MotoGP

MotoGP. Battistella su Dovizioso: nel caso siamo pronti

- Telefonate dalla Honda non ne sono arrivate ma, nel caso, Dovizioso sarebbe pronto, sia fisicamente sia mentalmente. Il tester non lo vuole fare, il tappabuchi nemmeno, però magari un provino in Qatar…
MotoGP. Battistella su Dovizioso: nel caso siamo pronti

Il manager di Andrea Dovizioso, in una recente intervista concessa a Sky, assicura che da parte di Honda nessuna chiamata è arrivata: se le condizioni di Marc Marquez preoccupano la HRC, per il momento non è stata presa alcuna decisione al riguardo.

“Dal Giappone nessuna richiesta, ma se dovesse arrivare - ha detto Simone Battistella - Dovi si farebbe trovare pronto: si sta allenando per il motocross a livello amatoriale, ma lo sta facendo a suo modo, con l’intensità che impiegherebbe per una normale pre-stagione della MotoGP”.

Il rinvio dei primi test invernali ha certamente dato una mano a Honda, che avrà più tempo per analizzare la condizione del suo pilota di punta e studiare eventuali strategie.
Dal team HRC, anche per bocca di Santi Hernandez (vedi la sua intervista) sembra emergere la volontà di proseguire con il collaudatore Stefan Bradl di fianco a Pol Espargaro. Ma d’altra parte per un colosso come la HRC non deve essere facile rischiare per un altro anno risultati insoddisfacenti dopo il disastro 2020.

Per quanto riguarda Andrea, il suo manager conferma che l’obiettivo primario è tornare in MotoGP nel 2022, esplorando le possibilità di farlo ad alto livello.

“Quest’anno continueremo a monitorare la situazione – ha promesso Battistella - per rientrare a pieno titolo la prossima stagione. Per quanto riguarda la Honda, premesso che sia a me sia ad Andrea dispiace molto quello che sta succedendo a Marc, è chiaro che loro stanno valutando attentamente i tempi di rientro del loro pilota. A mio avviso, giustamente hanno il timore di compiere degli errori in una situazione tanto delicata”.

Battistella precisa che Dovizioso ha rifiutato tutte le proposte da test rider, per essere libero di fare altro, tipo il cross, oppure di rimontare in sella per correre la stagione. Ma aggiunge che una specie di provino nei test in Qatar non sarebbe scartato.

“Una chiamata per conoscersi, e capire come va Andrea con quella moto, non ci dispiacerebbe: la moto è vincente e il pilota è sempre andato forte su quella pista. Ma sinceramente non mi aspetto che Honda faccia iniziare il mondiale a Dovi per poi fermarlo a metà o verso la fine. E d’altra parte l’ipotesi di una terza moto non è percorribile perché Carmelo Ezpeleta ha espresso parere contrario”.

Insomma un provino in Qatar sì, il tappabuchi no.
Anche se l’idea di seguire dal divano di casa il doppio appuntamento del Qatar per Andrea potrebbe essere difficile.

Ammesso che in quelle ore non sia casualmente impegnato su qualche pista di motocross…

  • PJ111, Pesaro (PU)

    Quando non vinci , a questo livello , con una delle moto migliori del campionato , è giusto che stai a casa. Quando vai via facendo la vittima dopo che le ultime due stagioni hai preso € 6,5 mio a stagione e non hai vinto nulla ( arrivare 2 significa nulla ) poi raccogli quello che semini .Fa bene Honda a non chiamarlo.
  • EnryTizy, Castelleone (CR)

    Per quest'anno le selle libere rimaste, secondo me, erano in posti dove il Dovi non aveva più voglia di sbattersi per sviluppare o migliorare la moto (dopo l'esperienza Ducati) , quindi in assenza di progetti per lui convincenti, ha rifiutato le proposte dedicandosi ad altro. Bisognerà vedere il prossimo anno, se ci sono contratti in scadenza, potrebbe uscire qualcosa di buono ancora per lui, sempre che non abbiano prima un altro asso nella manica che a noi sfugge. Per adesso, vista così dall'esterno, la scritta 'unemployed' che aveva sulla tuta, da scherzo è diventata una realtà.
Inserisci il tuo commento