Da zero a dieci. Il GP d'Italia 2016

Da zero a dieci. Il GP d'Italia 2016
Giovanni Zamagni
Numeri e voti sul GP d’Italia, un modo per ripercorrere quanto accaduto al Mugello, non solo in pista
24 maggio 2016

UNA CADUTA PER TRE

Alla prima curva, Alvaro Bautista ha travolto Jack Miller e Loris Baz (per quest’ultimo, frattura di tre metatarsi della mano destra e frattura del piede destro) e per tutti e tre il GP è finito ancora prima di cominciare.

ZERO, COME I GIRI PERCORSI E COME IL VOTO IN PAGELLA A BAUTISTA


CIRCUITO A PARTE, E’ TUTTO UN DISASTRO

Il circuito del Mugello è uno dei più belli del mondo: affascinante, difficile, tecnico, velocissimo, con curve da brivido, staccate da primato. Insomma, una vera chicca di cui, giustamente, siamo fieri. Tutto il resto, però, è un disastro: la sala conferenze è adatta al campionato di topolino e paperino, non a un campionato del mondo, con oltre 100 giornalisti accreditati. La linea internet in sala stampa costa 60 euro (per soli 4 giorni!) e funziona male, ma ne viene anche proposta una gratis che, in compenso, non funziona del tutto. Per non parlare della viabilità per raggiungere l’autodromo: tanto disastrosa che merita un giudizio a parte.

VOTO UNO: AL MUGELLO


TANTE FORZE DELL’ORDINE, MA SOLO IN PISTA

A bordo pista, durante prove e qualifiche della MotoGP, si trovano carabinieri, vigili urbani, poliziotti, guardie forestali e, certamente, mi sono dimenticato qualche altro corpo di stato. Un delirio di pubblici ufficiali di cui si fatica a capire l’utilità lungo il tracciato. In compenso, mi dicono – mi devo fidare, quando esco io dal circuito non c’è ovviamente nessun problema di traffico – a fine GP c’erano pochissime forze dell’ordine per gestire un traffico delirante. Inconcepibile.

VOTO DUE: ALLA GESTIONE EXTRA SPORTIVA


FISCHI INCONCEPIBILI

Il pubblico ha riempito il Mugello all’inverosimile, le colline da verdi si sono trasformate in gialle, come sperava Valentino Rossi. Il quale, alla vigilia, aveva chiesto rispetto per tutti i piloti. Così non è stato, purtroppo, e, come era prevedibile Jorge Lorenzo (soprattutto) e Màrc Màrquez, sono stati presi di mira: ogni volta che venivano inquadrati dalle telecamere e la loro faccia appariva sui mega schermi durante le prove venivano sommersi di fischi, specie Lorenzo, che, per la verità, era stato sottoposto allo stesso trattamento anche in Francia e, probabilmente, sarà così, purtroppo, anche in altri circuiti. Già questi fischi sono difficili da giustificare, ma quelli di fine gara sono stati del tutto fuori luogo: al di là del loro passato, Màrquez e Lorenzo, sotto il podio, andavano osannati per lo spettacolo che hanno regalato, non certo fischiati.

VOTO TRE: TIFOSI IGNORANTI


MOTOMERCATO: FINALMENTE E’ (QUASI) FINITO

Con l’ufficializzazione di Viñales in Yamaha, Dovizioso in Ducati, Iannone in Suzuki, Pedrosa in Honda, il motomercato è quasi finito: mancano da assegnare ancora tre posti importanti (1 in Suzuki, 1 nel team Yamaha-Tech3, 1 in KTM), ma difficilmente si assisterà alla girandola di ipotesi e supposizioni, come è avvenuto fino adesso. Un aspetto che mi ha colpito molto di questo motomercato è che in tanti – troppi secondo me – che non hanno mai messo piede nel paddock, che sanno le cose solo per sentito dire e non per contatti diretti, hanno dato per certi alcuni spostamenti, per poi, naturalmente, rimangiarsi quanto detto (scritto), per poi lanciarsi nel più classico dell’io l’avevo detto, vantandosi di aver azzeccato un determinato cambiamento. Mille esempi, uno fra tutti: “Ducati, Dovizoso o Iannone? Né l’uno né l’altro, Petrucci”.

VOTO QUATTRO: SOLONI


NOTIZIE FALSE. E TENDENZIOSE

Alcuni siti – uno in particolare: non faccio nomi, ma è facilmente rintracciabile -, alla vigilia hanno dipinto il GP d’Italia come una specie di zona di guerra, con grandi rischi per l’incolumità delle persone. “La MotoGP al Mugello è evento a rischio, ma è meglio non dirlo” è stato il titolone a effetto di giovedì, al quale ne è seguito un altro venerdì: “Un tranquillo venerdì, ma i timori restano”. Ma quali timori, quali rischi se non quelli inevitabili - purtroppo – di un evento pubblico che richiama oltre 150.000 spettatori concentrati in un’area limitata? Infatti, al di là dei fischi – già ampiamente stigmatizzati – non è successo assolutamente nulla.

VOTO CINQUE: I VOTI PIU’ BASSI ERANO GIA’ OCCUPATI
 


DESMOSEDICI IMBATTIBILE

Probabilmente, anzi sicuramente, la Ducati deve migliorare su alcuni aspetti, come dice Dovizioso: «Bisogna essere veloci con più fluidità», ma il suo motore non ha pari, è assolutamente imbattibile. Ai primi sei posti delle velocità massime fatte registrare in gara ci sono sei Ducati: Iannone 354,9 km/h (nuovo primato assoluto per la MotoGP in qualsiasi circuito); Dovizioso 353,6; Pirro 352,3; Laverty 351,3; Petrucci 349,8; Redding 347,9.

SEI, COME LE DUCATI PIU’ VELOCI. E IN PROVA ERANO STATE ADDIRITTURA OTTO


CHE RIMONTA

Scattato dalla terza posizione, Andrea Iannone alla fine del primo giro era ottavo, addirittura 11esimo alla fine del secondo. Un errore grave, rimediato (in parte) con una gran bella rimonta, nella quale Andrea ha superato (nell’ordine): Petrucci, Smith, Viñales , Redding, A.Espargaró, Pedrosa e Dovizioso. Una piccola impresa in una MotoGP dove non è facile sorpassare.

SETTE: COME I PILOTI SUPERATI DA IANNONE


GOMME DA APPLAUSI

Dopo tante critiche, è giusto sottolineare l’ottimo lavoro svolto dalle gomme al Mugello: pochissime cadute, pochi problemi (solo un po’ all’anteriore in ingresso alla San Donato), una costanza impressionante (Iannone ha fatto il giro più veloce della gara all’ultimo passaggio), tanti sorpassi. Bravi.

VOTO OTTO: ALLA MICHELIN


ITALIANI IN GRAN SPOLVERO

Fino a pochi anni fa, nelle cilindrate minori facevamo fatica a vedere un pilota italiano nei primi 10, adesso ci rammarichiamo per aver perso il gradino più alto del podio con i nostri però in seconda, terza, quarta posizione in Moto3 e in seconda in Moto2. Grandi: la scuola dei giovani sta funzionando, grande merito, soprattutto, alla VR46 Academy, mentre la FMI (Federazione Motociclistica Italiana) è purtroppo sempre latitante. Ma non lamentiamoci troppo. E siccome è giusto premiarne uno più degli altri…

…VOTO NOVE: A FABIO DI GIANNANTONIO


UNA SFIDA FANTASTICA

Jorge Lorenzo e Màrc Màrquez ci hanno regalato uno spettacolo straordinario, fatto di talento, velocità, coraggio, tattica. Tutto da applaudire: davvero esaltante.

VOTO 10: DUE CAMPIONI STRAORDINARI

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