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Sachsenring - Maverick Viñales è stato costretto al ritiro nel corso del GP a causa dei problemi fisici al braccio, che ormai da tempo stanno condizionando il suo rendimento.
Il pilota del team Tech3 ha spiegato di non essere riuscito a continuare perché la fatica era diventata troppo grande, soprattutto in un circuito caratterizzato da molte curve a sinistra come quello tedesco.
Ecco le sue parole ai giornalisti spagnoli e inglesi:
Ti sei dovuto ritirare per un problema fisico?
“Stavo sopravvivendo con il braccio e non ho potuto continuare, ero molto affaticato. Con il problema fisico non mi trovo nemmeno bene con la moto, ma indipendentemente da questo alla fine stavo solo girando a vuoto. Non aveva senso continuare”
Questo periodo di pausa servirà per risolvere il problema?
“Non lo so, non ne ho idea. Ho questo problema da molto tempo ormai. Non so nemmeno se sia riparabile o meno. La verità è che mi manca forza sulla moto e non riesco a farlo”
Hai già fatto dei controlli?
“Sì, li ho fatti, ed è tutto a posto, ma non ho forza”
È per questo che sei sceso dalla moto?
“Sì, certo. Nelle curve a sinistra ormai non riuscivo più. Guidavo così, non riuscivo nemmeno a spostarmi sulla moto e davanti mi si chiudeva perché piegavo troppo. Non volevo fare un errore stupido”
Viñales ha spiegato di aver già provato diverse soluzioni, anche presso le strutture Red Bull in Austria, ma senza riuscire a risolvere completamente il problema.
Hai pensato di tornare in ospedale o chiedere aiuto ad altri piloti che hanno avuto problemi simili?
“Ho pensato di andare direttamente e vedere cosa c’è. Non capisco bene perché non riesca a recuperare. Le altre gare, dove c’erano più curve a destra, riuscivo ancora a gestirle, ma questa pista tutta a sinistra è stata impossibile"
Ti aspettavi questa difficoltà?
“No, pensavo di stare molto meglio. Credo di immaginarmi meglio di quanto io sia realmente. Non mi sembra di avere così poca forza, però poi durante il weekend la perdo. Non è dolore, è proprio che non ho forza. In frenata inizio a fare leva perché il braccio non mi sostiene più, freno male e vado lungo"
Cosa ti hanno detto i medici?
“Il dottore con cui mi sono operato mi ha detto che al 100% sarò in Indonesia. Però per me non è una soluzione: cosa faccio per sei mesi? Passeggio in tutte le gare? Non posso. È molto complicato. Dentro di me penso di stare bene perché ormai l’ho normalizzato, ed è difficile capire quando sarò davvero al 100%. La cosa più probabile è andare in Austria e allenarmi lì per tutta l’estate”
Sul team...
“Mi aiutano. Ora ho bisogno di affetto da parte del team, che mi aiutino. Quando hai dolore e non sei motivato, continuare a spingere è molto difficile. Un giorno è gioia, il giorno dopo è tutto diverso. A volte mi sembra di essere uno sconosciuto, la mia situazione è molto strana e non la capisco nemmeno io. Da parte del mio team sono più che contento, mi stanno capendo e stanno cercando di aiutarmi più di chiunque altro. Però nel momento in cui avrei bisogno di una spinta sembra quasi che mi mettano un piede sul collo. Ma va bene così, devo recuperare perché ora non riesco nemmeno a guidare bene. Nelle altre gare c'erano quattro curve a sinistra e riuscivo almeno a difendermi un po’. Qui erano tutte a sinistra ed è stato impossibile”
È una perdita di forza dovuta al fatto che devi allenarti di più o c’è qualcos’altro?
“Non ne ho idea, perché mi sto allenando e sto provando. Però oggi, in frenata, dovevo andare completamente dritto perché altrimenti non riuscivo a rimanere sulla moto. È una situazione molto strana. Sto cercando di capire cosa fare, ma sta davvero durando troppo”
È un momento difficile per te?
“Sì, perché non riesco a dare il massimo. Se fossi in questa posizione dando il massimo sarei tranquillo, ma il problema è che non riesco a guidare bene e non riesco nemmeno a capire la moto, perché penso di non guidarla nel modo corretto. Sto guidando con un handicap e in più la moto è difficile da portare. Non è la combinazione perfetta”
La pausa estiva può aiutarti anche a riflettere, guardarti attorno e pensare al futuro?
“Preferirei non pensare al futuro. Vorrei davvero recuperare dalla spalla, questa per me è la cosa più importante. Alla fine voglio fare delle belle gare, non semplicemente girare in pista"
La situazione ti ricorda un po’ il 2021 quando ti sei separato dalla Yamaha?
“Penso che non sia corretto paragonare le due situazioni, perché sono completamente diverse. Con Yamaha ero in piena forma, ora invece sono completamente infortunato. È una posizione totalmente differente. Adesso devo concentrarmi su come recuperare, questa è la cosa più importante”
Ti penti di essere tornato così presto dopo la prima operazione lo scorso anno?
“Non lo so. A un certo punto ho sentito di poter fare il salto nel team ufficiale e ho cercato di accelerare tutto per riuscirci. Ora è difficile dire se sia stato troppo presto o meno. Sicuramente quello che imparerò da questa situazione è che finché non sei al 100% è meglio non pensare ad altro. Devi recuperare e cercare di dare il massimo. Il passato non si può cambiare. Ora dobbiamo concentrarci su quello che viene dopo. Abbiamo tre settimane per lavorare e provare a recuperare, questa è la cosa principale che ho in mente”