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Il DopoGP di Misano/1 2020 con Nico, Zam, Ing e Luca Cadalora

- ll nostro magic trio Nico Cereghini, Giovanni Zamagni e Giulio Bernardelle analizza ai raggi X il primo dei due weekend di gara sul Marco Simoncelli World Circuit. Anche questa volta, un ospite d'eccezione, Luca Cadalora

Il nostro magic trio Nico Cereghini, Giovanni Zamagni e Giulio Bernardelle - con la partecipazione straordinaria di Luca Cadalora - analizza al millimetro il GP di San Marino e della Riviera di Rimini sulla pista di Misano, subito a partire dalla prima vittoria in MotoGP di Franco Morbidelli e da Bagnaia secondo al rientro (ci sarà lui al posto di Dovi, salito peraltro al vertice della classifica mondiale?). E poi il podio intero in Moto2 con Marini su Bezzecchi e Bastianini.

Yamaha al centro anche per gli altri tre suoi piloti... Suzuki con la beffa di Mir a Valentino e le difficoltà di Rins, ma in crescita, la Honda che peggiora invece di migliorare e la desaparecida KTM. Con tutti i relativi perché.

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  • Stiducatti, Corsico (MI)

    Aggiungo un'altra considerazione, visto che questo sarà l'ultimo GP che commento.

    Secondo me il problema HRC NON È un problema.
    Prendiamo il tennis: per anni Federer ha giocato con una racchetta (K90) che se la compravi tu, la spezzavi per terra dopo venti minuti, le davi fuoco e le facevi un rito vudù affinché restasse incenerito chiunque avesse osato costruirne altre.
    Piatto piccolissimo, bilanciata laggiù nel campo avversario, dura manco fosse fatta di granito... ingiocabile.

    Eppure lui ci ha dominato in lungo e in largo su tutte le superfici.
    LUI.
    Certo, Wilson l'ha realizzata sulle specifiche che Federer aveva richiesto, perché il suo talento gli permetteva di colpire SEMPRE perfettamente nel punto d'impatto ideale del piatto corde, perché il suo movimento fluido esasperava l'elevata inerzia dell'attrezzo tirando mine il 30% più veloci e infine la sensibilità del tocco era tale per cui più rigido e sensibile era il telaio, meglio sentiva il colpo.
    LUI.
    Quante ne ha vendute Wilson? Una marea. Quante ne ho viste sui campi? Poche, perché l'amatore medio ha quasi subito capito che stava meglio appesa a un muro, piuttosto che nelle sue mani.

    HRC fa la moto per il suo pilota migliore, con le caratteristiche necessarie a permettere a quest'ultimo di esprimere al massimo il proprio talento e vincere un mondiale via l'altro. Perché è QUESTA la garanzia che offre il vero campione, il vero fenomeno: se tu mi dai ciò che chiedo, io vinco e niente può impedirlo.

    Gli altri piloti rispetto al fenomeno sono scooteristi, che vorrebbero la moto senza il cambio a pedale, con le pedane larghe per usare le infradito, il posto comodo per il passeggero e il baulone sotto la sella dove mettere la borsa della fidanzata... e poi se va bene arrivano terzi una gara sì e tre no.

    E quando Marquez non ci sarà più? Prendono lo scrigno con dentro i 25 milioni di dollari, vanno dal nuovo fenomeno, lo ingaggiano e fanno la moto perfetta per lui.

    Amen.
  • FabioB1969, Alessandria (AL)

    Sentire Cadalora è sempre interessante, spero possiate continuare in quattro.

    Volevo fare una considerazione un po' trasversale, si è parlato di Bagnaia in Ducati ufficiale e giustamente Cadalora sottolinea che va bene dargli i suoi tecnici, ma alla fine senza fare nomi è evidente che è la guida del team che fa tanto nell'equilibrio 'mentale' del pilota. Sono convinto che Cadalora meglio di tutti sappia quanto sia importante un riferimento nel team che sappia anche alleggerire la pressione, che sappia tenere gli animi tranquilli, l'umore giusto e quant'altro serve a favorire il lavoro di tutti, insieme al pilota ovviamente.
    Questo a mio parere si vede anche nel successo che sta avendo la Suzuki, vero che la moto è certamente buona, vero un sacco di cose, ma alla fine Brivio ha messo insieme un bel pacchetto.

    In questo contesto si può capire se Dovizioso ha problemi che non ha mai avuto.

    Per quanto riguarda il dubbio sul team ufficiale Yamaha del prossimo anno, vorrei dire che condivido il pensiero. Personalmente penso che tanto della vittoria di Morbidelli si debba all'armonia del pilota con il suo tecnico di fiducia. A questo proposito mi piacerebbe sapere quanto il setting della moto di Morbidelli sia diverso da quella di Vignales e Quartararo e quanto invece sia vicino a quello di Rossi. Da spettatore mi viene da pensare che Forcada se ne freghi un po' di quello che dice la Yamaha ... lui secondo me sa come accontentare il suo pilota e se la sua scelta non fosse condivisa dal reparto corse .... chissenefrega.
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