Retroscena

Clamoroso: Pernat svela perché Ducati scelse Dovizioso e non Iannone

- Nel suo libro “Belin, che paddock” Carlo Pernat, allora manager di Iannone, racconta i retroscena sulla scelta tra i due Andrea quando si trattava di individuare il compagno di Lorenzo in vista della stagione 2017
Clamoroso: Pernat svela perché Ducati scelse Dovizioso e non Iannone

“…Due stagioni da protagonista in Ducati – scrive Pernat nel suo libro - e Andrea Iannone era molto più considerato di Dovizioso, anche se cadeva un po’ troppo. Tra i piloti che ho avuto, come talento puro lui è il migliore, a livello di Márquez, ma ha cominciato a correre in una vera squadra solo in Pramac, nel 2013. Scommettevano su di lui: Ducati aveva già preso Lorenzo, e dopo il Qatar all’inizio del 2016 ci avevano offerto 2.380.000 euro per l’anno successivo. Ma gli Iannone volevano due milioni e mezzo tondi: non firmarono, anche se avevo già raggiunto l’intesa con Ciabatti. Che delitto, anche Domenicali aveva dato l’ok: Dovizioso lo sapeva e stava cadendo in depressione. Poi arrivò l’Argentina, Iannone che all’ultima curva butta giù Dovizioso: addio al podio per tutti e due. Quando tornarono al box, Dall’Igna aveva gli occhi fuori dalle orbite, mai visto Gigi incazzato così, faceva paura...  Ho capito che la situazione si faceva difficile, ma non impossibile: perché, nonostante tutto, in Ducati puntavano ancora su Iannone, che correva meglio ed era più giovane, più amato dal popolo ducatista, mentre di Dovi si pensava che avesse dato tutto quello che aveva.


Il grande errore – aggiunge Pernat (leggi i suoi pronostici 2019) - lo fece la Ducati: l’ambiente si era spaccato in due, anche i meccanici si guardavano storto. Anche per me è stato uno dei momenti più difficili, amari. Continuavo a telefonare a Domenicali, ma prima della gara di Barcellona convocano Andrea a Borgo Panigale: lui ci va con Regalino (il padre n.d.r.), non mi dicono nulla. Me lo dice Ciabatti: guarda che stanno arrivando da soli. Impossibile. Invece. Sapevo che l’azienda avrebbe offerto un milione, che era disponibile ad arrivare a uno e mezzo”.

Nel frattempo, Carletto Pernat aveva parlato anche con Davide Brivio: per Iannone, confida il manager genovese, la Suzuki offriva due anni di contratto, tre milioni a stagione.


“E’ andata che quando la Ducati ha proposto un milione, gli Iannone hanno salutato a modo loro: ma cosa volete, in Suzuki ce ne danno il triplo”.


Pernat dice che sarebbe rimasto tutta la vita con la Rossa, a un milione e mezzo: conosceva le potenzialità di quella moto, Andrea Iannone avrebbe comunque guadagnato soldi a palate con gli sponsor. Quanto a Dovizioso, Carletto dimostra di stimarlo come merita: è un pilota equilibrato.


“Dovizioso? Lui ha detto sì, si è accontentato di un milione e mezzo. Ma poi nel 2018 coi premi avrà superato tranquillamente i quattro milioni. Scegliere i soldi dei giapponesi è stata una grande cappella, fatta per delirio di onnipotenza, però Iannone è così: in pista ci va per fare il pilota, ma soprattutto per il business. Un pilota deve puntare a entrambe le cose, metterle sullo stesso piano: se punta a una sola non sarà mai un vincente. Dovizioso da questo punto di vista è perfetto: ama correre e guadagnare. Casey Stoner era uno che voleva solo fare il pilota e infatti a un certo punto ha mollato. In realtà poi ci ha ripensato, ma era troppo tardi. Max Biaggi, fino a quando ha corso per il piacere di farlo, è andato alla grande. Quindi si è messo solo a inseguire i soldi e non ha più combinato nulla”.


Fin qui, Carlo Pernat. E precisiamo che se le cose sono andate in quel modo, con Dovizioso dentro e Iannone fuori dal team Ducati in vista della stagione 2017 con Jorge Lorenzo, anche i nostri lettori condivisero la scelta. Nel nostro sondaggio dell’aprile 2016,  il 72,95 per cento di voi rispose “Dovi”, e solo il 18,04 avrebbe preferito Iannone.

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Commenti

  • Vintagetech, Torino (TO)

    La foto di apertura narra di una persona con la testa e un'altra con la testa altrove. Poteva essere un buon pilota, ma è finito per fare il blagör perditempo atteggioso. Perché hanno preferito Dovizioso lo dicono i fatti. Iannone spreca sè stesso, non ascolta, è impulsivo, si sopravvaluta, pretende, non si accontenta di certe cose momentanee, ha ragione solo lui e gli altri no, non dedica del tutto la sua vita alla sua scelta di pilota. Possono bastare come motivi per Mr Instagram? Questo ambiente è una cosa da vivere seriamente. I grandi lo sanno. Era prevedibile. Ed è successo.
  • Katana05, Novellara (RE)

    Per carità, la sa più lunga ti tutti noi, ma non ignoriamo il fatto che Carletto è parte in causa in qualità di manager di Iannone e la SUA verità non è che una delle tante. I commenti su Stoner e Biaggi infatti lasciano il tempo che trovano.
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