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La versione di Zam: "Coronavirus, come cambia la MotoGP"

- Le riflessioni di Giovanni Zamagni sul difficile "non" inizio del campionato 2020

L’evoluzione continua del Coronavirus, ormai dichiarata dall’OMS pandemia, obbliga la Dorna a continui cambiamenti del calendario. E, sicuramente, non è finita… Ma attenendoci all’ultimo calendario è giusto porsi delle domande: ha senso disputare 8 gare in 10 settimane, con due “triplici”? (Giappone-Australia-Malesia; Texas-Argentina-Valencia); ha senso correre a Valencia il 29 novembre, quando fa freddo e c’è poca luce a disposizione? (cosa accadrebbe in caso di un ritardo?). Non sarebbe forse più giusto stilare un calendario prevedendo meno gare? Tutte ipotesi, naturalmente, perché purtroppo nessuno sa come si evolverà la situazione nel resto d’Europa e del mondo. E’ questo l’argomento di oggi. Voi cosa ne pensate?

  • nirvanakurt, Gragnano (NA)

    Credo bisogna pensare all'opportunità di prevedere delle doppie gare, la possibilità che alcune gare non siano proprio disputate e includere un sistema di scarti per evitare che qualche pilota (che magari si infetta fra una gara ed un'altra) possa scartare 1,2 o 3 risultati così come accadeva in passato.

    Un'altra ipotesi sarebbe quella di "declassare" il campionato del mondo a coppa del mondo laddove ci fossero meno di 13 gare e chiuderla in qualche modo la stagione (a patto di iniziarla prima o poi).
  • ZioOdo

    Penso che tu abbia ragione, Zam.
    Semplice.
    Saluti
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