MotoGP. Che sapore ha la velocità? Le risposte di Cal Crutchlow, Valentino Rossi, Marc Marquez e Andrea Dovizioso

- Un gusto difficile da spiegare anche per chi della velocità ne ha fatto un mestiere e una abitudine quasi quotidiana. I quattro piloti, intervistati da DAZN, hanno sorpreso con le loro risposte
MotoGP. Che sapore ha la velocità? Le risposte di Cal Crutchlow, Valentino Rossi, Marc Marquez e Andrea Dovizioso

Che sapore ha la velocità? Quelli di Dazn lo hanno chiesto ad alcuni piloti di MotoGP e le risposte lasciano sorpresi. C’è chi la considera “il miglior gusto della sua vita”, chi ne esalta l’accostamento con la condivisione, chi se la fa sotto quando ci ripensa e, addirittura, c’è pure chi non la ama per niente.

Cal Crutchlow: “Correre in moto non mi piace”

Qualcuno, tempo fa, dichiarò di aver corso in moto per evitare di andare a lavorare. Cal Crutchlow non ha detto esattamente la stessa cosa, ma ci si è avvicinato parecchio. Affermando che per lui le gare sono un peso, soprattutto da quando ha messo su famiglia con chi gli chiede continuamente di cambiare vita. L’inglese, a quanto pare, non è più felice in sella e non lo manda certo a dire: “Correre in moto in verità non mi piace – ha dichiarato – Il motivo non lo so. Mi piace competere con gli altri, ma guidare una moto è stressante. Sei sempre in affanno per evitare di pagare a caro prezzo gli errori, la moto sbacchetta o si impenna, la concentrazione deve essere altissima e lo stress è molto. Non hai neanche il tempo di godere di quello che stai facendo”.

Valentino Rossi: “Il gusto della velocità è secondo solo a quello della vittoria”

Che la velocità per Valentino Rossi è qualcosa a cui non si può rinunciare lo avevamo capito da un pezzo. Non a caso il suo dubbio se smettere o meno con le corse è relativo esclusivamente a quelle in moto, visto che ha già spianato la strada per un suo futuro sulle quattro ruote. Ma c’è qualcosa per il nove volte campione del mondo che vale più della velocità stessa: la vittoria. Ecco, quindi, che la velocità  - che comunque Rossi aveva già definito in passato addirittura per un vocabolario della Lingua Italiana - diventa un gusto per assaporarne uno ancora più grande. “Soprattutto – dice Valentino Rossi - se si tratta di una gara difficile con una lotta dura, magari con sorpassi nell'ultimo giro. Vincere è pazzesco".

Marc Marquez: “Quando ci penso mi assale la paura”

A proposito di vittorie, Marquez è destinato a battere anche il record della leggenda nostrana, ma con la velocità non ci ha mica fatto l’abitudine. Anzi, è qualcosa che gli viene talmente naturale che quando ripensa alle sue imprese funanboliche se la fa sotto. Lo ha ammesso lui stesso: “Non riesco a immaginare un'altra vita senza la MotoGP – ha detto – E’ un istinto, ma se ragionassi su quello che sto facendo, non lo farei. A casa a volte mi fermo a riflettere sul fatto che sono proprio io quello che va ai 350 km/h e la cosa mi fa molta paura. E’ pazzesco. Ed anche molto strano. Ma poi smetto di pensarci, ascolto la passione e ricomincio. Non posso farne a meno. Ancora di più quando, poi, si riesce a vincere, ripagando con il successo anche il lavoro di chi lavora per te e le per performance della moto”.

Andrea Dovizioso: “La velocità mi fa sentire fortunato”

A giudicare dal docufilm sulla sua ultima stagione, Andrea Dovizioso non sembra amare particolarmente la velocità, preferendole, magari, le discipline fuoristradistiche. Ma non è esattamente così, come ha spiegato lo stesso pilota Ducati: “Mi sento molto fortunato ad essere in grado di guidare motociclette e, ancora di più, questo tipo di moto. Ti fa sentire forte, capace di controllo e concentrazione”.  Ma la velocità, aggiunge ancora Dovizioso dimostrandosi in perfetta sintonia con Valentino Rossi, ha un sapore ancora più potente quando diventa vittoria “perché non ha solo a che fare con te, ma con tutti quelli che lavorano con te”.

  • Valentino.Masini, Cesena (FC)

    Gia fare un lavoro "normale" che non ti piace è difficile.
    Qualcuno lo fa per portare a casa la pagnotta, alle dipendenze naturalmente perché sono sicurissimo che se lo dovesse fare in proprio, non riuscirebbe a sbarcare il lunario.
    Uno sportivo ai massimi livelli mondiali, mi riesce difficile pensare che possa ottenere risultati praticando una specialità che non gli piace ma è solo la mia opinione… per carità!

    Valentino Masini
  • Solopartimarginali, Casalecchio di Reno (BO)

    Parlando di velocità si può scrivere che, a parte la passione o l'obbligo professionale che si è scelti, è un imprinting tutto nostro. Essere veloci nasce inizialmente come istinto di sopravvivenza da sempre e per migliorare i nostri limiti. Tutto ciò crea adrenalina che non ti fa pensare ai pericoli. Successivamente quando con i mezzi meccanici cerchi di essere il più veloce possibile, si associa un stato di essere di assoluta potenza, e questo che spinge i campioni talentuosi a compiere determinate manovre. E così sia.
Inserisci il tuo commento