MotoGP 2026. GP delle Americhe. Brembo ad Austin equipaggia anche le Harley Bagger

MotoGP 2026. GP delle Americhe. Brembo ad Austin equipaggia anche le Harley Bagger
Prima prova per le Bagger World Cup, equipaggiate con un impianto frenante Brembo simile a quello del Mondiale Superbike. Austin, per la MotoGP, è mediamente impegnativo, ma è tosta la staccata alla curva 12, da 339 a 68 orari in meno di sei secondi
27 marzo 2026

Brembo fornisce i suoi contenuti per il GP delle Americhe, terza prova del mondiale MotoGP. E’ la tredicesima edizione del GP così denominato e sempre andato in scena ad Austin; negli Usa il mondiale ha gareggiato anche a Laguna Seca (15 volte), a Indianapolis (8) e a Daytona (2). In questo week-end Austin ospita anche il primo dei sei round stagionali della Harley-Davidson Bagger World Cup che ha preso il posto della MotoE.

Secondo gli ingegneri Brembo, che per l’undicesimo anno di fila lavorano a stretto contatto con tutti i team della MotoGP, il Circuit of the Americas da 5,513 km di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti mediamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 6 si è meritato un indice di difficoltà di 3 pur avendo nove frenate al giro: quattro sono della categoria High, tre Medium e due Low. Ogni giro i piloti utilizzano i freni per 31 secondi, pari al 26 per cento del tempo, esercitando un carico complessivo sulla leva del freno di quasi 37 kg e mezzo al giro.

La curva più dura del Circuit of the Americas per l’impianto frenante è la 12, complici i 1.200 metri del rettilineo che la precedono: la velocità delle MotoGP crolla da 339 km/h a 68 km/h per effetto di una staccata di 5,8 secondi durante i quali le moto percorrono 290 metri. I piloti esercitano un carico di 6 kg sulla leva del freno Brembo, subendo una decelerazione di 1,5 g, e la pressione dell’impianto frenante raggiunge i 12,9 bar.

L'impianto della Bagger World Cup

Il round di Austin vede il debutto della Harley-Davidson Bagger World Cup. A tenere a bada le Road Glide, accreditate di oltre 200 cavalli e 280 kg, ci pensa Brembo con un impianto frenante simile a quello del Mondiale Superbike: tutte le moto impiegano dischi T-Drive in acciaio, ossia con fascia frenante collegata al mozzo attraverso otto perni a T, pinze monoblocco in alluminio alettate con quattro pistoni da 34 mm di diametro e pompe radiali 18x18. Pur senza carbonio, vietato dal regolamento, le frenate sono potenti, modulabili e costanti.

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Curiosità: Valentino e i suoi 432 GP

Trent’anni fa, in questi giorni Valentino Rossi esordiva nel mondiale della 125, al GP Malesia che ai tempi si disputava al Shah Alam Circuit: in sella alla Aprilia AGV il numero 46 ottenne l’8° tempo nel primo turno di qualifica e il 12° nel secondo, 13° nella classifica combinata. Ai tempi la griglia era costituita da quattro moto per fila per cui Rossi scattò dalla quarta fila. Concluse la gara al sesto posto a 7,379 secondi da Stefano Perugini.

In tutti i 432 GP disputati dal 1996 al 2021 Valentino Rossi ha sempre impiegato i freni Brembo: al primo anno, essendo la sua Aprilia RS 125 R pesante appena 71 kg, disponeva di un’unica pinza in due pezzi ad attacco assiale con 4 pistoncini posta sul lato destro che agiva su un disco in carbonio con diametro da 273 mm a fascia frenante standard. In MotoGP invece le pinze da lui usate erano due all’anteriore, entrambe monoblocco ad attacco radiale, così come erano 2 i dischi in carbonio solitamente da 340 mm con fascia frenante high mass.

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