MotoGP. Inizio disastroso a Phillip Island

MotoGP. Inizio disastroso a Phillip Island
Giovanni Zamagni
Un diluvio di pioggia, pista sporca e un freddo da congelare i piloti che arrivano dai 40° di Sepang. Comincia nel peggiore dei modi il weekend australiano. Lorenzo il più veloce | G. Zamagni
15 ottobre 2010

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Piove così forte a Phillip Island, che cede un terrapieno, sporca la pista e gli organizzatori sono costretti a posticipare di due ore l'inizio delle prove. Un disastro, anche perché fa un freddo cane - 10 °C la temperatura sia dell'aria sia dell'asfalto! - dopo che soltanto cinque giorni fa i piloti cuocevano ai 40 °C della Malesia. E' uno dei tanti deliri del calendario della MotoGP, una di quelle conseguenze del "prostrarsi sempre alla F.1", denunciato da Valentino Rossi a Sepang. In Australia bisognerebbe correre a inizio stagione, a marzo, quando è estate e fa caldo, non a ottobre, quando è primavera e pioggia e freddo sono la regola e non l'eccezione. Ma si sa, queste cose importano poco a chi comanda.

In condizioni così difficili, il più veloce di tutti è stato Jorge Lorenzo, che ha inflitto ben tre decimi a Casey Stoner, il più immediato inseguitore: lo spagnolo della Yamaha non poteva iniziare meglio il primo GP da campione del mondo.
«Le condizioni erano difficilissime - analizza - e sono davvero contento di essere stato così veloce con la pioggia e con il vento. Anche se ho vinto il titolo, non mi posso fermare adesso, bisogna finire la stagione nel miglior modo possibile».

Al momento, l'unico avversario che sembra in grado di impensierirlo è Stoner, piuttosto critico con i colleghi che si lamentano per le condizioni proibitive. Casey è così, profondamente australiano in questo suo atteggiamento, ma anche lui deve ammettere che le prove sono state tutt'altro che semplici.
«Sarebbe stato meglio avere una sessione completamente bagnata - sono le parole del campione della Ducati -; invece, nel finale ha smesso di piovere e ha cominciato ad asciugarsi, impedendo di verificare la validità dell'assetto utilizzato. Al di là di questo, però, sono abbastanza soddisfatto per come abbiamo lavorato».

Alle sue spalle Nicky Hayden, nonostante, per dirla con le sue parole, «le condizioni fossero proibitive, soprattutto per il vento, non tanto per la pioggia», mentre al quarto e al quinto posto troviamo Marco Simoncelli e Marco Melandri: sorprendente, per certi versi, la prestazione di Simoncelli, preventivabile quella di Melandri, che in queste condizioni è sempre andato fortissimo e nel suo giro lanciato era addirittura attaccato a Lorenzo, prima di perdere 1"2 all'ultimo curvone.

«Il vento creava un sacco di problemi - racconta Sic -: a causa delle folate, la moto si impennava sul dritto in sesta marcia! Però con la moto mi sono sentito subito a mio agio fin dai primi giri, mentre nel finale le condizioni erano cambiate, con 3/4 di pista asciutta: io, come credo anche gli altri, non ho fatto a tempo a montare le slick e ho continuato a girare con le "rain". In Malesia la Honda ci ha dato una grossa mano e l'elettronica è decisamente migliorata: speriamo di continuare così».

«Con il bagnato - dice Melandri -, possiamo essere abbastanza veloci».

Sesto Andrea Dovizioso, molto veloce in condizioni di pista completamente bagnata, ma meno efficace nel finale; settimo Valentino Rossi, rallentato da problemi di assetto.
«Bisogna stare molto attenti - spiega Rossi - e considerando le gomme che abbiamo, con questa temperatura è meglio che piova, perché con l'asciutto e 10 °C diventa pericoloso con le slick. Siamo andati male perché abbiamo sbagliato l'assetto: faccio molto fatica nelle curve veloci. La spalla mi dà un po' fastidio, comincia a sentire lo sforzo della terza gara consecutiva, ma i problemi sono più tecnici che fisici. Lorenzo è andato forte perché ha lavorato meglio di noi: dobbiamo darci una sveglia!».

Fuori dai tempi Dani Pedrosa e Ben Spies. Lo spagnolo della Honda, al ritorno in sella dopo l'operazione alla spalla sinistra di 15 giorni fa, ha compiuto solo sette giri, per poi decidere, giustamente, di non prendere ulteriori rischi, mentre l'americano della Yamaha ha effettuato solo tre passaggi ed è poi tornato ai box. Troppo pericoloso rischiare, ma domani le condizioni potrebbero essere le stesse.

Ascolta l'audio integrale dell'intervista a Simoncelli

 

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