MotoGP, le prime immagini della Ducati MotoE "V21L"

Edoardo Licciardello
Impegnata nei test con Michele Pirro lo scorso giovedì, ecco la Ducati V21L con cui si correrà nel 2023
20 dicembre 2021

Bella come un'endotermica. Anzi, di più, perché la Ducati MotoE - il nome del prototipo è "V21L" - è più armonica della DesmosediciGP, troppo tecnica e funzionale per essere anche bella secondo i canoni tradizionali. Eccola qui, la moto che giovedì è stata impegnata nei test a Misano con Michele Pirro mentre Claudio Domenicali e Gigi Dall'Igna ne parlavano alla stampa.

E' il frutto del lavoro congiunto del team Ducati Corse e dei progettisti dell’R&D Ducati, guidati da Roberto Canè eMobility Director Ducati, ed è stato portato in pista a Misano da Michele Pirro, pilota e collaudatore Ducati dal 2013.
La moto sarà scherata nel campionato MotoE a partire dal 2023.

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Bella, dicevamo, perché molto convenzionale e proporzionata: le linee ricordano per certi versi quelle delle supersportive stradali Ducati, e solo l'assenza dello scarico tradisce la natura della belva. La base tecnica sembra recepire diversi concetti attualmente in auge in quel di Bologna: il perno forcellone è ricavato in una struttura in alluminio presumibilmente imbullonata al pacco batterie o alla power unit, che quindi svolgerebbe funzione portante un po' come avviene con la soluzione monoscocca introdotta con la prima 1199 Panigale e poi affinata con il Front Frame della V4.

Il codino sembra un'unità autoportante in fibra di carbonio; tutto da capire come siano disposte le varie componenti (motore, VCU, batterie) sotto il falso serbatoio e dietro le carenature. Completamente in vista, invece, il meraviglioso forcellone con capriata di rinforzo inferiore e rinforzi in fibra di carbonio. Insomma, pur con tutti i limiti del caso, ripensando a quanto ci aveva detto l'ingegner Domenicali qualche mese fa, non riusciamo a levarci dalla testa come un mezzo del genere possa avere rapidamente una ricaduta stradale.

Il primo shakedown è avvenuto appunto giovedì 16 sull'asfalto di Misano Adriatico; il programma dei test in arrivo è ancora in via di definizione.

"Provare in circuito il prototipo della MotoE è stata una grande emozione - è il commento di Michele Pirro - , perché segna l’inizio di un importante capitolo nella storia Ducati. La moto è leggera e ha già un buon bilanciamento. Inoltre la connessione del gas nella prima fase di apertura e l’ergonomia sono davvero molto simili a quelle di una MotoGP. Se non fosse per la silenziosità e per il fatto che in questo test abbiamo deciso di limitare la potenza rilasciata al solo 70% delle prestazioni, avrei potuto pensare benissimo di essere in sella alla mia moto".

Roberto Canè, eMobility Director Ducati: "Stiamo vivendo un momento davvero straordinario. Faccio fatica a credere che sia realtà e non ancora un sogno! La prima Ducati elettrica in pista è eccezionale non solo per l'unicità ma anche per il tipo di impresa: sfidante sia per gli obiettivi prestazionali che per le tempistiche estremamente ridotte. Proprio per questo il lavoro di tutto il team dedicato al progetto è stato incredibile e il risultato di oggi ci ripaga degli sforzi fatti negli scorsi mesi. Non abbiamo certo finito, anzi, sappiamo che la strada è ancora molto lunga, ma intanto un primo importante ‘mattoncino’ l'abbiamo posato".

Le sfide più importanti hanno a che vedere con le dimensione, i peso e l’autonomia delle batterie.
L’obiettivo è di mettere a disposizione di tutti i partecipanti della MotoE delle moto elettriche che siano altamente performanti e si caratterizzino per la loro leggerezza.

Focus del progetto sono le migliori prestazioni, il contenimento del peso e la costanza di erogazione della potenza nel corso della gara, ottenuta anche grazie all’attenzione nello sviluppo di un sistema di raffreddamento adeguato.

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