GP del Portogallo

SBK 2017. Le pagelle del GP del Portogallo

- Lode per Rea, mostro; 8,5 per Van der Mark; 6,5 per Davies e 7,5 per Melandri
SBK 2017. Le pagelle del GP del Portogallo

Quello di Portimão è stato un round importante, nel quale non sono certamente mancati i colpi di scena che non hanno riguardato solo la classe regina delle derivate, ma anche le altre categorie: ad iniziare dal mondiale Supersport 300, la cui gara è stata vinta da Ana Carrasco. Una vittoria che verrà ricordata a lungo, non perché la giovane spagnola si stata la prima donna a vincere una gara mondiale su pista (il primato appartiene alla finlandese Kirsi Kainulainen che, come passeggera, ha vinto una gara di mondiale sidecar al Pannonia Ring in Ungheria nel giugno di quest’anno) ma per l’enorme sostegno che tutto il paddock le ha riservato. Tutti, pubblico ed addetti ai lavori, hanno esultato quando Ana ha tagliato vittoriosa il traguardo e, come ha affermato Jonathan Rea, non si era mai visto nei box e nel paddock un tifo così appassionato per un/una pilota.


E’ stata importante, ai fini del campionato, anche la vittoria del talentuoso Toprak Razgatlıoğlu nell’Europeo Stock 1000. Il giovane turco si è portato a otto lunghezze in classifica dal leader Michael Ruben Rinaldi, solo nono nella gara portoghese. Saranno quindi le ultime due gare di Magny Cours e Jerez a decidere chi sarà il campione di quella che è da sempre una delle classi più avvincenti e combattute delle derivate di serie.


Anche in Supersport tra i candidati alla vittoria finale c’è un pilota turco, ed è ovviamente il plurititolato Kenan Sofuolgu, che vincendo la gara di domenica si è portato in testa alla classifica superando il francese Mahias. Un risultato che ha dell’incredibile, se si considera che dopo le prime tre gare Kenan era ancora a zero punti, ed era anche alle prese con un infortunio.


Assieme alla doppietta di Rea, queste tre vittorie hanno un comune denominatore nelle moto che ne sono state protagoniste: tutte Kawasaki: la Casa di Akashi ha infatti trionfato a Portimão, imponendosi in tutte le gare. Un weekend che il costruttore giapponese ricorderà per molto tempo.


Tornando alla Superbike, oltre allo strapotere di Rea (tanto netto che di lui si sono accorti anche in MotoGP…..) le due gare del decimo round sono state caratterizzate dal ritorno nelle prime posizioni dell’Aprilia e dal podio della Yamaha. Segno che finalmente Kawasaki e Ducati non sono più sole al vertice, ma che due delle Case che hanno fatto la storia della Superbike stanno finalmente ritornando ad essere competitive, anche se per il momento nessuno può avvicinare il cannibale Rea e la sua Ninja: come se non bastasse il suo strapotere, in Portogallo le cadute dei suoi più diretti avversari, prima Sykes e poi Davies, gli hanno infatti spalancato le porte verso il terzo titolo mondiale consecutivo, che Johnny potrebbe conquistare già tra due settimane a Magny Cours.
 


LE PAGELLE

Jonathan Rea – voto 10 e lode – E’ stato il suo weekend perfetto. Superpole e doppietta. Lo scorso anno quando mancavano pochi round alla fine del campionato gli era venuto il “braccino”, complice anche un indiavolato Davies. Muest’anno l'irlandese non sta facendo calcoli, e la sua superiorità è imbarazzante per i suoi avversari. Nel primo giro di Gara1 ha dato due secondi a tutti, mentre in quello di Gara 2 è passato dal nono al primo posto. Sulla sua pista preferita (è quella del suo debutto in SBK) Johnny fa davvero quello che vuole. Mostro.


Michael van der Mark voto 8,5 – Giovane e talentuoso, ma anche determinato e costante. L’olandesino è alla sua prima stagione con la Yamaha, ma queste due gare portoghesi lo hanno consacrato come prima guida del team SBK di Iwata. Se sia lui che la R1 continueranno a crescere, il prossimo anno potrebbero inserirsi stabilmente nella lotta per il podio. Nel frattempo, la Yamaha lo premia con una comparsata in MotoGP.


Chaz Davies – voto 6,5 – Non è in forma smagliante e non riesce a ripetere il favoloso finale di stagione dello scorso anno. Cade in Superpole e in Gara 2, e meno male che sabato riesce a portare a casa un secondo posto che, almeno in parte, salva il suo weekend. Quest’anno Chaz voleva il titolo mondiale, quindi la lotta per il secondo posto non lo esalta di certo. Rassegnato allo strapotere verde?

 

Marco Melandri – voto 7,5 – In prova non riesce ad adattare la Panigale alle sue esigenze, e in gara ne paga le conseguenze. Sabato patisce il cambio gomma imposto dalla Pirelli (che ritira la copertura che Marco aveva utilizzato in prova), mentre domenica accusa un problema al freno posteriore (manuale), e soprattutto una moto troppo caricata sul posteriore, che in rettilineo sventola come una bandiera e lo costringe a chiudere il gas. Un vero peccato che nonostante l’impegno non riesca ad esprimere tutto il suo talento.


Eugene Laverty – voto 7 – Se qualcuno se l’era dimenticato, a Portimão Eugene ha ricordato a tutti di essere un gran pilota. La sua Aprilia è migliorata, ma è ancora difficile da guidare e consuma in fretta le gomme. Lui sopperisce con una guida grintosa e precisa, che gli consente di chiudere al settimo ed al quarto posto. Se la RSV4 tornasse all’antica competitività, Laverty lotterebbe il per il titolo.


Leon Camier – voto 8 – Il centauro era una creatura mitologica metà uomo e metà cavallo. Camier si è ormai tramutato in un centauro metà uomo e metà F4, tanto è il feeling che l’inglese ha con la sua moto. Il team MV gliel’ha cucita addosso come un abito di pregiata sartoria, e lui la porta ad ottenere risultati incredibili. Purtroppo però la F4 rompe sempre più spesso, segno che è ormai arrivata al limite. O forse l’ha superato.


Lorenzo Savadori - voto 6,5 - La sua guida generosa lo porta a mettere in evidenza i difetti della sua moto prima del suo compagno di squadra. Memore anche degli errori passati,  Lorenzo giustamente non rischia più del dovuto e alla fine si mette in tasca due buoni piazzamenti, non troppo lontano da Laverty. Un chiaro segnale di crescita e maturazione da parte di uno dei più brillanti talenti del nostro motociclismo.


Jordi Torres – voto 6,5 – Il tortuoso tracciato portoghese non si adatta certo alla BMW, ma ormai Jordi è abituato a domare la sua moto, e soprattutto si sta specializzando in strepitose rimonte. Sesto e quinto con la S1000RR non sono risultati da buttare via. Se inventassero la macchina del tempo lo porterei ai tempi dell’impegno ufficiale della Casa bavarese in SBK. Che spettacolo sarebbe…….


Takumi Takahashi – voto 6 di incoraggiamento - Il tester giapponese si trova catapultato in un campionato che non conosce, su di una moto che non ha mai guidato, con gomme che non ha mai utilizzato, su una pista per lui completamente nuova e tra le più difficili da interpretare. Un vero incubo. Ma il soldatino made in Japan porta a termine entrambe le gare, e conquista anche sette punti. Ora farà il pendolare tra la Superbike ed il Giappone per informare mamma Honda sui problemi della nuova CBR. Arigato,Takumi san.


Alex Lowes – voto 5 – Il suo quarto posto in Superpole illude, ma poi non si smentisce e cade in entrambe le gare. E lo hanno confermato anche per il 2018…….


Ana Carrasco – voto 10 – Il motociclismo regala momenti commoventi, come la vittoria di questa giovane pilota spagnola che vince una gara mondiale. Le sue lacrime sul podio stringono il cuore. Quanto deve essere stato difficile farsi largo in un mondo popolato da soli uomini? Quanto deve aver lottato questa ragazza per dimostrare di essere brava come e più dei suoi avversari? Ma come tutte le donne, Ana è un fiore d’acciaio e ce l’ha fatta.

  • Personal Jesus, Scorze' (VE)

    Alex Lowes è stato riconfermato così come Van der Mark, che farà anche la comparsata in MotoGP, non tanto per quello che stanno facendo in SBK, ma per aver vinto la 8 ore di Suzuka, che per i costruttori giapponesi è la madre di tutte le gare.
  • bocciu, Genova (GE)

    2 note: a metà gara sbk 300, il pilota che era secondo ha fatto il segno del "stai buona lì dietro" alla Carrasco: stavo solo contando i commenti che avrebbe suscitato lo stesso gesto fatto da altri, punto. E poi, continuano a stupirmi coloro che insistono a riporre(e parliamo di mondiale) la fiducia in un Melendri che si è ormai ammalato di Biaggite (questo non va, quello non ci siamo, più di così non si poteva fare, è colpa dell'assetto, della moto, delle gomme, del cambio, il vento, la pioggia, le buche).
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