Tutto su: Tecnica | Massimo Clarke
Per una buona parte degli utenti le prescrizioni delle Case in merito ai lubrificanti da impiegare non si può dire che siano sempre chiarissime. In genere ci si affida al concessionario o al meccanico di fiducia e finisce lì. In particolare per quanto riguarda gli oli motore, ci sono però molti appassionati che vogliono saperne di più. Ecco in sintesi le domande più frequenti, con le relative risposte.
Cos’è la viscosità e perché è importante?
Lo strato di olio che si interpone tra gli organi meccanici sopporta il carico (e quindi tiene separate le superfici metalliche) proprio grazie alla viscosità, ossia alla sua resistenza allo scorrimento. Quanto più essa è elevata, tanto maggiore è la capacità di carico; l’olio però fluisce con maggiore difficoltà.
La viscosità, ovvero l’”attrito interno” del fluido, diminuisce al crescere della temperatura, e questo è svantaggioso. Per indicare la viscosità degli oli si fa ricorso a una scala studiata dalla SAE (Society of Automotive Engineers); sulle lattine essa viene quindi riportata da apposite sigle numeriche, precedute appunto dalla sigla SAE. A ogni singola gradazione corrisponde un valore a freddo (indicato dal suffisso W) e uno a caldo.
Come si “interpretano” i valori di viscosità riportati sulle confezioni degli oli?
Gli oli moderni sono tutti multigradi. Ovvero, per quanto riguarda la viscosità, a freddo hanno una gradazione SAE e a caldo un’altra. La loro variazione di viscosità al crescere della temperatura è nettamente inferiore a quella degli oli unigradi. In altre parole, il loro indice di viscosità è molto più elevato.
Un olio SAE 20W-50 si comporta a freddo come un SAE 20 e a caldo come un SAE 50. Alle basse temperature è dunque fluido, mentre alle alte mantiene una notevole capacità di sopportare il carico.
Un SAE 10W-50 ha un indice di viscosità maggiore di quello di un SAE 10W-40 o di un SAE 20W-50.
E per quanto riguarda le prescrizioni delle Case motociclistiche?
I costruttori indicano di norma un campo di viscosità, ovvero delle specifiche relative agli oli multigradi, e un livello qualitativo al di sotto del quale l’olio non deve scendere; inoltre consigliano in genere una determinata marca. Quest’ultima raccomandazione di norma è legata ad accordi commerciali.
Per quanto riguarda la viscosità, presumendo che nessuno impieghi la moto con temperature ambiente inferiori a 0 °C e superiori a 40 °C, vanno bene gli oli multigradi con una viscosità W (a freddo) pari a 10 o 20 “gradi” SAE e una a caldo pari a 40 o 50. Insomma, sono OK un SAE 10W-40, un SAE 20W-50, etc…
Sulle lattine, oltre a quella che indica la viscosità, ci sono altre sigle. Cosa significano?
Si tratta delle indicazioni relative al livello qualitativo, o prestazionale, dell’olio, ed hanno una notevole importanza. Appositi enti hanno stabilito delle specifiche, e quindi delle serie di prove che i lubrificanti devono essere in grado di superare. A ciascuna di esse corrisponde una sigla.
In genere i costruttori fanno riferimento, nelle loro prescrizioni, ai livelli prestazionali messi a punto dall’API (American Petroleum Institute), che nel corso degli anni si sono logicamente evoluti. Le sigle che li indicano sono costituite da due lettere, delle quali la prima è sempre una S. La seconda aumenta, come posizione nell’alfabeto, mano a mano che le prove che l’olio deve superare diventano più severe. Un SG è senz’altro un buon olio, per uso motociclistico, ma i livelli qualitativi SH ed SJ sono superiori. Stranamente, talvolta le Case motociclistiche indicano come livelli minimi alcuni che sono da tempo obsoleti, al punto che oli con tali sigle non si trovano più in commercio.
E’ tutto, per quanto riguarda le sigle?
No, c’è un’altra avvertenza, importantissima, e interessa solo le moto. A partire dai primi anni Novanta sono entrati in commercio, e si sono diffusi, oli automobilistici “energy saving”, nei quali sono presenti additivi modificatori di attrito. Se la moto (come accade nella grande maggioranza dei casi) non ha la frizione a secco e impiega lo stesso olio per lubrificare tanto il motore quanto il cambio, bisogna evitarne l’impiego nel modo più assoluto.
Per questa ragione, al fine di evitare qualunque rischio di inconvenienti, la JASO (associazione giapponese dei tecnici del settore automotive) ha varato norme ben precise. Gli oli delle generazioni più recenti privi di tali additivi, e quindi adatti ad essere impiegati nelle moto di schema convenzionale sono contraddistinti dalla sigla MA (per quanto riguarda quelli più moderni, si tenga presente che MA 2 è meglio di MA 1).
Come è fatto un olio motore? Quali sostanze lo costituiscono?
Un olio è costituito da una base (il lubrificante vero e proprio) e da un “pacchetto” di additivi accuratamente studiato e calibrato, che ha la funzione di esaltare alcune caratteristiche della base e/o di aggiungerne altre.
Le basi minerali sono miscugli di idrocarburi (con molecole contenenti in genere da 25 a 45 atomi di carbonio) e vengono ottenute dal petrolio grezzo mediante procedimenti di raffineria, tra i quali è fondamentale la distillazione sottovuoto dei prodotti pesanti, ossia delle frazioni altobollenti. Altri processi impiegati sono l’idroraffinazione, l’idroscissione e l’idroisomerizzazione; quest’ultima fornisce un prodotto con indice di viscosità molto elevato (XHVI).
Le basi sintetiche di gran lunga più impiegate sono le polialfaolefine (PAO) e gli esteri.
Che differenza c’è, in quanto a prestazioni, tra un olio minerale e uno sintetico?
Tanto per cominciare, occorre dire che un buon olio con base minerale è senz’altro migliore, rispetto a un discreto olio sintetico. Inoltre, le diciture sulle confezioni degli oli motore talvolta possono essere un poco fuorvianti. In alcuni lubrificanti indicati come sintetici, infatti, la base può essere in larga misura minerale.
In linea di massima, comunque, a parità di livello qualitativo, gli oli sintetici hanno qualcosa in più. In particolare, sono più stabili dal punto di vista chimico, specialmente alle alte temperature, hanno una bassa volatilità, un elevato indice di viscosità e, spesso, una grande “untuosità”.
Da cosa è costituito il “pacchetto” degli additivi?
Le sostanze impiegate sono svariate, e alcune di esse svolgono più di una funzione. Il “pacchetto” deve essere accuratamente dosato in ogni suo componente e la sua formulazione è legata anche alle caratteristiche della base. La quantità totale di additivi è generalmente compresa tra l’ 8 e il 15 % del prodotto finito. Alcuni di essi sono presenti però in pochi “punti” per mille. Per la maggior parte degli additivi esiste una quantità ottimale, in corrispondenza della quale essi forniscono i migliori risultati (andare oltre si rivela quindi controproducente).
Gli additivi impiegati sono numerosi: detergenti-disperdenti, antiossidanti, miglioratori di indice di viscosità, antiusura, antischiuma, inibitori di corrosione, abbassatori del punto di scorrimento, untuosanti…
Oltre alla viscosità, quali altre caratteristiche importanti deve possedere un olio?
Assolutamente fondamentali sono le proprietà tribologiche del lubrificante. In diversi casi (tipico è l’accoppiamento camma-punteria) all’interno del motore non si instaura un regime idrodinamico, con separazione completa delle superfici metalliche da parte di un velo d’olio di congruo spessore. Più della viscosità allora conta la capacità dell’olio di attaccarsi alle superfici formando un velo sottilissimo tenace e scivoloso. Dunque il lubrificante deve avere una elevata untuosità (i tecnici la chiamano spesso “lubricity”) abbinata a una forte capacità di aderire alle parti metalliche. Le caratteristiche tribologiche vengono esaltate da additivi antiusura, untuosanti ed EP (per estreme pressioni).
Insomma, si possono avere dei consigli in merito alla scelta?
È bene che l’olio che si acquista sia specificamente studiato per impiego motociclistico. È indispensabile che abbia la viscosità adatta, che sia di livello prestazionale adeguato e che, se la moto ha la frizione in bagno d’olio (e/o il cambio lubrificato dallo stesso olio del motore), sulla lattina sia riportata la dicitura MA, MA 1 o MA 2. Come ovvio, è fortemente raccomandabile l’impiego di oli di buona marca, che possibilmente siano al top (o quasi) della gamma.
Massimo Clarke
02/09/2010
Sono stati inseriti 15 COMMENTI. Commenta »
1. Il lubrificante per la mia Bmw
La BMW consiglia per la mia K1200GT (4 cil. in linea) il Castrol Power 1 -10W40- ma al riavvio del motore MOLTO caldo (ovvero dopo una lunga percorrenza o lunghi stop & go), avverto per qualche istante un rumore metallico, tipico di scarsa od insufficiente lubrificazione, che non si avverte a freddo od a caldo. E' possibile che l' olio, molto caldo, diventi troppo "acquoso" ed il circuito non raggiunga subito la corretta pressione ? dato che il sistema è carter semisecco? o dipende da imperfezioni del circuito?. Il concessionario non ha dato risposta ed ho pensato di sostituirlo con un 10W50 MA2 (ma quale'). GRAZIE per la competente risposta.
lukysette - 02/09/2010 09:48
2. Grandissimo !
Massimo.... sei fantastico !
Ho lasciato un messaggio qualche tempo addietro proprio per avere un articolo tecnico sugli oli ed eccolo.
Attendo ancora un tuo libro (che comprerei a prescindere dal prezzo) sulla tecnica della moto fatto veramente per bene e con tante pagine. Ho comprato, cosa per altro già detta, quello con il Monster in copertina, ma è troppo da "neofita".
Spero in tanti altri articoli tuoi su Moto.it !
Penso possano dare un bel valore aggiunto al sito.
Saluti !
Dueruote75 - 02/09/2010 11:10
3. a 120.000 km
A 120.000 km fatti quasi tutti in fretta il mio TDM ha cominciato a consumare 1 litro d'olio ogni 1500 km.Lo rabbocco ogni 500 col primo olio che trovo dal meccanico o ricambista che trovo sulla strada.La moto va da Dio(la uso anche in inverno)
beciu - 02/09/2010 11:19
4. eheheh
Grazie Moto.it a non aver messo nel pezzo la foto di qualche megasventola , mi sarei perso nel leggere l'articolo e non ci avrei capito nulla. ;-)
lamps
aguzzino - 02/09/2010 11:42
5.
Beciu, ora hai una moto 2 tempi. Mi sa che devi cambiare le fasce eh.
ayamoth89 - 02/09/2010 12:12
6. ah ah ah,hai ragione...
ah ah ah,hai ragione da vendere Ayamoth 89 ,ma facendomi due conti in tasca ho calcolato che quando finisco di pagare il mutuo della casa cambiamo la moto.ciao e buona strada
beciu - 02/09/2010 12:40
7.
lo rabbocco col primo olio...ma ... sintetico o minerale...ci credo che va da Dio... più che altro...al creatore... classico esempio di motori che vanno sempre e .... 120 mila KM... hai capito che moto....non solo le bmw.
lamps
altri tempi - 02/09/2010 15:24
8. Ducati
Nel forum delle Ducati ST ci sono diverse moto con più di 100.000Km che ancora non bevono olio e che non hanno mai visto aprire il loro motore. Mi pare che un ragazzo viaggi verso i 200.000Km...
... le moto di oggi hanno meno problemi di quelle di una volta.
Mi chiedevo... un olio molto denso come il 20W50, non potrebbe dare problemi al paraolio della frizione nei motori dove questa è a secco ?
La pressiona aumenta... o sbaglio ?
Dueruote75 - 02/09/2010 16:22
9. x beciu
TDM una signora moto ancora oggi...........eterna semplicemente!
Certo consuma olio ora dopo 120.000 km tirati.......ma secondo me con l'additivo giusto puoi ridurre il consumo e risolverti ancora per un pò il problema di retificare.
Pilotino10 - 02/09/2010 16:44
10. precisazione
nei motori vecchiotti il sintetico 100% non va!!! Semplicemente perchè non sono stati progettati per questo tipo di lubrificante e va a finire che se lo bevono come acqua minerale!
Dotor01 - 02/09/2010 18:41
11. articolo d'oro
Massimo Clarke i tuoi articoli sono eccezionali e utilissimi, spero anch'io come Dueruote75-02 di leggere tanti altri tuoi articoli qui su moto.it!
salagas - 03/09/2010 01:16
12. X dueruote75 come al solito...
..... poni domande che mettono in crisi.....
la pressione non l'ho proprio considerata....
vabbè che devo leggermi questo articolo con calma perchè non riesco a capire un paio di cose...
poi lunedì scrivo le mie domande....
spero di chiarirmi le idee.
però l'olio viene aggiunto, poi chiuso il tappo, quando l'olio scalda, se è + denso col calore occupa meno spazio, quindi meno pressione interna di uno meno denso... ma ripeto fammi comprendere e approfondire meglio l'articolo... di motori con frizione a secco non conosco le specifiche e non ti so dire...
lamps
altri tempi - 03/09/2010 08:35
13. Altri tempi...
... non ti preoccupare. La mia è una domanda da appassionato, non da esperto del mestiere. Potrei anche aver detto la più grossa fesseria possibile !
Dueruote75 - 03/09/2010 12:58
14. eh no no!
non credo, in genere ci prendi.
magari potrebbe risponderci Clarke in persona se gli girassero la domanda!
buon week end... di gare a tutti!
Risponde la redazione:
Massimo Clarke ha letto i commenti, abbiate pazienza, vedrete che arriveranno le risposte richieste.
altri tempi - 03/09/2010 14:13
15. 2 note per l'autore
-La specifica JASO MB. non è adatta per i motori con frizione a bagno d'olio. Magari qualcuno potrebbe pensare che sia migliore della JASO MA , quando invece non è per niente adatta alla sua moto.
- La specifica API SH è obsoleta, le uniche "valide" per API sono le SJ SL SM come scritto qui http://www.apicj-4.org/2009_ENGINE_OIL_GUIDE.pdf a pagina 2
Claudio Fiorito - 05/09/2010 00:34