GP di Aragón

DopoGP Aragón 2019: Márquez domina dal primo metro

- Senza rivali fin dalla FP1, Marc coglie l’ottava vittoria dell’anno. Grande rimonta del Dovi, Miller sul podio, Yamaha sgonfia, solo ottavo Rossi, grande Aprilia. Setting e pneumatici condizionano la gara

Per l’ing. Bernardelle questa volta ad Aragon (leggi tutti gli articoli) il problema era la gomma posteriore e alla fine si è capito che la scelta corretta era la morbida, anche se la logica suggeriva il contrario. Ne hanno fatto le spese tutte le Yamaha, calate pesantemente nel finale. Da Marquez la conferma di una classe immensa, ma anche di una intesa perfetta con la squadra. E il gruppo è sempre più importante.

Dovizioso dalla decima casella al secondo posto, Ducati va sul podio anche con Miller ma perde Petrucci: dov’è finito il vincitore del Mugello? Proviamo a capire questo mistero, e indaghiamo soprattutto su Yamaha e su Rossi. Perché Quartararo questa volta ha deluso, e Valentino: il pilota è quello del giro in Q2 a Silverstone o questo ottavo di Aragon? E i quaranta si fanno sentire? Noi lo escludiamo.

Da sottolineare la prestazione record di Aprilia, e in contrapposizione la debacle di Suzuki e di KTM, sparita con l’assenza di Pol Espargaro. In conclusione le voci di mercato, le altre categorie, la prossima gara in Thailandia.

Guarda il video su YT
Scarica l'audio della puntata

  • angelo gorini, Verdellino (BG)

    Stribos paragoni vr che è in yamaha da 20 anni(ed è quello che da le indicazioni) a Lorenzo che è al primo anno in Honda? Sei un fenomeno. MA voi con i paragoni avete scarsa familiarità. Forse con i sinossi va meglio
  • luca!, Affile (RM)

    E' un pò come se non riuscissero proprio a dire che Valentino possa avere qualche responsabilità... come Valentino, fosse diventato una specie di integralismo.
    Che sia anagrafica, o di difficoltà a mettere a punto la moto, o non avere uno stile malleabile, cmq, nessun tema del genere può essere in pieno affrontato, senza dover spostare la colpa altrove (moto, squadra, pneumatici...).
    Anch'io concordo che Galbusera e il team siano responsabili, dal mondiale perso nel 2016, di tutte le difficoltà ataviche di Valentino di messa a punto.
    Che però sono una sua costante in carriera, con la differenza che a 28 anni, fra capacità di adattamento, prestazione e tigna, riusciva sempre ad arginare. Oltre ad avere Burgess che, probabilmente gli risolveva una sua probabile(probabile visto che non sono li nel box ma devo rifarmi a storie e interviste) attitudine ad essere troppo cervellotico.
    Non dimentichiamoci i risultati di Valentino sulla cancello-Ducati. Sarà stata un cancello, si, ma Valentino non si è spostato di una virgola dal suo ingresso curva stretto, dalla staccata lunga... dal suo stile, come Lorenzo, non si muove.
    Già detto mille volte, ricostruire la figura di Valentino, per quel che è, e non per il San Valentino da Tavuglia, gli rende maggior giustizia e simpatia. Valentino è stato il pilota più tosto che abbia calcato le piste negli ultimi 20 anni, il più forte staccatore, con uno stile pulito, ma, al tempo stesso acrobatico come pochi. E capace di tirare fuori il meglio quando serviva. Ma è stato anche, un pilota in gioventù "pigro", ha buttato almeno un mondiale nel gabinetto, ha avuto storicamente problemi di messa a punto, solo che dominava il mondiale, e il suo stile non è mai stato troppo malleabile.
    Se me lo si chiede, il miglior Rossi batte il miglior (fino ad oggi) MM...di pochissimo. Però datevi la possibilità di mettere in discussione qualche sua scelta...
Inserisci il tuo commento