato il primo sport globale live. Fortuna, coraggio della FIM e di Liberty Media — queste cose hanno pagato"

L'accordo è pluriennale. Si può sapere quanti anni?

"No, pluriennale vuol dire più di uno. Questi sono pezzi di informazione del contratto che non è utile rendere pubblici"

Ci fa una sua analisi sulle differenze tra i piloti di Formula 1 e quelli di MotoGP?

"Quello che mi ha colpito è quanto questi ragazzi vanno in moto. I piloti di Formula 1 non possono fare test: se metti una di quelle macchine in pista ti costa subito tantissimo. L'ho chiesto a Enea — durante i periodi senza gare — 'come vi allenate?'. Mi dice: vado in moto. E vai in moto come? Vai in città a bere il caffè? Con la Vespa? No, va in pista. Prendi una moto sportiva, duecento cavalli, ci metti una slick, una sospensione un po' compatta, e ti alleni. Questo mi ha sorpreso moltissimo, quanto lo fanno e quanto si allenano fisicamente. Sono veri atleti, come uno che scia deve sempre andare a sciare. In Formula 1 i piloti vanno nel simulatore, che ti affatica mentalmente, ma fisicamente non è come la macchina vera. Non me lo immaginavo davvero"

C'è stata la vicenda dell'infortunio di Márquez in Indonesia, causato da uno scalino di ghiaia che non ci doveva essere. Come la giudica?

"È sempre facile dirlo dopo che è successa una cosa. Sono d'accordo che non dovrebbe succedere, purtroppo certe cose accadono nella vita perché non sono mai successe prima. Se si ripete la stessa cosa, secondo me è un problema: le autorità, la FIM, la FIA, tutti provano a evitare questi episodi ma succede sempre qualcosa di inaspettato. Però dove è veramente sbagliato — e questo succede ancora — bisogna cambiare il sistema, come vengono fatti i controlli, e anche le persone, perché non puoi fare un errore così una seconda volta"

Avete appena annunciato il rinnovo con KTM. Qualcosa sui piloti per il prossimo anno? Bastianini sembra orientato a cambiare casa.

"Non lo sappiamo. Abbiamo proprio la prima riunione stasera, la prima del nuovo accordo con KTM, anche di personale e tutte queste cose. Mi sono permesso di prendere il tempo di chiudere prima con il costruttore, perché altrimenti vai a parlare con un pilota e la prima cosa che ti chiede è: con quale costruttore sei? Se dici non lo so, ti dice anch'io non lo so. E poi quello che gli dici lo dice alla stampa. Per questo aspettavamo di sapere dove andiamo. Ci sono tante possibilità, però non abbiamo ancora deciso"

Sui grandi di tutti i tempi: Valentino Rossi, Márquez, e mescolando con la F1 — Senna, Lauda, Schumacher. Quali sono i suoi riferimenti?

"Nelle moto, per me Valentino è Valentino. Logicamente va forte anche Márquez, è un fenomeno anche lui, però Valentino non lo prendo solo come pilota — anche come persona, per la personalità, per quello che ha dato alla MotoGP. Secondo me non c'è nessuno. Delle macchine, al momento c'è Max che va fortissimo e come carattere è un pilota vero: adesso è alla 24 ore di Le Mans perché lo vuole fare, non perché lo deve fare. Nel passato, logicamente Senna — non l'ho mai conosciuto, però quello che ha fatto Ayrton Senna è una cosa grande"

C'è qualcosa che vuole dire che non le ho chiesto?

"È bellissimo entrare in questo mondo e so quanta passione c'è, specialmente in Italia, per le moto e per il motorsport in generale. È una cosa bella far parte di questo. Io ringrazio sempre gli appassionati, sia delle macchine che delle moto: grazie a loro sono riuscito a fare quello che mi piace nella mia vita"