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Kevin Schwantz, campione del mondo della 500cc nel 1993, è tornato a parlare di MotoGP durante una chiacchierata sul canale YouTube “Gas It Out!”.
L’ex pilota americano ha condiviso opinioni e ricordi su alcuni dei più grandi piloti della storia, soffermandosi su Valentino Rossi e Marc Marquez ma anche su aneddoti e storie personali.
Parlando di Valentino Rossi, Schwantz ha voluto sottolineare soprattutto la sua incredibile capacità di adattamento a qualsiasi moto e categoria: "Credo che tutti sappiamo che Rossi è capace di guidare qualsiasi moto. Ha guidato in 500cc, ha guidato una 125cc per una stagione e ha vinto un campionato. Ha guidato una 250cc per una stagione e ha vinto un altro campionato; ha guidato in 500cc per una stagione e ha vinto di nuovo un campionato"
L’ex pilota americano ha poi aggiunto anche un ricordo personale, legato a quando vide Rossi da giovanissimo sulle minimoto, intuendo già il suo potenziale fuori dal comune: "Voglio dire che già guidano quelle minimoto come Rossi. Sono andato a vederlo. L’ho visto correre con le minimoto. Per me è difficile guardare una gara e rendermi conto che qualcuno è due volte più veloce in quella curva. Non è qualcosa che riesco a percepire a occhio nudo. Ma il compagno di squadra di Rossi era visibilmente più veloce di tutti gli altri in pista. E poi, quando Rossi è salito sulla moto, era ancora più veloce di quanto si potesse vedere", ha osservato Schwantz.
Parlando poi di Marc Marquez, Schwantz ha evidenziato come anche lo spagnolo abbia dimostrato una grande versatilità alla guida, mettendolo sullo stesso piano dei più grandi: "Anche Marquez sembra capace di guidare qualsiasi moto".
L’americano ha poi voluto difendere i risultati ottenuti da Marquez, soprattutto considerando le difficoltà tecniche della Honda negli ultimi anni: "Non si può togliere merito a Marc Marquez. Mi riferisco alla Honda con cui nessuno riusciva a fare nulla e lui vinceva gare e campionati. Non si può togliere merito a questo ragazzo. È chiaro. Capisco che ci sia qualche discussione sul fatto di contare i campionati di 125cc, 250cc, Moto2 e Moto3. Ma siano quanti siano, sono più che sufficienti", ha spiegato.
Kevin ha poi proseguito parlando dell'importanza dei box, spiegando che è da lì che arriva 'la magia': "Credo che tutto risalga al box e ai ragazzi in cui riponevo tanta fiducia, che si trattasse di Jeremy Burgess, Simon Tong all'inizio della mia carriera o Stuart Shinton. Quando Stuart mi diceva 'Ehi, Kev', gli raccontavo cosa non mi piaceva della moto, gli davo un resoconto completo. Poi me ne andavo. Quando tornavo, gli dicevo che volevo che mi dicesse cosa avrebbe dovuto fare la moto ora, invece di cosa non mi piaceva di prima e Stuart era molto bravo a spiegarmelo"
Conclude il discorso spiegando: "Penso che i ragazzi che hai nel box, più lavori con loro, più li conosci, più li guardi... Ti fidi di loro al punto da affidargli la tua vita"