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Nel dopogara del Mugello - podio per Pecco alla domenica, per Diggia al sabato - Davide Tardozzi ha parlato dei due piloti rossi. Qualche giorno dopo è arrivato anche il commento a freddo di Gigi Dall'Igna, direttore generale di Ducati Corse.
Ecco cosa ha detto il dg.
"Il Mugello si conferma sempre uno dei circuiti più impegnativi del mondo della MotoGP: un tracciato tecnico che fa da cornice a gare spettacolari in cui strategia e gestione sono fondamentali, mentre mantenere un ritmo elevato e costante è sempre essenziale. Pecco e Marc hanno dato il massimo, ciascuno secondo le proprie condizioni, dimostrandosi entrambi dei veri campioni".
Sul 63: "Per Bagnaia questo è il secondo podio consecutivo ottenuto con una gara da “cuore di leone”, combattuta fino all’ultimo con il colpo da maestro finale che gli ha meritatamente assicurato il terzo posto. Un campione ritrovato oggi, che ha dato un segnale forte e significativo di orgoglio. La sua è stata un’ottima partenza dalla griglia come protagonista assoluto: l’ha proiettato in testa dopo pochi giri; una guida aggressiva e veloce per restare davanti e cercare di costruire un distacco come ai vecchi tempi, nello stile che ha ampiamente dimostrato nel tempo. Ha tenuto duro il più a lungo possibile, prima di cedere il passo agli avversari, difendendo con le unghie e con i denti un terzo posto che è comunque importante, dopo una prestazione solida e convincente che rafforza la sua fiducia".
Sul 93: "A Marc, invece, non si poteva davvero chiedere di più: ha dovuto correre anche contro il dolore. Dopo la quinta posizione conquistata sabato, una condizione fisica ancora fortemente indebolita non gli ha impedito di lottare come un leone, rispondendo colpo su colpo ad avversari insidiosi fino a quando ha dovuto fare i conti con un evidente e più che comprensibile calo fisico negli ultimi giri. Complimenti, Marc, per quello che dai sempre e per il Campione che sei".
Chiusura sull'altro pilota ufficiale Ducati, però di VR46: "Senza dimenticare il solito Diggia... sì... l’espressione stessa rappresenta già un attestato di merito. L’ottimo terzo posto nella gara Sprint lo ha proposto tra i protagonisti tanto che, come ci ha abituati, il quinto posto finale sembra addirittura un’occasione persa, vista la partenza sfortunata seguita da una rimonta perentoria che non è bastata ma che dice tutto, se ancora ce ne fosse bisogno, sul suo talento e sulla sua determinazione. A rischio di ripetermi: testa bassa e impegno totale, perché alla fine la carta vincente è sempre la consapevolezza di aver dato tutto quello che avevamo! Forza Ducati!".