MotoGP

Jason Dupasquier, il ricordo di Valentino Rossi affidato a Instagram

- Il nove volte campione del mondo ha pubblicato un post nella notte per lo sfortunato pilota svizzero, scomparso a soli diciannove anni per le conseguenze del tremendo incidente avuto durante le qualifiche del GP d’Italia al Mugello

La sofferenza, il dolore e pure la paura ci mettono un po’ a sedimentare e, anzi, hanno proprio bisogno di sedimentare prima di trasformarsi in pensieri, riflessioni e, magari, anche lacrime. Per Valentino Rossi il momento di esprimere l’addio a Jason Dupasquier è arrivato nella notte ed è a Instagram che il nove volte campione del mondo ha affidato le sue parole: “Non conoscevo personalmente Jason Dupasquier, non avevo avuto occasione di incontrarlo nel paddock, però lo seguivo in pista. Quest’anno stava andando forte, si era ripreso da un brutto infortunio ma era costantemente nel gruppo di quelli veloci.
Aveva uno stile aggressivo sulla moto che, insieme a quell’abbreviazione che si vedeva in tv di fianco al suo numero (JDU) mi ricordava il mitico Joey Dunlop”.

Nel suo post Valentino ha poi ripercorso le ore immediatamente successive all’incidente, arrivando anche ad una conclusione su quanto sia stato effettivamente opportuno correre comunque il GP d’Italia: “Le immagini – scrive Valentino - sono state subito molto preoccupanti e la sera si era capito che le sue condizioni erano gravissime, però in queste situazioni non si sa mai tutto e ci si attacca anche alla minima speranza. Domenica, un’ora prima della gara, è arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire. È stata durissima mettersi il casco e salire in moto perché in un momento tutto perde senso e ti chiedi che cosa ci fai ancora li. Forse, però, il miglior modo di onorare e ricordare un altro pilota è proprio correre e cercare di dare il massimo, anche se purtroppo neanche questo può cambiare quello che è successo. Ciao Jason, riposa in pace”.

  • ettorino2, Ancona (AN)

    Semplice, schietto, onesto... come è nel suo stile...
    Bravo Vale! La penso come te, non correre non avrebbe apportato nulla in più in termini di "consapevolezza" di quanto accaduto ed inoltre avrebbe solo reso un'atmosfera ancora più plumbea e fosca di quanto già non fosse.
    Siete piloti, guerrieri in un certo senso, ed ogni volta che si abbassa la visiera sapete bene cosa potrebbe capitare. Tantopiù non vi puntano una pistola alla tempia per farlo.
    Massimo rispetto, per tutti voi!!!
  • anonimo

    mi chiedevo se coloro che pontificano dalla tastiera sugli attori tutti del Motomondiale, vale a dire, Piloti, Team, Organizzatori, Giornalisti etc etc

    ecco... mi chiedevo se hanno spento il televisore.
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