MotoGP

Lin Jarvis torna a parlare di Valentino Rossi e anche della guerra con Marquez del 2015

- Il manager di Yamaha non ha dubbi: “i fatti del 2015 hanno avvelenato il nostro sport”. Poi ripercorre la storia di Vale e Yamaha, raccontando anche qualche retroscena
Lin Jarvis torna a parlare di Valentino Rossi e anche della guerra con Marquez del 2015

I momenti indimenticabili, quelli semplicemente belli e anche quelli brutti. Ma pure quelli che hanno cambiato per sempre uno sport e il modo di essere tifosi. Lin Jarvis su The Oxley Interview ha ripercorso la storia di Valentino Rossi e Yamaha, senza lasciare indietro neanche quella che definisce una delle pagine più tristi del motorsport: la guerra tra Marquez e Rossi nel 2015. “Per noi di Yamaha – racconta il manager inglese – fu un anno memorabile perché riuscimmo ad arrivare sia primi che secondi nel mondiale. Quanto a quello che è successo in quella stagione, continuo a pensare che se Valentino non avesse chiamato Marquez dopo la gara di Phillip Island, non sarebbe esploso e probabilmente non avrebbe vinto il campionato. Poi Jorge è stato coinvolto e tutto è stato molto corrosivo. La MotoGP ha iniziato ad essere come il calcio, con i tifosi di parte che insultavano i piloti. Questo ha cambiato per sempre la MotoGP, lo sport che amiamo è stato avvelenato”.

Il 2015, però, è stato solo un capitolo di una storia ricchissima di alti e bassi. Una storia cominciata all’interno della Clinica Mobile con un incontro in gran segreto nel 2003. “Quando Valentino ci disse che se avessimo portato i suoi uomini sarebbe stato felice di correre con noi non ci credevo – ha spiegato Jarvis – Sapevamo che prendere un pilota così, con quella fama e quella personalità, era un grande rischio e abbiamo scelto di correrlo. Poi quando in SudAfrica è arrivata la vittoria, nel 2004, è stato chiaro che avremmo fatto grandi cose”. Successi interrotti nel 2006 con la caduta di Valencia, “ci è crollato il mondo addosso”, e nel 2007 con il dominio di Stoner e Ducati, ma ripresi subito dopo: “E’ tornato nel 2008 e nel 2009 quando ha vinto alcune delle sue gare più epiche battendo Casey Stoner a Laguna Seca e Jorge Lorenzo in Catalunya e ha vinto entrambi i campionati. Sono stati momenti fantastici insieme”.

Fino alla prima rottura, che si è consumata nel 2010. “Venne a dirci che avremmo dovuto scegliere: o lui o Lorenzo e questo per noi era inaccettabile. I rapporti hanno cominciato a rompersi e non è stato più come prima, tanto che a fine stagione ci siamo salutati”. Salvo poi ritrovarsi due anni dopo, con Lin Jarvis che ha raccontato di essere andato personalmente a Tavullia, proprio per fare una lunga chiacchierata con Valentino: “Lorenzo ha vinto il titolo con noi nel 2010 e nel 2012, quindi è stato molto, molto delicato e difficile cercare di riportare il suo acerrimo nemico nella squadra – ha concluso Jarvis - Il primo approccio di Valentino con noi è avvenuto per mezzo di un uomo del suo staff. Alcuni della Yamaha non volevano riportarlo indietro, ma ho potuto vedere i benefici per il marchio. Sono andato a incontrare Valentino nella sua casa di Tavullia e ho discusso degli incontri con tensione e trepidazione. È stato un momento molto speciale dopo che la nostra relazione si era deteriorata così gravemente. È tornato con un atteggiamento diverso, più modesto e riconoscente”.

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Commenti

  • Jojoe, Bologna (BO)

    x la redazione
    Aggiungete un TAB oltre TUTTI, PIU' VOTATI e SCELTI DALLA REDAZIONE oramai arci inutilizzato uno con POST IN ORDINE CRONOLOGICO dove uno riesce vedere subitogli ultimi post anche se non indentati. Basta copiare i PIU' VOTATI e metterli in ordine decrescente di pubblicazione. Per Thread chilometrici come questo è impossibile leggere tutti i commenti. Dovrebbe costare poco, se volete ve la faccio io gratis.
    Saluti
  • magojiro, Roma (RM)

    Eccallà, Jarvis dice era mejo se stavi zitto, e i fedeli invece di prendere atto e ammettere il grave errore che fu quella assurda e vergognosa conferenza rincarano la dose ponendo shakespeariani dilemmi...
    Essere o non essere perché mai Rossi cambiò idea
    Essere o non essere chi fu che lo consigliò
    Essere o non essere quale fu il giro maledetto il 1 il 2 il 20 o l'ultimo
    Essere o non essere perché mai Lorenzo fece la curva senza mettere la gambina fuori
    O che dilemma atroce dilemma.
    C'è del marcio in Danimarca allora.
    Rossi non è stato consigliato né tantomeno condizionato da nessuno, semmai è lui che con il suo enorme potere persuasivo condiziona (diciamo condizionava) gli altri.
    Ibduoi adepti ne sono l'esempio più lampante.
    Solo lui ammettendo(credo sia impossibile o al massimo lo farà tra 40 anni) l'errore vi convincerà della toppa che ha preso.
    Ha fatto un errore, credeva di manipolare e gestire anche questa di situazione e invece questa volta ha toppato.

    Vi rifaccio la domanda alla quale nessuno risponde:
    Se Rossi aveva ste prove perché non ha denunciato Marquez alla commissione?
    Perché insieme alla Yamaha non sono andati dalla commissione, a smascherare il cattivone il perfido e antisportivo Marquez?
    Jarvis ha risposto.... A Valenti era mejo se te stavi zitto.
    Voi non rispondete?
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