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SBK. Gioco di squadra. Chi ha ragione, Rea o Baz?

- Questa sera il “Reagioniere” ha lasciato il posto a Johnny, ma la sfida tra lui e Davies è rimandata al prossimo campionato. Rea regala il secondo posto a Sykes, ma è giusto applicare il gioco di squadra?
SBK. Gioco di squadra. Chi ha ragione, Rea o Baz?

Che bella gara! Ci voleva la rottura del motore di Al Sulaiti per rimescolare le carte e permettere a Rea di recuperare dal dritto della prima manche, che lo aveva fatto scivolare al tredicesimo posto. Un dritto che non era stato il frutto di un suo errore, bensì di un problema al sensore del cambio, che i tecnici della Kawasaki hanno prontamente risolto prima della seconda manche.

Senza più dover pensare alla classifica, il “Reagioniere” ha lasciato il posto a Johnny, ed abbiamo rivisto quella guida forsennata fatta di talento, sbandate e derapate controllate alla quale Rea ci aveva abituato quando guidava la Honda.

Dieci giri, però, non sono stati sufficienti al campione del mondo per riprendere il fulmine rosso, che dal Lausitzring in poi ha letteralmente dominato questo finale di stagione con sette schiaccianti vittorie in otto gare.

Un vero peccato. Cosa sarebbe successo se Rea avesse raggiunto Davies? Quale spettacolo ci avrebbero regalato i due piloti più forti di questa Superbike 2016? E, soprattutto, chi avrebbe avuto la meglio?

Per saperlo dovremo aspettare la prossima stagione, un campionato 2017 che si preannuncia stellare, perché saranno molti i piloti che si potranno inserire nella lotta tra Johnny e Chaz. Ad iniziare ovviamente da Marco Melandri e dal figliol prodigo Eugene Laverty, per proseguire con la new entry Stefan Bradl; ma senza dimenticare un Nicky Hayden che ora conosce tutte le piste, ed anche i due nuovi piloti Yamaha, Alex Lowes e soprattutto Michael VdMark, che avranno a disposizione un moto ancora più competitiva rispetto a quella che ieri è salita sul podio con Guintoli.

Vista l’impossibilità di raggiungere Davies, Rea ha pensato bene di sotterrare definitivamente l’ascia di guerra che da sempre aveva caratterizzato i suoi burrascosi rapporti con il connazionale Sykes. Un gesto sportivo, da vero compagno di squadra, ma anche da persona intelligente quale Johnny senza dubbio è. Regalandogli la seconda posizione in campionato (per soli due punti su Davies), Rea, oltre che a Tom, ha fatto un favore alla sua squadra ed alla Kawasaki stessa, ringraziandoli per averlo portato al secondo titolo mondiale.

Non appena ho visto Rea che impennava esortando il suo compagno di squadra a superarlo, il pensiero è tornato a due anni fa. Qui a Losail, Sykes si giocava il titolo mondiale, ed avrebbe potuto essere aiutato dal suo compagno di squadra Loris Baz, che, al contrario di quanto ha fatto questa sera Rea, si rifiutò di far passare Tom portandogli via punti preziosi per la classifica, ed assegnando praticamente in anticipo il titolo mondiale a Guintoli. Probabilmente il francese, a bordo del missile RSV4 Aprilia, avrebbe conquistato ugualmente il mondiale, ma la decisione di Baz gli spianò la strada. E qui si apre l’annosa contesa sul fatto che sia o meno giusto applicare il gioco di squadra. A mio parere è giusto che un pilota che corre (e viene pagato) da un team e da una Casa rispetti gli ordini che gli vengono impartiti, ma so che non tutti la pensano così.

Resta il fatto che ovviamente Sykes ha molto apprezzato il gesto di Rea, che i rapporti tra i due ora sono molto più sereni, e che chissà………magari il prossimo anno, sarà Rea ad avere bisogno di un favore da parte del suo compagno di squadra, e sa sin da ora che ci potrà contare.

  • bekka01, Tirano (SO)

    Il gioco di squadra non è mai,sportivamente parlando una cosa da gustare per l'appassionato che segue ovviamente una gara per vedere chi va più forte e ha quasi l'effetto di caffè freddo se messa in atto per un piazzamento e non per una vittoria.
  • gdn63, Casale Monferrato (AL)

    E' un po diverso.
    Allora Tom perse il mondiale, senza l'aiutino di Baz.
    Qui si discute della seconda posizione, ossia del primo dei perdenti.
    Vedo più analogia con la vittoria del mondiale di Biaggi quando fu lasciato passare da Laverty all'ultima curva.

    In ogni caso, come già dissi all'epoca, non mi piacciono queste cose.
    Vanno contro il concetto di sport.
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