MotoGP 2021, Valentino Rossi: è quasi un addio ufficiale

MotoGP 2021, Valentino Rossi: è quasi un addio ufficiale
Giovanni Zamagni
Rossi, come sempre, parla chiaro: “Ho continuato nel 2021 sperando di ottenere certi risultati, che purtroppo al momento sono al di sotto delle aspettative. E’ chiaro che così non mi diverto, non erano questi gli obiettivi: non piace nemmeno a me fare 16esimo”
18 giugno 2021

Se ti chiami Valentino Rossi, se sei il pilota ancora oggi più importante della MotoGP -  e più in generale del motomondiale - se sei uno degli sportivi più conosciuti al mondo, è normale che si parli continuamente di te. Benissimo, malissimo, in ogni modo. E, soprattutto, con speculazioni continue sul tuo futuro. Giuste o sbagliate non importa, ognuno si sente in diritto di esprimere la sua opinione, spesso basata su cose che non conosce minimamente. Ci sta.

Ma basterebbe ascoltare meglio Valentino per capire qual è la situazione: lui ha sempre parlato chiaro. “Decideranno i risultati” ripete allo sfinimento ormai dal 2020. E cosa dicono i risultati è piuttosto evidente. Lo sa molto bene anche il campionissimo, il primo a sapere che così non ha senso continuare. Oggi lo ha detto chiaramente, rispondendo a chi gli chiedeva un commento su una frase di Marc Marquez detta qualche minuto prima della sua conferenza: “I risultati sono fondamentali nello sport, ammiro Valentino Rossi che apparentemente continua a divertirsi pur sapendo di non poter vincere o salire sul podio. Magari in futuro cambierò idea, ma io non ce la farei a correre senza la prospettiva di poter ottenere risultati”.

Rossi non si è scomposto, anzi, in un certo senso ha dato ragione al rivale.

“Quando parlo del mio futuro mi sembra di essere abbastanza chiaro… Ho continuato perché speravo di essere competitivo, magari non per giocarmi il titolo, ma per stare davanti sì, fare buoni risultati, stare con continuità nei primi cinque, lottare per il podio quando c’è la possibilità. Così aveva senso andare avanti. Per il momento, i risultati sono peggiori delle aspettative e non piace neanche a me arrivare 16esimo. Il 2020 è stata una stagione molto strana a causa del Covid, avevo un nuovo capotecnico, è stato complicato: volevo una verifica, misurarmi in una stagione 'vera'. E’ chiaro che così non piace nemmeno a me”.

 

Chiaro, no? Per me sì: a meno di cambiamenti clamorosi, purtroppo non immaginabili in questo momento, Valentino Rossi la sua decisione l’ha presa: per passione e voglia, probabilmente non smetterebbe mai, ma i risultati dicono un’altra cosa. La strada, temo, è segnata. Così come il suo futuro: anche in questo caso, non ci si può sorprendere, Rossi l’ha sempre indicato con grande chiarezza.

“Ho sempre detto che quando smetterò con le moto, correrò con le auto. In passato ho fatto qualche esperienza nel rally, una specialità che mi piace moltissimo, ma per me è troppo difficile. Quindi correrò in circuito, mi piace di più. In quale categoria ancora non lo so, ci sono tanti campionati interessanti come l’endurance, la 24 Ore, e altre situazioni interessanti”.

 

Inutile parlare di quanto accaduto oggi in pista: Rossi è in difficoltà, fatica come al solito. Ma è inutile anche continuare a parlare del suo futuro: la strada, secondo me, è segnata, ma è giusto e doveroso aspettare la decisione ufficiale di Valentino. Uno come lui merita solo rispetto. E certe dichiarazioni di Razan Razali (“Non abbiamo intenzione di aspettare Rossi a lungo”) poi ritrattate ma non smentite completamente, appaiono sinceramente fuori luogo e inopportune. Perlomeno in questo momento.

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