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Carlo Pernat ha visto il paddock da dentro per decenni: come manager di Aprilia e talent scout, poi come manager di piloti e infine anche come voce che dice quello che pensa.
In questa intervista (terzo episodio della miniserie Pernat, primo episodio su Phillip Island, secondo sul mercato) ha parlato del Mondiale che sta per cominciare, con Marc Márquez favorito ma non certo, Bezzecchi outsider credibile e Martín come grande punto interrogativo e ha affondato il colpo su un mercato piloti ormai fuori controllo, chiedendo a gran voce una finestra fissa e sanzioni vere per chi sgarra, ricordando quello che secondo lui è stato il primo affare che ha portato a questa situazione: il passaggio di Jorge Lorenzo da Yamaha in Ducati, annunciato a inizio 2016.
Per te il favorito è Marc Márquez oppure Alex è più avanti, o vedi Bezzecchi? Come la vedi per il campionato?
"Guarda, chi vince è sempre favorito, come lo era Bagnaia l'anno scorso (anche se il mondiale l'aveva vinto Martin, ma Pecco era secondo e rimasto in Ducati, moto migliore, ndr). Se non ha problemi fisici legati alla caduta, quei tre-quattro mesi fermi, secondo me Márquez è imbattibile. L'unico problema potrebbe essere quello fisico: senti ancora la paura, non sei ancora a posto, non hai girato per tre mesi. Se questo non è un problema, è il favorito numero uno"
E gli antagonisti?
"Come primo antagonista vedo Bezzecchi. Ha fatto un salto di qualità enorme, di testa. Ha le qualità per essere un leader perché ha fatto gruppo, come facevano Valentino e Márquez: tutti amici, tutti motivati, un'empatia incredibile. Nella seconda parte della stagione ha dimostrato di non avere paura di Marc, l'ha detto e l'ha dimostrato. Come outsider metto Alex Márquez e Bagnaia, Pecco ormai ha finito di patire mentalmente Marc, credo. E come terzo outsider, ma proprio terzo, Pedro Acosta: il problema lì non dipende da lui, dipende dalla moto. Yamaha non c'è, Honda non ha piloti vincenti"
E Martín?
"Martín lo vedo più in crisi psicologica che fisica. Ha rischiato di smettere, aveva paura, ha accumulato tante fratture. Secondo me sta già pensando a fare ancora due o tre anni per divertirsi, tipo Campinoti, andare dove si trova bene. Lo metto come punto interrogativo"
Secondo te sarebbe possibile introdurre una finestra fissa, come nel calcio, in cui i contratti si depositano solo in un determinato periodo?
"Sì e l'avevo già detto l'anno scorso: non si può fare il mercato così. Non puoi iniziare a trattare quando sei ancora su una moto sapendo già che te ne vai. È sbagliatissimo, sono d'accordissimo. Ci vuole una finestra studiata ad hoc, io la metterei a luglio, due mesi, luglio e agosto. Una volta era così: ci si muoveva tutti ad Assen, team manager, direttori sportivi, si parlava, ci si metteva d'accordo. Non era la guerra che è adesso"
E chi viola la finestra?
"Sanzioni fisse: un milione di euro, o metà dell'ingaggio, o un Gran Premio di squalifica. Qualcosa di concreto. Quest'anno si è fatta una figura da cioccolatai, scrivi pure "cioccolatai", perché è la parola giusta. Spero che la finestra la mettano davvero. Senza di essa sarà sempre così. L'origine di tutto questo caos, se ricordi, fu Lorenzo con la Ducati, già in Qatar... il passaggio dalla Yamaha alla Ducati. Quello è stato l'origine del male"