SBK. Allarme caschi. Molti i produttori ancora senza l’omologazione FIM2

SBK. Allarme caschi. Molti i produttori ancora senza l’omologazione FIM2
Quando manca solo un mese al primo round del WorldSBK sono soltanto nove le aziende che hanno ottenuto la nuova e indispensabile omologazione FIM FRHPhe-02. Il nodo delle taglie
16 gennaio 2026

Manca circa un mese al primo round WorldSBK di Phillip Island in Australia e ci sono piloti che non sanno ancora quale casco potranno utilizzare. Ad oggi solo nove aziende produttrici hanno ottenuto la nuova omologazione FRHPhe-02 (più comunemente denominata FIM2) e sono quelle elencate sul sito della FIM “FIM Racing Homologation Programme visitabile attraverso questo link.

Come potete vedere mancano all’appello numerosi marchi anche noti e molto utilizzati nelle competizioni.

Il Programma di Omologazione FIM Racing del quale parlammo a suo tempo è stato istituito al fine di garantire la massima sicurezza ai piloti nelle competizioni.

Si tratta di un’omologazione avanzata, che prevede alcuni test aggiuntivi rispetto alla ECE 22-06 dedicata invece ai caschi ad utilizzo stradale, che non possono essere utilizzati nelle competizioni.

La nuova FIM2 si ottiene quando vengono soddisfatti specifici standard di prestazioni, che richiedono una qualità elevata, stabiliti per ciascun casco. Una volta omologato uno specifico casco, il produttore si impegna (firmando un apposito contratto) a non modificarlo in nessun modo.

Al momento attuale molte delle aziende che forniscono i caschi ai piloti che disputano i maggiori campionati mondiali, non compaiono sulla lista della FIM. La speranza di queste aziende e dei loro piloti è di riuscire ad ottenere l’omologazione, ed i relativi bollini, entro la metà di febbraio, limite massimo per fornire i caschi ai piloti del primo round WorldSBK e WorldSSP. Nel caso poi che qualcuno dei caschi in attesa di omologazione non dovesse superare i test di laboratorio, saranno presumibilmente necessarie modifiche e nuove prove, che prevedono tempi molto lunghi.

La situazione è preoccupante in quanto ci sono piloti che hanno firmato contratti di sponsorizzazione con aziende che non hanno ancora omologato i propri caschi secondo l’indispensabile nuova omologazione FIM e che rischiano quindi di non poter prendere parte alle gare di Phillip Island.

Il problema al momento non è nemmeno risolvibile acquistando caschi omologati, perché ad oggi sono molto pochi i caschi in commercio con l’etichetta FIM2, tanto che alcune aziende che non superato i test, o i cui caschi non sono ancora stati testati nei laboratori FIM autorizzati, stanno chiedendo di poter acquistare dei caschi dalle aziende che hanno invece ottenuto la FIM2.

Le taglie

Esiste anche un altro problema ed è quello relativo alle taglie. La FRHPhe-02 richiede una specifica omologazione per ogni singola taglia. In altre parole ogni azienda decide quale taglia omologare ed i costi ovviamente salgono proporzionalmente al numero di taglie richieste. Ne consegue che (come potete controllare dal sito FIM) le aziende che hanno omologato poche taglie (o addirittura una sola) devono sperare che i loro piloti abbiano la testa della taglia omologata, in quanto in teoria non possono utilizzare un casco che abbia superato i test richiesti dalla nuova omologazione in una taglia diversa dalla loro.

Scrivo “in teoria” in quanto sino allo scorso anno non esistevano controlli relativi alla taglia. Quando i piloti sottoponevano il loro abbigliamento ai controlli necessari per poterlo utilizzare in gara, gli addetti si assicuravano soltanto che il casco fosse omologato, senza controllare che fosse stato omologato nella taglia segnata sul casco stesso. Senza questo specifico controllo si consentirebbe ai piloti di utilizzare un casco che in pratica non è stato omologato, visto che l’omologazione viene concessa per ogni diversa misura.

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