GP D'AUSTRALIA

SBK 2019. Bautista si impone anche in Gara-2 a Phillip Island

- Gara fotocopia di quella di ieri, con lo spagnolo della Ducati che domina dal primo all’ultimo giro. Rea è terzo davanti ad Haslam. Sesto posto per Melandri
SBK 2019. Bautista si impone anche in Gara-2 a Phillip Island

Pronti via! E Bautista saluta la compagnia e inizia a martellare su tempi che i suoi avversari non possono minimamente avvicinare. Se nella gara di ieri lo spagnolo della Ducati aveva avuto il “disturbo” di Rea nei primi giri, oggi il campione del mondo non è mai riuscito a vedere nemmeno il codone della Panigale V4, ma oltretutto ha dovuto faticare per avere la meglio sul suo compagno di squadra Leon Haslam, che dopo la scivolata di ieri oggi porta a casa un meritato terzo posto sul podio.

Superiorità imbarazzante quella di Álvaro, che festeggia il suo “triplete” e avrebbe terminato la gara con un vantaggio superiore ai 18 secondi (un record) se prima del traguardo non avesse tolto la mano dalla manopola del gas per salutare il suo team, che lo festeggiava sul muretto dei box.

Rea, che ieri aveva affermato di essersi forse preoccupato troppo dell’usura delle gomme, oggi non ha nemmeno questo piccolo alibi. Non gli resta che far buon viso a cattivo gioco, consolandosi con il fatto che dopo questo round stradominato da Bautista il suo svantaggio in classifica è di soli 13 punti.

Ducati stravince quindi il duello con la Kawasaki, ma solo grazie a Bautista, in quanto le altre Ducati sono lontane. Davies invia deboli segnali di ripresa è chiude settimo, mentre Rinaldi è stato fermato da problemi tecnici che lo hanno costretto ad una fermata al box: rientrato, ha concluso in ultima posizione. Positivo il nono posto di Laverty con la moto del team GoEleven.

Van der Mark è quarto, e primo dei piloti Yamaha. L’olandese precede Lowes e Melandri, che non riesce a ripetere l’ottima gara di ieri. La quarta R1, quella di Cortese, chiude all’ottavo posto. Davanti ai massimi vertici di Honda Motor Sports (Masashi Yamamoto) e di HRC (Yoshishige Nomura) Leon Camier raddrizza il weekend della Honda con il decimo posto, davanti a Mercado (Kawasaki)  e Reiterberger (BMW). Gara da dimenticare per Tom Sykes, solo tredicesimo dopo un contatto con Melandri nei primi giri che lo ha relegato nelle ultime posizioni. Razgatlıoğlu si è ritirato per problemi tecnici nel corso del diciottesimo giro, mentre Delbianco ha dovuto partire dalla pit line perchè la sua gomma posteriore aveva una pressione più bassa delle 1,6 atmosfere consentite, ed è poi scivolato dopo poche curve.

 

Guarda la classifica di Gara2

  • piega996, roma (RM)

    Come predico da sempre un ottimo pilota nato creciuto e vissuto in Motogp , sbarcato in SBK diventa un Top driver.
    La moto è un missile e forse un po' tutti hanno ragione a lamentarsi ma Bautista è anche una spanna sopra.
  • PAOLOPAOLO5861, Brescia (BS)

    Visto che si parla di Honda e che a quanto pare il web brulica ancora di "hondisti" probabilmente affezionati a quei fantastici prodotti degli anni 70-80-90 o dal successo sportivo nella motogp, se posso, do anche io il mio contributo.
    Forse in molti non si sono accorti che almeno 10-20 anni la politica Honda é radicalmente cambiata, se prendiamo i modelli di 15-20 anni fa vediamo che in ogni settore, anche i più competitivi aveva moto di punta che, non perché avevano l'ala dorata sul serbatoio, ma per i contenuti tecnici e la qualità costruttiva piegavano gran parte degli avversari. Prendiamo qualche settore a caso Supesoprt600 allora in voga, le CBR600R e CBR600F, turismo sportivo, le magnifiche VFR750, sportive... quei capolavori di tecnica siglati RC ecc. ecc.
    Oggi evita volutamente la concorrenza, prendete un qualunque settore dove c'é concorrenza e vedete se c'é una Honda... Sportive... zero... Custom... men che meno... maxi enduro (le 1200) niente, solo con la AT é entrata nel segmento enduro ma collocandosi in posizione che non va in concorrenza con le GS1200 e con le "piccole 800". La strategia é semplice, invece di fare come un tempo modelli concorrenti che primeggiano per caratteristiche innovazione ecc. ma che implicherebbero investimeni notevoli e margini inferiori, preferisce, forte del nome e del fatto che ancora in molti basta ci sia il nome Honda per considerala una moto eccezionale, diversificare, "inventare" settori nuovi o non battuti a volte con mezzi a dir poco sconcertanti, altre ingiustificatamente costosi o al contrario con realizzazioni veramente "chep". Questo ha portato sicuramente a perdere mercato rispetto agli anni in cui in ogni settore moto primeggiava, ma probabilmente il risparmio negli investimenti e i margini maggiori, permettono profitti ancora più alti.
    Per questo non deve stupire che primeggi in MotoGP ma naufraghi in SBK, in motogp non ha bisogno di mettere in commercio una moto notevolissima (come la Panigale ma anche la magjnifica Yamaha R1) dagli elevati costi di progettazione e sviluppo (poi i ricambi, la formazione delle officine ecc.) continua a "rigirare in padella" quel che ha (e in alcuni casi lo fa benissimo) ma difficile riuscire a fare mezzi davvero competitivi.

    Ciao
    Paolo


    Che moto ho io? Naturalmente una Honda (di 20 anni fa). Comunque Grande Ducati!!!
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