GP di Catalunya

MotoGP. Le pagelle del GP di Catalunya

- Dieci a Lorenzo, impressionante. Otto a Pedrosa che ha deluso in gara e otto a Marquez, sulle sue spalle la responsabilità dello spettacolo della MotoGP. Rossi 6, ci si aspettava lottasse per il podio. Dovizioso 5 | G. Zamagni
MotoGP. Le pagelle del GP di Catalunya


JORGE LORENZO VOTO 10

E’ impressionante per come guida, per capacità di concentrazione, per la bravura nello sfruttare al massimo la sua M1: in questo momento, sia ben chiaro, è il pilota che fa la differenza, non la Yamaha. Ogni volta che sembra in difficoltà – come lo è stato a Jerez e a Le Mans – ha la capacità di riprendersi e di andare ancora più forte di prima. Sbalorditivo.


DANI PEDROSA 8

Dopo le prove sembrava imbattibile, invece in gara non è mai stato veramente in grado di impensierire Lorenzo, nemmeno per un solo giro. Da un paio di GP soffre molto il comportamento della sua Honda con le gomme e non riesce a metterci una pezza. Ma il secondo, posto, sia chiaro, è comunque un grande risultato.


MARC MARQUEZ 8

Forse meriterebbe anche un voto più altro per l’incredibile velocità con la quale impara: venerdì prendeva sul giro – e sul passo - 1”2 dal compagno di squadra, domenica ha finito la gara a meno di un decimo da Pedrosa. In una MotoGP purtroppo sempre noiosa, dalle posizioni cristallizzate, è l’unico che prova sempre a fare qualcosa, magari anche esagerando. Davvero straordinario.

Valentino Rossi
Valentino Rossi


VALENTINO ROSSI 6


Ha pienamente ragione quando dice che sta lottando contro i tre piloti più forti del mondo, molto più giovani di lui e che il distacco complessivo è di soli un paio di decimi al giro. Tutto vero. Ma è anche vero che a Barcellona ci si aspettava un Rossi in grado di lottare per il podio, che invece non ha neppure sfiorato. E’ in difficoltà, ma non si arrende.


STEFAN BRADL 6

In difficoltà in prova – solo decimo – ci ha messo una pezza in gara, ma il suo distacco dai primi rimane troppo grande: non si può più parlare di inesperienza.


BRADLEY SMITH 7

Il distacco è elevatissimo, la posizione più che dignitosa: non è colpa sua se chi andava più veloce di lui si è steso. Questa volta, ha fatto più che dignitosamente il suo compitino.


ANDREA DOVIZIOSO 5

Il più lento tra i “ducatisti” in prova, alla fine è sempre lui il primo al traguardo in sella alla Desmosedici. Lotta, fa quello che può, prova a guidare sopra i problemi, che, però, sono troppo grandi.


MICHELE PIRRO 6

Autore di un dritto al primo giro, ha comunque portato la sua Ducati “ibrida” (laboratorio nel telaio, ma con il motore di Spies) al traguardo: fa quello che deve fare un collaudatore.


CAL CRUTCHLOW 5

Secondo in prova e con un ottimo passo, ma le difficilissime condizioni di Barcellona lo hanno tradito: ha sprecato una favorevole occasione.


NICKY HAYDEN 5

In prova aveva ottenuto un buon risultato, ma al sesto giro è finito a terra: peccato.


ANDREA IANNONE 5


Ha fatto bene fino alla gara, scivolando poi al quinto giro.


ALVARO BAUTISTA 4

Un altro errore nel primo giro: anche in questo caso, non ha fatto niente di così esagerato, ma è sempre lui a sbagliare.


YAMAHA VOTO 8,5

In prova sono andati forte tutti, perlomeno nel passo, ma poi in gara solo Lorenzo ha fatto veramente la differenza: rimane comunque una moto molto equilibrata


HONDA 8,5

Da un paio di GP, la Honda fatica a far lavorare al meglio le gomme: sembrava imbattibile, ma non è così.


DUCATI 4

I risultati peggiorano invece di migliorare e, come era prevedibile, il test fatto fare a Biaggi ha ottenuto come unico risultato quello di “spaccare lo spogliatoio”, tanto per usare un’espressione calcistica. Riassumendo: la moto è scarsamente competitiva, l’evoluzione non ha portato i risultati sperati e il clima dentro al box è tesissimo. Difficile pensare a una situazione più critica.

 

  • donnie_1, Catanzaro (CZ)

    bieddu01

    Pochi uomini nel paddock del motomondiale possono offrire spunti interessanti come Shuhei Nakamoto, vice-presidente HRC

    Parlando del talento di Marquez viene tirata in ballo la figura di Spencer. Questa una parte dell'intervista:
    Prima dell'inizio del campionato, hai detto che Marquez è più simile a Freddie Spencer che ad altri piloti Honda. In cosa sono diversi?
    "Non ho mai lavorato con Freddie, ma a guardarlo dall'esterno mi sono convinto che sia un genio. Marquez, d'altro lato, ha i migliori riflessi che abbia mai visto. Grazie ai riflessi puoi prendere decisioni in millesimi di secondo e reagire di conseguenza. Non si tratta solo di gestire una moto imbizzarrita, ma riguarda cose come ad esempio il suo modo di gestire la caduta in rettilineo al Mugello, come ha evitato il muro. O come una volta è scivolato con la bottiglia di champagne ed invece di rialzarsi ha continuato a spruzzarlo da sdraiato sul podio. Riesce a pensare a cosa sia meglio per lui istantaneamente".
    Però non è come usare la parola "genio", che hai speso per Freddie…
    "Freddie era un genio quando si trattava di guidare una moto. Non credo che Marc sia così, non credo sia un genio sopra ad una moto, anche se è un pilota dal talento estremo. Se vogliamo parlare di geni, credo che Casey fosse più geniale di Marc".
    Ad esempio?
    "Casey odiava il controllo trazione. Quando lo toglievamo, l'accelerazione conseguita dal suo lavoro sulla manopola del gas era la migliore possibile secondo le leggi fisiche. A volta cambiava marcia a 17mila giri, aveva una specie di sensore dentro di sé. Vai più forte sfruttando la coppia massima piuttosto che i giri, e normalmente è molto difficile sentire il picco della coppia, ma non per Casey. Era un genio, nessuno poteva copiarlo. Marc è ancora agli inizi, quindi se farà esperienza potrà diventare come Casey un giorno".

    Ecco chi era il pescatore australiano ;)
  • CBFfona, Alzate Brianza (CO)

    linusdromico01

    http://sport.libero.it/moto/817464/dovizioso-titolo-in-due-anni

    Magari era una bufala, però la notizia è stata riportata.
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