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Marc Márquez ha parlato nella conferenza di presentazione del GP delle Americhe al Cota, Austin, Texas. Qui ha vinto 7 volte in MotoGP, l'ultima nel 2021.
Ecco le sue parole nel giovedì texano.
Sull'inizio di campionato...
"Sicuramente lo scorso anno abbiamo iniziato la stagione con un feeling migliore, ora stiamo cercando di migliorare quel feeling, di solito Austin è una pista che si adatta al mio stile, ma i primi due settori sono molto fisici e non sono sicuro di cosa riuscirò a fare"
Cosa ti manca?
"Mi manca un po’ di feeling, devo essere più costante nei tempi sul giro, in qualifica abbiamo dimostrato di essere veloci, ma ci manca un po’ di costanza, di ritmo in gara, qui e a Jerez abbiamo l’obiettivo di aumentare la costanza durante la gara"
Qui hai vinto tanto, ma hai perso nel 2024 e 2025...
"È una pista che amo, ma è una pista in cui non ho vinto negli ultimi 4 anni, Marco arriva da quattro vittorie consecutive ed è il favorito perché è in testa, io cercherò di fermarlo. Fabio è molto veloce, come si è visto in Brasile, noi cercheremo di dare il 100%"
È meglio Aprilia o Ducati?
"È sempre una combinazione di cose, ma penso di avere miglior moto e miglior team"
Ci sono similitudini tra questo GP nel 2017, quando Vinales arrivò con due vittorie, ma poi qui vincesti tu e anche il titolo a fine anno e oggi, con Bezzecchi che arriva da due vittorie consecutive?
"Ogni gara è importante, c’è un pilota come Marco che è vincente e sta vincendo con facilità, noi dovremo cercare di fermarlo, per quanto riguarda il 2017, ero in un’altra forma, ora devo essere paziente"
Le altre moto si sono avvicinate a Ducati?
"Il campionato di MotoGP ha bisogno di costruttori competitivi, così come di piloti, se ci sono più Case e piloti sul podio è meglio, ora sembra il momento di Aprilia, in passato Ducati, ma ci sono ancora 20 weekend"
Sul circuito di Austin...
"Sono tante curve che richiedono almeno tre stili diversi nello stesso giro, la parte 1 è la più difficile, cambia ogni giro e non si riesce a essere precisi al 100%"
Rispetto ai fatti del Brasile del 2026 e del circuito cittadino in arrivo, ci vuole più attenzione alle omologazioni?
“La cosa importante era arrivare a Goiania con una mentalità aperta, come fu a Mandalika dove era stata costruita una pista velocemente e c’erano dei problemi, ma in Brasile le condizioni di sicurezza erano ok”