Piloti troppo aggressivi: è colpa delle minimoto?

Giovanni Zamagni
Quest’anno, purtroppo, si è parlato tanto di sicurezza, dopo che tre giovanissimi piloti hanno perso la vita in pista. Per molti addetti ai lavori non si insegna più ai bambini il rispetto per l’avversario: siamo stati a vedere l’ultima gara del CIV per capire se è veramente così
16 dicembre 2021

E’ stato un anno difficile per il motociclismo: tre giovanissimi piloti sono morti in pista in quattro mesi, tra giugno e settembre. Inevitabilmente, si è parlato molto di sicurezza, si è cercato di capire i motivi di questi incidenti, al netto della pericolosità intrinseca del motociclismo. Non può essere stato solo “casualità”, come purtroppo ha sottolineato anche qualcuno che occupa ruoli fondamentali per la sicurezza e che dovrebbe evitare di parlare di sfortuna. Al contrario, molti addetti ai lavori - team manager, piloti ed ex piloti - hanno puntato il dito contro le minimoto, dicendo, in sintesi: “Non c’è più rispetto reciproco, fin da bambini si impara a essere troppo aggressivi”. 

E’ così? Per capire meglio, Moto.it ha deciso di andare a Cremona, dove domenica 17 ottobre si è disputata l’ultima prova del CIV minimoto, il Campionato Italiano Velocità, quindi quello che molti bambini - e ancora di più i genitori - sperano possa essere il primo passo verso una carriera il più lunga possibile. 

Sono arrivato a questo appuntamento non sapendo bene cosa aspettarmi, curioso di vedere da vicino questo mondo. Il circuito di Cremona - quello dei kart dove si è disputata la gara - è molto veloce, con lunghi rettilinei, direi poco adatto alle minimoto. Ma le gare alle quali ho assistito sono state belle, intense e, soprattutto, molto corrette. Non so se sia stato un caso, se è sempre così, ma in pista ho visto bambini-piloti mai fuori dal regolamento. Bello. Bravi. Per quanto riguarda i genitori, ne ho visti alcuni esaltati, ma la maggior parte mi sono sembrati sorprendentemente tranquilli.

 

Paolo Simoncelli: “Bisogna correre più a lungo nelle minimoto”

Ci sono stati degli aspetti che non mi hanno convinto per niente per quanto riguarda i costi - credo che su questo aspetto si dovrebbero introdurre dei “divieti” per limitare le spese -, ma questo è un altro discorso, che affronterò in altri articoli dedicati alle minimoto. Questo prende in considerazione l’aspetto sportivo: per quel poco che ho visto, il CIV Minimoto mi sembra rispettare i requisiti fondamentali di sportività. Ho condiviso la mia opinione con Paolo Simoncelli, uno di quelli che spesso ripete che le minimoto sono fondamentali per insegnare certi valori e per arrivare in alto. Simoncelli ha concordato con me su quanto avviene in pista, ma ha sottolineato un aspetto importante: “Il mio Marco, Dovi (Andrea Dovizioso, NDA), Mattia (Pasini, NDA) sono andati avanti fino a 14 anni a correre con le minimoto. E’ questo che manca: adesso c’è troppa fretta di passare di categoria, alle moto con le marce: critico questo aspetto, non quanto avviene nelle gare”. 

Punto di vista interessante: anche questo lo approfondiremo in una puntata speciale con lo stesso Simoncelli, con Pasini e Dovizioso. In questo servizio, Cristian Farinelli, responsabile della FMI, della Federazione Motociclistica Italiana, per il settore minimoto, ci racconta come è andato il campionato, spiegando cosa viene fatto dalla Federazione in questo settore, anche per la sicurezza.

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