Capirossi: "Stare a casa e vedere correre gli altri mi fa soffrire"

Capirossi: "Stare a casa e vedere correre gli altri mi fa soffrire"
Giovanni Zamagni
Coraggio, umiltà, grande professionalità, vederlo continuare a lottare, nonostante i risultati mediocri, nonostante tre costole rotte e una spalla sub-lussata 21 giorni fa, è commovente | G. Zamagni, Sachsenring
14 luglio 2011

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SACHSENRING – Coraggio, umiltà, grande professionalità: per tutto questo non si può non stimare Loris Capirossi. Lo si può criticare per alcune scelte, si può anche dire che farebbe meglio a chiudere con le gare per non rovinare una carriera comunque straordinaria: punti di vista, naturalmente rispettabili. Ma vederlo continuare a lottare, nonostante i risultati mediocri, nonostante tre costole rotte e una spalla sub-lussata 21 giorni fa, è perfino commovente.

“Stare a casa – dichiara – e vedere correre gli altri mi fa soffrire, ma soffro ancora di più vedere un altro pilota (il francese Guintoli, nda) sulla mia moto. Per questo sono qui: non so se ce la farò a a disputare il GP di Germania, perché la spalla potrebbe crearmi troppi problemi in frenata, ma almeno ci voglio provare”.

Incredibile Loris. Ma perché fare un simile sforzo per ottenere un risultato comunque non all’altezza della fama di un tre volte campione del mondo? Capirossi ha la risposta pronta. “Io sono un professionista fino in fondo, se lo puoi fare lo devi fare indipendentemente dalla posizione. Altrimenti sei un perdente!”.

Di piloti così, forse, non ce ne sono più. O forse sono tutti così, ma non dopo 22 anni di corse, di successi, di delusioni, di fratture. Loris, invece, tiene botta, anche se, pure un combattente come lui, comincia a vacillare.
“Non so cosa farò l’anno prossimo, lo deciderò dopo Brno”, afferma un po’ a sorpresa: fino a un paio di mesi fa, la parola ritiro non rientrava nel suo vocabolario, mentre adesso comincia a diventare una ipotesi.
“Ma il mio entusiasmo non cambia, io ho sempre una gran voglia, do un giro a tanti ragazzini: darei fino a 100.000 euro per disputare anche una sola gara con una moto competitiva. Comunque sia non mollo e per il futuro potrei anche stupirvi”.

Un applauso all’uomo prima ancora che al pilota.

 

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