Viaggi in moto: da Santiago a Ushuaia con la BMW Sertão

Viaggi in moto: da Santiago a Ushuaia con la BMW Sertão
Un simpatico racconto di viaggio da Santiago, in Cile, fino a Ushuaia, in Argentina, tra dicembre e gennaio del 2016
25 luglio 2022

Putamadrepatagonica!!!
Questa è l'apotropaica imprecazione per i 4000 chilometri di "ripio" (sterrato infido, formato da solchi di ghiaino, a volte ghiaione) inframezzati da buche e dossi che, il guidatore smaliziato, percorrerà ad almeno 80 km/h onde poter "galleggiare" confortevolmente per i restanti 250 chilometri della tappa giornaliera.

Troppo facile direte. Infatti!
Ma gli 80 diventano presto 90 o 100 e per Dario (il manico del gruppo) arrivano ai 120-130.
Domanda: perché correre come scemi verso la morte?
Risposta: per non essere secondi a nessuno (a parte Dario!)
- Sarò mica meno bravo degli altri...!
Corri allora e correndo ti carichi di adrenalina e urla sotto il casco: e vaaai!
Già.

Ma non vi ho detto tutto.
Quello che manca al racconto è il vento.
Hai presente come sarebbe correre in moto il lungomare di Trieste con la bora?
Allora, in Patagonia ci sono i bollettini meteo del vento: oggi, tra Rio Grande e Cerro Sombrero son previsti 130 km/h.
Comprendi?
Pensate ora che vi abbia nascosto qualcos'altro? Sì?
Avete ragione: manca l'acqua, quella dal cielo, che diventa prima grandine e poi nevischio, a seconda delle temperature...

Tre giorni ininterrotti di nubifragio ghiacciato. Neanche fossimo l'equipaggio di Shackleton!
Giorni perfetti per i test indumenti, guanti, stivali.
- Ti sei bagnato oggi?
- Beh...solo mani e piedi.
- Che culo, io avevo le palle a bagnomaria...ecc.

Ma allora un cristiano, ma anche un miscredente come voi si chiede: perché?
Perché questa tortura chilometrica?
Perché questa purga patagonica?
Perché un tale salasso al conto corrente?
Amici, calma!
Ci sono anche aspetti positivi.
Pochi, ma ci sono!

PRIMO: si arriva a 55° di latitudine sud (ad un solo grado da Capo Horn)
SECONDO: si ripercorrono i luoghi natii del primo europeo nato ad Ushuaia (grandioso ed imperdibile il suo fantastico "Ultimo confine del mondo" di Lucas Bridges. ed Einaudi)
Non scherzo, è il libro più avvincente dopo "Le avventure di Tom Sawyer". Chiaro?
TERZO: si incontrano personaggi bizzarri con cerate multicolori che, piegati dal vento, pedalano e pedalano e pedalano per giorni, mesi, anni...e poi nessuno sa più nulla di loro. Ogni tanto trovi una cerata gialla qua, una rossa là...
QUARTO: il gran raduno etilico di Bikers, nei pochi ed obbligati alberghetti (posadas) lungo il cammino.
Bikers duri e puri provenienti da ogni angolo di mondo.
Il meglio della pazzia su due ruote!

QUINTO: s'impara l'arte di evitare il guanaco che è, per stazza, più grande di ogni altro camelide sudamericano. Costoro, in branchi invisibili sembrano brucare ai bordi delle piste ma, non brucano: osservano.
Osservano quei puntini all'orizzonte che diventano via via grandi e rumorosi e, quando sei a tiro, spiccano un salto che potrebbe agevolmente superare te e la moto!
Tu freni e schivi ma di certo ti caghi sotto!
Sono beige come l'erbaccia e non li vedi!
Un anno di vita andato...
SESTO: quello di non rubare? "sozzi e ladri", è questo che impari a dire ad ogni doganiere, barista, parco national perito moreno, ristorante, posada, biglietto aereo che incontri!
Son ladri, avvoltoi sottosviluppati, decadenti colonie spagnole e pure sozzi. Ve ne dico solo una.
Allora, quando finalmente vai al cesso, ti indottrinano come farebbe Papa Francesco "che la carta non va buttata dentro il water ma in un apposito cestino"...
Cos'è, una barzelletta? No, non lo è.
Di fatto i sudamericani patagonici usano pulirsi il didietro e riporre la carta "usata" in un cestino. Perché??!!
Perché hanno il diametro dei tubi di scarico più piccolo di quello dei nostri tubi (quei geni si son confusi in fase di progetto) col rischio d'intasare la fogna, con rigurgiti e pandemie varie.
Per quel che mi riguarda, non ho mai usato tanta carta come in Patagonia, a rotoli...!
Poi, ovvio, che i patagonici non usano il bidet (per risparmiare l'acqua) e per lavarsi sul lavandino... sai le contorsioni evangeliche!
Ma questo era il sesto positivo?
SETTIMO: poterlo raccontare seduti in poltrona con una birra in mano e nessuna gamba rotta!
OTTAVO: onore e gloria alla mia piccola grande BMW Sertao. Tutto qui.

Foto?
Lasciamo perdere, io non ne ho fatte! Ovvio, sotto la tormenta cosa fotografi?
Ma tutti gli altri sciagurati fotografavano come spie, ma con sistemi di riproduzione micidiali" WhatsApp su PC e Mac ma solo per chi ha Android...
Io non ci capisco una mazza.
M'han promesso, bontà loro, di farmi avere una "chiavetta"...
Per aprire che? Boh!
Per tutti ero "nonno anunnako".

Alberto Bedeschi

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