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Davide Brivio ha commentato la doppiadoppietta Trackhouse Aprilia ad Assen: vittoria di Raúl Fernández nella Sprint, secondo posto di Ai Ogura, poi le posizioni si sono invertite in gara.
Se l'è meritato Raúl questo rinnovo? Si parla più del rinnovo che dei risultati... (in realtà il rinnovo di Raul non è ancora ufficiale, ndr)
"Allora, voi sapete che io adesso sono meno coinvolto in questi discorsi. Magari è interessante ricapitolare un po' questo progetto, perché Trackhouse è arrivata nel 2024 e poi alla fine del 2024, quando si trattava di fare anche un rinnovo della lineup dei piloti abbiamo deciso che Raúl poteva essere maturo e in grado di diventare il leader della squadra, il numero uno, quello con esperienza in grado di fare i risultati, anche se era un momento un po' difficile. Però insomma, penso che tutto il paddock conosce il grande talento che ha, il grande potenziale che ha. Si tratta di farglielo usare, tirarlo fuori. Avevamo pensato di dare una rinfrescata al progetto partendo con un rookie, è anche un po' una questione di progetto, no? Quindi Raúl pronto, però intanto proviamo a far crescere un altro top rider, o comunque un altro pilota, e abbiamo scelto Ogura. Abbiamo avuto una metà stagione un po' difficile lo scorso anno, però poi alla fine l'abbiamo recuperata, e Raul è arrivato a vincere una gara. E non bisogna mai dimenticare il lavoro che fa Aprilia Racing in tutto questo, perché ovviamente se non hai la moto, se non hai il pacchetto tecnico... Quindi un grazie anche a tutti quelli dell'Aprilia, Noale, tutti quelli che sono là"
Ancora su Fernandez...
"A fine stagione Raúl è riuscito a vincere una gara, due podi nella sprint, un altro podio in gara. Quindi diciamo che ha cominciato a far vedere quello che era il ruolo che noi gli volevamo assegnare. L'obiettivo era arrivare ad avere due piloti in grado di fare dei podi. Siamo arrivati a questo punto, adesso abbiamo metà stagione, proviamo a divertirci, proviamo a usare questo potenziale, vediamo cosa succederà"
I tuoi piloti dicono che si possono giocare il mondiale tutti e due, sono abbastanza fiduciosi...
"Ma allora, se tu chiaramente guardi la classifica, i numeri eccetera, ci sono un sacco di piloti, probabilmente 10-12, tutti in corsa per il mondiale. Quello che abbiamo visto fare a Marc, ovviamente stiamo parlando di Marc Márquez, quindi con grande rispetto per lui, però quello che abbiamo visto fare a Marc, recuperare 62 punti in soli due gran premi, secondo me dà una grande speranza a tutti, anche a quelli che sono ancora a 100 punti. Poi dici 'oh, qualcosa succede'. Quindi, secondo me, anche mentalmente per tutti, diventa un mondiale molto aperto. Invece prima, magari quando ormai avevi 50-60 punti, dicevi 'vabbè, ormai basta, non ce la fai più'. E invece adesso finché non hai 150 punti non sei più fuori... Comunque matematicamente sono tutti in corsa, quindi è bello che tutti sognino e che ci provino"
Ti ricorda questa situazione un po' quella del 2020, pilota giovane, senza esperienza, che vince un mondiale inaspettato?
"Non ci avevo pensato, sai? No, sinceramente in questo momento non oso neanche sognare un titolo mondiale, come ho detto, sono tanti i piloti che possono vincerlo, ci sono dei piloti, che sono lì per il momento, magari anche quinti, sesti, ma che sappiamo che hanno un grande potenziale. Secondo me è bello per tutti vedere un po' cosa succede. Ovviamente non è che ci arrendiamo, siamo lì, e come oggi, sapevamo di avere delle possibilità di vincere una delle gare. Abbiamo detto 'andiamo in pista e giochiamoci le nostre carte, poi vediamo come sempre'. La cosa bella di quest'anno, che dico sempre anche quando ne parliamo con Raúl, è che ogni weekend, ogni giovedì, quando andiamo in pista c'è la possibilità di fare bene sempre. Non siamo lì per caso"
Davide, mi ricollego a questa cosa, state diventando invece il team Pramac edizione 23-24?
"Il team Pramac ha ispirato molti, ma non solo il team Pramac '24, direi anche la stagione del team VR46 2023, dove vinsero delle gare, dei podi. Sono queste, secondo me, le annate che ispirano un po' i team che non sono ufficiali, perché adesso non si possono più chiamare indipendenti. E quindi sì, boh, ci proviamo. Anche l'anno scorso il team Gresini è stato, sono stati molto bravi. Quindi ogni tanto c'è un team, speriamo di essere noi quello di quest'anno, e poi dopo vediamo. Però insomma ci sono stati tanti team come noi che si sono distinti negli anni scorsi, magari speriamo che sia il nostro turno, e proviamo a vedere fin dove arriviamo. Però ripeto, oggi è stato un weekend da sogno, una cosa che non mi sarei immaginato. Ce lo godiamo, abbiamo fatto una piccola festa prima, rimarrà per sempre nella nostra memoria. Poi giriamo pagina, andiamo al Sachsenring e ricominciamo da zero"
Su Ogura...
"Onestamente parlando, è uno dei migliori piloti con cui abbia mai lavorato, in un certo senso. Voglio dire, ce ne sono pochi. Penso che tutti voi ricordiate quando Trackhouse decise di prenderlo... C'era un punto interrogativo intorno, sicuramente lui ha un grande potenziale, è giapponese, ha cercato di imparare passo dopo passo, e penso che in questo periodo con lui, è sempre stato molto intelligente nel cercare di capire, di imparare, di usare l'esperienza passo dopo passo. Non l'ho mai visto andare avanti e poi indietro. Abbiamo avuto qualche infortunio l'anno scorso, l'ho già detto, qualche infortunio sì, in qualche momento magari, tornando dall'infortunio abbiamo dovuto in un certo senso ripartire un po' da dietro, ma è solo perché il suo approccio è così, non è esplosivo, ma va passo dopo passo usando quello che ha imparato, usando la sua esperienza. È davvero, voglio dire, per me è fantastico. Voglio dire, è davvero molto piacevole lavorare con lui, e quindi sono così felice che riesca a mostrare il suo potenziale. E sono anche così contento penso che abbracci tutto il popolo asiatico, tutto il supporto asiatico. E sappiamo che abbiamo così tanti ragazzi nella Asia Talent Cup, e da quell'area che sognano di diventare piloti di MotoGP. Quindi penso che possa essere un'inspirazione per molti di loro, e siamo così orgogliosi di farne parte"