MotoGP - ESCLUSIVO, Romano Albesiano, e il cambio di metodo in Honda: "Non si fa più una moto nuova ogni anno. Se ci abbiamo riprovato con Marquez? Probabile" [VIDEO]

MotoGP - ESCLUSIVO, Romano Albesiano, e il cambio di metodo in Honda: 'Non si fa più una moto nuova ogni anno. Se ci abbiamo riprovato con Marquez? Probabile' [VIDEO]
Il primo direttore tecnico non giapponese di HRC è italiano e ci ha raccontato come si lavora e si vive in un'azienda con una filosofia molto diversa da quella europea
5 ottobre 2026

Romano Albesiano ha spiegato come funziona il suo ruolo di direttore tecnico in HRC: una settimana al mese in Giappone, per restare in contatto con i vertici Honda. Ha parlato del metodo introdotto nella Casa giapponese, delle troppe cadute di Mir del 2026, di Quartararo, di Moreira, di Marc Marquez e del non semplicissimo incontro tra cultura europea e giapponese.

Qui sotto il VIDEO e a seguire la trascrizione integrale dell'intervista

Naviga su Moto.it senza pubblicità
1 euro al mese

Fare il direttore tecnico e il grosso cambiamento in Honda

Un direttore tecnico, cioè il ruolo che tu hai qui in HRC, cosa fa e quanto è uguale o diverso da quello che facevi in Aprilia?

"Il ruolo è abbastanza simile come definizione generale: è una figura che guida tutta la parte di sviluppo e anche la parte di pista. Le modalità sono diverse, perché c'è una distanza di qualche migliaio di chilometri tra dove uno vive normalmente e la sede dove avviene lo sviluppo vero della moto. Ho capito abbastanza rapidamente che era necessario essere presente in Giappone abbastanza di frequente: circa una volta al mese passo una settimana lì e in questo modo mantengo il collegamento con il centro di sviluppo di Asaka"

Sei stato, credo, il primo europeo o meglio il primo non giapponese che ha rivestito questo ruolo di direttore tecnico in HRC...

"Penso di sì"

Com'è nata questa cosa e se ti fa in qualche modo sentire orgoglioso, perché i giapponesi si sa che sono molto istituzionali su questo, solo giapponesi eccetera...

"È nata da una telefonata di Alberto Puig alla fine dell'estate del 2024, che mi ha sorpreso molto, onestamente non me l'aspettavo. Io stavo molto bene dov'ero prima, poi è arrivata questa offerta che fa impressione. Per questo e altri motivi alla fine ho deciso di accettare. Sicuramente mi riempie di orgoglio, di soddisfazione. Questo è sicuro"

L'anno scorso avete fatto una crescita enorme in termini di risultati, penso che abbiate più che quintuplicato i punti dell'anno prima, se non ricordo male. Si dice che più che portare tante innovazioni, hai ripreso tutto il materiale che c'era e l'hai provato nuovamente? È un po' questo il lavoro che hai fatto o ci sono state anche delle innovazioni?

"Era abbastanza prassi in Honda ogni anno presentare una moto completamente nuova. Quello che abbiamo introdotto è quello che succede nelle altre aziende: continuare a innovare la base, prendendo il buono di quello che c'è, identificando i punti negativi, sostituendo quelle parti e progredendo in questo modo. Questo è stato il grosso cambiamento di metodologia"

Quindi una grossa differenza tra Aprilia e Honda, o magari anche tra Giappone ed Europa, è che lì ogni anno fanno una moto completamente nuova, o facevano?

"Era abbastanza prassi comune ripartire, non dico da un foglio bianco, ma da concetti anche abbastanza diversi. Questo offre delle opportunità, ma è anche un grosso rischio, perché quando arrivi a un buon livello di prestazioni il miglioramento è fatto di piccole cose. Se riparti da qualcosa di diverso c'è tutta una fase di conoscenza del nuovo oggetto, di sviluppo anche per i piloti, per cui riesci a estrarre il buono di quell'oggetto da metà stagione in poi, cosa che non si può fare più"

Io ho detto giapponesi, ma in realtà forse Yamaha non fa questa cosa, non so...

"No, questo ovviamente non te lo so dire, dovresti chiedere a loro"

Puig e Albesiano durante il test di Jerez 2026
Puig e Albesiano durante il test di Jerez 2026 foto di René Pierotti

I piloti

Una curiosità: avete provato davvero a riportare Marquez in Honda quest'anno?

"Questo devi chiederlo ad Alberto Puig, però (ride) è probabile!"

Ma sulla scelta di Quartararo hai detto qualcosa anche tu, oppure è tutta opera di Alberto e del management?

"Nella discussione con Fabio, a un certo punto lui ha voluto capire dal punto di vista tecnico quali tipi di garanzie potevamo offrire, quindi sono stato tirato dentro nella discussione"

Per quanto riguarda i due talenti giovani che avete, Alonso e Moreira, come li vedi?

"Moreira mi piace tantissimo: un ragazzo di una lucidità e di una freddezza e credo anche di un talento veramente rari, quindi credo che abbia delle ottime prospettive in MotoGP. È sorprendentemente lucido, ha l'atteggiamento giusto del voler migliorare se stesso, non solo di chiedere alla moto di migliorare, ma di adattarsi e di voler migliorare la propria performance. Questo è molto importante. Alonso non lo conosco ancora"

Abbiamo detto che l'anno scorso il miglioramento di Honda rispetto all'anno prima è stato enorme, mentre quest'anno sembra che vi siate un po' fermati in questa crescita, ma magari gli altri sono cresciuti di più. Tu come la vedi?

"Se misuri la performance, vedi che siamo cresciuti all'incirca quanto gli altri, soprattutto se la misuri in termini di gap dal primo, in modo un po' statistico. Non siamo cresciuti abbastanza, con la velocità necessaria per recuperare il gap, per tanti motivi. Credo anche che quest'anno abbiamo raccolto molto meno di quello che poteva essere il valore della moto per tutta una serie di situazioni: tantissime cadute. Oggi saremmo in una situazione diversa con una gestione un po' più oculata delle gare, però è così"

Penso che tu ti riferisca a Mir... perché Joan ha una velocità incredibile, però lui, che in Suzuki era un pilota che ha vinto un mondiale per regolarità, qui invece ha cambiato completamente approccio...

"Poi abbiamo avuto tutta una serie di situazioni di questo tipo. L'ultima è stata, in realtà non per colpa sua, il secondo posto di Barcellona che ci è stato tolto per uno stupido errore di gestione della pressione del pneumatico, che non ha dato nessun vantaggio ma che alla fine ci ha penalizzati. Una cosa dopo l'altra diventa anche difficile per il pilota tenere la motivazione. Il mercato piloti a metà stagione è molto destabilizzante per chi va via, quindi non è semplice. Però l'incidente di Zarco... adesso Johann è tornato e spero che potremo avere un buon finale di stagione"

Zarco, tra l'altro, è un esempio abbastanza unico: è arrivato in MotoGP relativamente tardi, a 27 anni, e ora, a 36, è un pilota sempre veloce... 

"Come dicevo prima, i piloti che mettono prima di tutto in discussione se stessi e la loro performance, e che lo fanno soprattutto nelle fasi avanzate della loro carriera, sono quelli che poi durano e che continuano a crescere. E lui è così. La prima volta che ci ho parlato pensavo di parlare con lui della moto, invece mi ha parlato per 40 minuti di se stesso, della sua performance, di come pensava di migliorare questa fase e quell'altra. Se un pilota ha questo atteggiamento può durare anche tanto, perché continua a evolvere la sua prestazione"

Lui è arrivato un anno prima di te in Honda. Lui nel 2024, tu nel 2025...

"Sì"

Ma la moto cambierà nome? La RC213V l'anno prossimo avrà un altro nome?

"Sì, cambierà nome. In questo momento non me lo ricordo, onestamente, ma cambierà nome"

NB: Il nome dovrebbe essere al momento, anche se non è confermato, RC214V, cioè da 213 a 214

Un momento dell'intervista
Un momento dell'intervista

Culture diverse

Quando parli con i tuoi amici che ti chiedono "Ma com'è il Giappone?", qual è la differenza di cultura più grossa che racconti? Una curiosità, di cultura a livello lavorativo...

"C'è un concetto di organizzazione abbastanza diverso: le organizzazioni europee sono quasi più militari, uno si aspetterebbe quasi il contrario. Nell'organizzazione giapponese c'è molta condivisione nelle scelte, per cui si arriva alla decisione finale con lunghe discussioni e grande condivisione. Il metodo europeo è un po' più rapido, un po' più top down"

Questo era uno dei limiti che si diceva si fosse creato rispetto al vantaggio che gli europei hanno preso, perché sono stati più, tra virgolette, aggressivi nella lettura del regolamento. Tu sei riuscito un po' a invertire questa rotta o non è facile?

"Non puoi cambiare in due anni la cultura, la mentalità delle persone, qualche tipo di adattamento ci deve essere. Questo è quello che sta succedendo"

Carlo Fiorani, in un'intervista simile che ho fatto su questi temi, mi ha raccontato che in Honda non c'è il super genio che fa tutto da solo, ma gruppi di tecnici molto specializzati coordinati da un capo. Tu stai cercando di inserire figure europee chiave a Tokyo oppure di cambiare un po' il loro modo di lavorare?

"Figure europee a Tokyo è molto difficile inserirle: obiettivamente devi trovare qualcuno che sia disposto a vivere lì. Non ci abbiamo neanche provato, sinceramente. Quello che cerchi di fare giorno per giorno è trasferire una mentalità all'occidentale, anche all'italiana se vogliamo, molto dinamica, molto propositiva. Dall'altra parte c'è anche un tema di frenare l'entusiasmo e la fantasia, perché ci sono persone molto appassionate che partono abbastanza rapidamente per strade che vanno tenute un attimino sotto controllo. È un mix interessante di inventiva e di condivisione particolare"

Marini ha detto che spesso i maggiori miglioramenti fatti in Honda riguardano l'aerodinamica. Sei d'accordo?

"Non completamente. C'è stato qualche miglioramento aerodinamico, onestamente non quanto servirebbe, però in prospettiva sono ottimista sul fronte aerodinamico. Sono migliorate tantissime altre cose, dalla struttura della moto alla gestione dell'elettronica, il motore è cresciuto tanto, la gestione del weekend di gara è migliorata, l'analisi dei dati. Alla fine per fare una cosa vincente devi mettere tutti i mattoni, solo con l'aerodinamica non vai da nessuna parte. E, ripeto, non siamo cresciuti quanto avrei voluto"

Marini sarebbe rimasto se aveste inglobato il team Tech3, giusto?

"Probabilmente... immagino di sì, non lo so"

Con Aleix Espargarò invece che rapporto si è costruito? Perché poi il suo ingaggio avviene insieme al tuo...

"No, in realtà lui è arrivato in Honda prima di me, perché io ero ancora al 100% in Aprilia, e quando Aleix ci disse che era venuto in Honda... la cosa è slegata, completamente slegata, dal rapporto con lui. Mi ricordo quando sono andato nel suo motorhome nel 2016 per prenderlo, sono tanti anni, siamo diventati parenti praticamente. Lui ha fatto un grosso adattamento da racer puro qual era, ha una mentalità più da collaudatore ed è cresciuto molto in questo senso. Ci è mancato quest'anno nello sviluppo dell'850 per quell'incidente maledetto di Sepang. Adesso tornerà al Mugello la settimana prossima e farà qualche giro nella seconda parte di stagione, ci potrà dare una bella mano"

Fu difficile convincerlo a venire in Aprilia, al tempo?

"No, perché lui usciva da Suzuki e per lui l'alternativa era un team satellite Ducati o un team factory Aprilia, e fu attratto dalla prospettiva del team factory. Credo che abbia avuto ragione alla fine"

Le strade tue e di Dall'Igna si sono spesso avvicinate, ma non si sono mai incontrate: lui era in Aprilia, poi sei arrivato tu e hai preso, credo, il suo posto, cioè eri già in Aprilia, però poi sei andato nel reparto corse dov'era lui...

"In Aprilia lui era capo del racing e io ero capo della parte prodotto di serie, per cui abbiamo lavorato insieme, per esempio, sull'RSV4, che è stato un progetto congiunto tra racing e produzione. Poi quando lui è andato via, è andato in Ducati, mi è stata fatta la proposta di venire al racing. Ci siamo sempre molto frequentati, ma non abbiamo mai lavorato esattamente nella stessa organizzazione"

Sarai contento alla fine dell'anno se?

"Sarei contento di fare qualche bella gara come abbiamo fatto nella parte finale della stagione scorsa. L'anno scorso abbiamo fatto alcuni podi con Joan, due bei podi a Motegi e a Sepang. Penso che se tutto funzionerà in maniera liscia non sia impossibile ripetere queste cose. Quindi ci proveremo"