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MotoGP. Jack Miller: "Come essere in Purgatorio"

- Bloccato in casa dal coronavirus, l'australiano racconta della sua situazione, dell'allenamento e delle possibili date del campionato
MotoGP. Jack Miller: Come essere in Purgatorio

Se tutti i piloti europei sono bloccati in casa, costretti dalle norme restrittive che hanno colpito o stanno colpendo tutti i paesi, in Australia Jack Miller è un po' più fortunato, perché dato l'isolamento del continente down under gli è possibile comunque allenarsi in modi preclusi ai suoi colleghi.

Quindi, nonostante i costanti posticipi dell'avvio di un campionato sempre più incerto siano comprensibilmente logoranti per Jackass come per tutti i suoi colleghi, se non altro Miller ha la possibilità di uscire di casa. E di mantenere una routine quotidiana - "alzati, allenati, sistema la moto e riposati" - che lo aiuta a restare concentrato su quello che è il suo lavoro: il pilota della massima categoria motociclistica.

 

Di fatto sei riuscito a... scappare appena prima che le cose si mettessero male...

"Decisamente sì. Dopo i test in Qatar, in febbraio, sono tornato ad Andorra per prepararmi alla gara - le solite cose: alimentazione controllata, rifiniture fisiche e quant'altro. Poi, il giorno prima della partenza prevista per il Qatar, ho pulito casa, lavato tutti i vestiti... ed è arrivato il messaggio che non avremmo corso. Ed è stato solo l'inizio, come sapete: era chiaro che non si sarebbe corso in Thailandia, e che in America non ci avrebbero lasciato entrare. Quindi, visto che ad Andorra faceva freddo e nevicava, ho deciso che era il momento di tornare a casa."

"Ero a casa dei miei quando hanno corso Moto2 e Moto3, ed è stato strano vederli in TV senza che fossi infortunato o cose del genere. Le ultime settimane, di fatto, sono state il periodo più lungo passato in Australia da 10 anni a questa parte, e devo ammettere che starsene per un po' a casa non è male. Mi piacerebbe che fosse per motivi meno tristi, ed è davvero brutto non poter correre, ma se non altro c'è un aspetto positivo. Sono stato abbastanza tranquillo e ho lavorato un po' sulle mie moto, che tengo nel mio garage/fienile..."

Ti senti con gli altri piloti, il team e gli altri che sono ancora in Europa?

"Si ma confesso che ho cercato di non infastidirli più di tanto. Ho parlato con Paolo Campinoti, il proprietario della mia squadra, e con il mio capotecnico per assicurarmi che stessero bene, ma poco di più. L'Italia è una delle nazioni più colpite da tutto questo, quindi è difficile non preoccuparsi - mi dispiace davvero che i miei amici debbano vivere questa esperienza. Per una volta, l'isolamento dell'Australia ci ha aiutato, finora, e spero che la cosa non ci colpisca così duramente come altri posti."

 

È difficile mantenere la concentrazione in questi momenti, soprattutto senza sapere quando si potrà tornare a correre?

"Sarò sincero, sicuramente non avere una data a cui puntare mette duramente alla prova il livello di motivazione. Uno passa tutto l'inverno a prepararsi e allenarsi, si fanno i test e poi tutto si ferma di colpo. Ci si sente bloccati in Purgatorio, soprattutto quando normalmente la tua vita è regolata strettamente da scadenze fisse. Corri questa settimana, la prossima sei in viaggio, poi provi... e invece, ora non si sa nulla e non c'è modo di sapere quando inizieremo. Catalunya? Assen? Chi lo sa..."

"Il mio programma di allenamento non è cambiato - continuo a correre e andare in bici, e mi sono imposto di alzarmi presto la mattina e impegnarmi. Qui è facile, perché fuori fa caldo, e la cosa aiuta - sarebbe facile perdere motivazione, allenarsi un po' meno e finire per mettere su qualche chilo dove non vuoi... ed è una cosa che devo evitare, perché in passato ho faticato a perdere peso che avevo messo su. Ho lavorato davvero duro su questo aspetto della preparazione, quindi voglio evitare di dover spingere forte dopo per tornare al top della forma. Uso molto la moto da cross e faccio tutto quel che posso per guidare perché... è l'unica cosa che puoi fare quando non puoi fare il tuo... vero lavoro, diciamo così"

Piloti e pubblico sono tutti in un momento di stasi... immagino che tu non pensi ad altro ad ogni weekend che passa senza gare?

 

"Ci puoi scommetere. Ci sono tantissimi appassionati che non possono godere del loro spettacolo preferito. Tutti gli amanti dello sport - e mi ci metto anch'io - soffrono terribilmente in una situazione come questa. Non ci si rende conto di quanto conti lo sport come via di fuga, e di quanto lo si dia per scontato finché non ci se ne trova privi. Credetemi, lo so. È una gran fregatura, ma torneremo!"

  • MAXPAYNE IT, Fusignano (RA)

    Beato il Miller! Comunque io rimango della mia idea. Siccome tutte le massime competizioni sportive via via stanno slittando al 2021, anche la MotoGP, ma metto anche Moto2 e Moto3, SBK ,cross e quant'altro, DEVONO slittare al 2021. Fare campionati dimezzati , come tappe e punti, non ha senso, è contro ogni logica. Inoltre ne va della sicurezza dei piloti e operatori del settore. Donate la cifra del circus di ogni disciplina per la sanità mondiale, (Italia in primis essendo purtroppo noi i primi come morti e infetti,in rapporto alla popolazione), e ci rivediamo nel 2021, quando(si spera, per carità), quest'incubo sarà solo un bruttissimo ricordo.
  • Andrea.Turconi, Rho (MI)

    Grande Jack .....
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