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Rondine Motor punta alla Moto2

- Rondine Motor propone per il campionato Moto2 un innovativo telaio costruito con parti ricavate dal pieno e incollate invece che saldate. Il tutto si traduce in leggerezza, robustezza e modulabilità
Rondine Motor punta alla Moto2

Rondine Motor ha concluso l’iter di progettazione della nuova RM Moto 2. L’azienda produttrice di telai per questo progetto attinge dal proprio know-how e impiega nel mondiale Moto2 la tecnologia già sperimentata nella RRV1. Rondine Motor ha brevettato un sistema di costruzione di telai ricavati dal pieno con l’ausilio di colle strutturali. «Questo sistema di costruzione – spiega Marco Nuccitelli di Rondine Motor- offre numerosi vantaggi. Innanzitutto una precisione impensabile nei telai tradizionali. Noi progettiamo tutto in CAD (programma di progettazione computerizzata in 3D, ndr) poi inviamo le specifiche a macchine di precisione e poi i vari pezzi non vengono incollati. Questo sistema permette di essere dieci volte più precisi della saldatura. Altri vantaggi – continua Nuccitelli – sono sicuramente quello della leggerezza, un telaio pesa meno di 5 kg, e della robustezza strutturale. Ma oltre ad essere leggeri e resistenti i nostri telai è anche la modulabilità. Infatti la rigidità del telaio può essere controllata con semplici modifiche e anche la geometria e la distribuzione dei pesi sono facilmente regolabili. Il progetto poi prevede anche la possibilità di montare differenti tipi di motore o comunque motori con diversi agganci».


Rondine Motor ha terminato la progettazione del disegno del nuovo telaio, ha elaborato una struttura modulare adattata all’attuale motorizzazione Honda ed estendibile anche ad altre motorizzazioni che in futuro potranno essere montate. «L’idea nasce da un’evoluzione del concetto della RRV1 e attualizzata con le ultime tecnologie per renderla competitiva e nella Moto2. La RRV1 –spiega Nuccitelli-, montava un motore Ducati e aveva tutte le caratteristiche per disputare il mondiale SBK. Il progetto moto due oltre questo Background di esperienza e tecnologia nasce dalla nostra passione. Da una malattia di famiglia per la moto».


Obiettivo del progetto è stato quello di individuare un layout che consentisse, nel rispetto del regolamento, l’accentramento delle masse, una rigidità progettata della struttura con quote di riferimento ciclistiche già sperimentate nelle precedenti realizzazioni sempre rispettando specifiche di peso contenute, grande accessibilità meccanica per la messa a punto e orientando l’attenzione sul lavoro delle sospensioni.


L’intento di Rondine Motor è quello di realizzare una piccola serie di moto ad uso esclusivamente racing anche se sono state già sviluppate specifiche di progetto relative ad una sportiva stradale, per questo motivo, presto verrà reso noto un piano di sviluppo che prevede l’apertura ad investitori interessati sia al settore racing che alla produzione di serie nel comparto della eco sostenibilità , settore in cui Rondine Motor crede molto e sta investendo con nuovi prodotti. «Ci aspettiamo grandi cose da questo telaio –conclude Nuccitelli-. Innanzitutto speriamo che molti dei team già presenti in Moto2 adottino il nostro telaio, poi non nascondiamo che avremmo voglia di avere un team nostro, ma siamo consapevoli che non possiamo farlo da soli, senza qualcun altro che ha già esperienza in questo campo». 

  • Lorenzo.Peroni, Vercelli (VC)

    Moto incollata

    Mi permetto di segnalare che un telaio completamente incollato (senza parti avvitate) con pezzi lavorati dal pieno e leveraggio identico a questo (full floater) esiste da più di due anni. Si tratta dellla moto del Politecnico di Torino per la competizione motostudent (www.motostudent.it). Nel 2010 è stata esposta all'EICMA nello stand Dell'ORTO. Quindi la moto di questo articolo è bella e innovativa, ma di sicuro non è una cosa a cui non aveva mai pensato nessuno.
  • Pav82, Carpi (MO)

    mah...mi sembra un esperimento come quello di bimota. queste moto venderanno solo per i collezzionisti. dura trovare chi creda in un progetto così innovativo ma allo stesso tempo non sicuro di risultati in pista.
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