MotoGP, Alex Marquez non attacca Marc? "Troppo rischioso". Il 93: "Forse perché ero io e oggi aggressivo, ma era più veloce"

MotoGP, Alex Marquez non attacca Marc? 'Troppo rischioso'. Il 93: 'Forse perché ero io e oggi aggressivo, ma era più veloce'
Ottimo sabato per il pilota Gresini, protagonista di diversi duelli in pista prima di chiudere secondo alle spalle di MM: "È stata una Sprint divertente, mi sono divertito"
24 ottobre 2026

Alex Marquez aveva forse la velocità per provare ad attaccare il fratello Marc nel finale della Sprint, ma ha preferito non correre rischi eccessivi. Il pilota Gresini, secondo al traguardo, ha spiegato di aver valutato la possibilità di tentare l'attacco, scegliendo però di mantenere la posizione anche in considerazione della lotta per il Mondiale.

Una scelta sulla quale si è espresso anche Marc Marquez, che dopo la vittoria ha riconosciuto la velocità del fratello, ammettendo di non sapere con certezza quali fossero state le sue valutazioni.

"Oggi Diggia arrivava forte e Alex aveva molta velocità. Forse non mi ha attaccato perché ero io, onestamente parlando, ma non ho parlato con lui. Oggi Alex era molto veloce. Ha visto che anch'io ero aggressivo e forse ha capito che attaccarmi era troppo rischioso, perché se attaccava io avrei riattaccato, dato che puntavo ai 12 punti. Ma Alex era più veloce di me, come lo era anche Diggia"

Nelle dichiarazioni rilasciate a MotoGP.com, Alex ha raccontato i momenti decisivi della Sprint, spiegando perché nel finale abbia preferito non forzare il sorpasso. Il pilota Gresini ha anche ripercorso i duelli delle prime curve, nei quali ha perso terreno prima di riuscire a recuperare fino alla seconda posizione.

Raccontaci com'è andata...

"Una Sprint piuttosto interessante anche per me. Ho cercato di fare una buona partenza, ma Marc e soprattutto Jorge sono partiti davvero bene. In quel momento ho cercato di rimanere calmo e di non commettere errori. Poi, improvvisamente, nel primo giro ho avuto un contatto con Zarco che mi ha fatto reagire un po'. Anche Acosta mi ha attaccato e mi sono detto: 'Ok, ma cosa sta succedendo?'. Dopo aver superato nuovamente Acosta, ho cercato di ridurre il distacco da Martin e Marc. Ci sono riuscito, ma ero davvero troppo al limite. Dopo la caduta di Jorge, nel finale avevo forse la velocità per provare ad attaccare Marc, ma sarebbe stato troppo rischioso. Lui sta lottando per il campionato e non avrei mai corso quel rischio per vincere una Sprint. In quel momento ho deciso semplicemente di mantenere il passo e cercare di restare lì, perché ero davvero al limite. Tutto qui"

Phillip Island è una pista particolarmente rischiosa, soprattutto con queste condizioni. Quanto eri disposto a rischiare per superare Marc?

"Se il rischio è alto, non correrò alcun rischio per provare a superarlo. È mio fratello, ma condividiamo anche la stessa casa costruttrice e tutto il resto. Quindi, se il rischio è troppo alto, non lo attaccherò. All'inizio della gara, quando ho attaccato Jorge, la mia idea era quella di attaccare anche Marc e imporre il mio passo. Però poi Jorge mi ha attaccato di nuovo e non sono riuscito a farlo. Questo era il nostro piano e continuerò a comportarmi così"

Le condizioni potrebbero cambiare domani, come ti sei trovato questa mattina e cosa ti aspetti per la gara?

"Per domani le previsioni meteo indicano tanta acqua, molta pioggia e una giornata buia. Però la storia potrebbe essere completamente diversa. Dobbiamo essere intelligenti, trovare il giusto feeling nel warm-up e cercare di non commettere errori. Se sarà davvero una gara completamente sul bagnato, sarà molto lunga e dovremo usare la testa, essere intelligenti e arrivare fino alla fine"

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