Speciale DopoGP

DopoGP speciale. Processo a Michelin

- Con Nico, Zam, l’ing Bernardelle e Piero Taramasso, il responsabile Michelin sui circuiti della MotoGP. Equilibrio nel mondiale 2020, spettacolo di alto livello, ma anche situazioni critiche…

Il monogomma è ormai una realtà imprescindibile nel Motosport, tant’è vero che dalla F1 ai Rally, dal motomondiale fino alla SBK, quasi dovunque vige questo sistema. Che non è perfetto, ma evidentemente ha senso. In MotoGP Michelin è il fornitore unico dal 2016, dopo sette stagioni di Bridgestone. Dapprima i piloti hanno fatto una certa fatica con la ricerca del feeling all’anteriore, quest’anno è stato impiegato un nuovo pneumatico posteriore che offre maggior grip, ma ha avvantaggiato alcuni e svantaggiato altri, come la Ducati.

Come risponde il costruttore francese alle perplessità e alle critiche di alcuni piloti? Quali sono i concetti alla base del pneumatico Michelin per la MotoGP? Quanto è ridotto il range di utilizzo per pressioni e temperature? Quali sono esattamente le severe procedure da rispettare da parte dei team? E infine come sarà la nuova gomma anteriore che comparirà nel 2021? Da Piero Taramasso ci aspettiamo tante risposte.

  • Stiducatti, Corsico (MI)

    Cheppalle! Quando si disquisisce sugli pneumatici, c'è sempre chi porta il discorso sul maledetto 'gommino'.
    Io credo nei complotti a fin di bene. Ovviamente il 'bene' in questione è quello economico della MotoGP e di chi con la MotoGP ci guadagna.
    Rossi attira frotte di pubblico, mai visto prima? E beh, ci sta che magari qualche recupero dalla ventesima posizione fino alla vittoria con mezzo giro di distacco, gliela facciamo anche fare... Da campione a mito, poi a leggenda e infine, a divinità!

    Ma nulla è finalizzato a sé stesso. Pubblico, pubblico e ancora più pubblico.

    Honda? Anche loro sono una Company che guarda ai numeri. I giapponici tra di loro si accordano, programmano non solo a breve, ma anche a medio termine. Nel 2004 e 2005 vince Yamaha, nel 2006 (dove sono io il primo a dire che Rossi lì, Michelin l'ha fregato) vince Honda, nel 2007 avrebbe dovuto vincere ancora Honda (il secondo in classifica è stato Pedrosa), ma l'outsider Ducati ha scombinato tutto, nel 2008 e 2009 vince Yamaha...
    Poi niente accordi, perché Ducati era stata uccisa dal monogomma e Yamaha aveva i due piloti più forti, ma Honda ha lavorato ancora duramente sui regolamenti tecnici e grazie all'intuizione di prendere Stoner, ha prima ristabilito l'equilibrio dal punto di vista dei piloti, poi ha frenato l'evoluzione tecnica degli avversari contingentando i test e infine ha consolidato una imbarazzante supremazia dal punto di vista dell'elettronica.

    Il problema è stato proprio questo vantaggio eccessivo, che ha portato a un mondiale 2011 senza storia sia nei singoli GP, che per il titolo in generale, e al conseguente primo calo degli ascolti da molto tempo a quella parte.

    Ecco che allora nel 2012 ci fu un altro magheggio gommistico, con la famigerata anteriore mai utilizzata nei test precampionato, ma introdotta subito a Silverstone proprio perché indigesta alla RC211V, e in più la decisione di aumentare il peso minimo un mese prima dell'inizio del mondiale, elementi che hanno mandato in vacca tutta la sofisticatissima ciclistica Honda. Quando la nuova gomma l'avevano provata, sia Pedrosa che Stoner avevano denunciato un chattering esasperato sulle rispettive moto (progettate sull'anteriore dei test invernali), ma era proprio quello che Dorna e Michelin cercavano.
    Bisognava evitare un altro dominio del purista Stoner, incapace come invece faceva bene Rossi, di utilizzare la sua grande superiorità per compiere delle rimonte spettacolari, quelle che entusiasmavano il pubblico tenendolo incollato allo schermo e non per infliggere distacchi incolmabili ai colleghi in pista già nei primi tre giri, mandando gli spettatori in gita al parco.

    Poi vabbè, Marquez l'ho già detto che è una storia a sé. Intanto è salito su una Honda che si pilotava da sola, ma dalla quale ha avuto l'opportunità di capire un sacco di cose, cose che poi quando l'elettronica è stata resa uguale per tutti, è stato in grado di replicare grazie al suo fenomenale talento e anche alla piattaforma inerziale rimasta di estrazione Honda.

    Chi volesse esaurire il fenomeno Marquez nel puerile, quanto futile nomignolo di 'bimbominkia', lo affermo senza timore di essere smentito, di motociclismo non ci capisce una mazza.
    Il mio pensiero è che il 2015 sia stato un confronto tra due pretendenti al trono della motoGP, l'uno decaduto e voglioso di riprenderselo, l'altro predestinato e per nulla intenzionato a rimandare la propria ascesa al potere.
    È stato un mondiale nel mondiale, dove in palio c'era sì un titolo, ma sopratutto c'erano una corona e uno scettro, che se permettete valgono ancor di più.
    Le piste erano uguali per entrambi, le moto combinazione erano entrambe competitive, se le sono date e se le sono rese, quindi non ho mai capito quale fosse l'insostenibile ingiustizia.

    Comunque lo vedete bene da soli che il cammino intrecciato tra pneumatici e interessi per così dire lobbistici, è tracciabile e rintracciabile, grazie a una semplice osservazione e alla fredda logica.
  • conterapo, Firenze (FI)

    Buongiorno sig. Ricciardello, mi limito a rammentarLe il breve intervento di Marco Melandri, conosciutissimo campione ex motomindiale ed Sbk, del 20 novembre si Instagram, quando un fan gli ha chiesto se “Nella MotoGP ai tuoi tempi è vero che i top rider avevano gomme della domenica?”
    “Hai scritto al plurale -risponde Marco - correggi al singolare e ti sei risposto da solo… non lo escluderei nemmeno oggi guardando i risultati delle gare e delle coincidenze…”
    Insomma, per Marco Melandri il gommino c’è stato, c’è ancora e ci sarà sempre.
    Saluti e buone feste a tutti i motociclisti in attività, con qualsiasi tempo!!
Inserisci il tuo commento