Campionato Europeo Trial 2017. C’è molta Italia in Olanda

Andrea Buschi
È ripartito in Olanda il Campionato Europeo FIM 2017, più precisamente nell’impianto Trial di Zelhem, situato ai confini con la Germania
26 aprile 2017

Punti chiave

Questa area espressamente realizzata per il Trial è una delle pochissime presenti sul territorio olandese, e fu costruita una quindicina di anni fa dal locale Zelhemse Auto en Motorclub (ZAMC) in una piccola cava dismessa accanto ad un canale: naturalmente, dato il terreno pressoché pianeggiante e sabbioso tipicamente olandese, il percorso è stato necessariamente allestito con grossi massi, manufatti di cemento e materiali edili di risulta, di un buon livello tecnico, sicuramente adeguato alla disciplina agonistica.


Questo Club ed il suo curatissimo campo per la pratica agonistica del Trial, alla sua seconda esperienza internazionale, già nel 2012 avevano ospitato la gara finale del Campionato Europeo e, tra l’altro, in quell’anno furono territorio di conquista italiano: infatti, con la Maglia Azzurra Trial conquistammo i due titoli più importanti, con Matteo Grattarola vincitore anche in gara, e Francesco Cabrini nella 125, mentre Petrangeli vinse la gara e finì terzo. Andò molto bene anche a Gabriele Giarba, che concluse il Campionato Youth terzo dietro ad un certo Jaime Busto e a Franzi Kadlec, e davanti a Jack Price, Arnau Farrè e Iwan Roberts!


Quindi una gara molto ben organizzata, con standard molto semplici ed essenziali - come d’altronde la disciplina richiede - ed un percorso, seppur un po' ripetitivo ed indooristico, sicuramente adeguato tecnicamente e mai banale.


Per i non addetti ai lavori, il Campionato Europeo Trial 2017 si articola su quattro prove - in Olanda, Belgio, Lituania ed Italia - nelle quali si corre il sabato e la domenica: più precisamente, il campionato denominato Youth Cup e quello femminile corrono il sabato nelle prove di Olanda e Italia, mentre la domenica si corre anche la gara espressamente dedicata in Lituania; le altre tre categorie principali, e cioè European, Junior ed Over 40, gareggiano la domenica ed in occasione della prova belga anche il sabato, per un totale di quattro manche valide ai fini del campionato.


Con questi presupposti si sono aperte le danze il sabato, con la giornata di gara dedicata espressamente alla categoria Femminile ed ai giovani della Youth Cup ed International Class (senza classifica di campionato). Una gara che si è dimostrata particolarmente dura per tutte le ragazze, tranne per le prime due classificate: l’inglese Campionessa del Mondo Emma Bristow, che chiudeva le due tornate da 14 zone poggiando una sola volta un piede a terra, e la Campionessa Europea uscente Theresa Bauml, con un totale di 12 penalità. La norvegese terza classificata, Hakonsen, terminava il suo sforzo totalizzando ben 33 penalità, e a seguire i punteggi raddoppiavano. Da segnalare l’ottima prestazione di Alex Brancati, la giovanissima portacolori del Top Trial Team, che termina sesta ma molto vicina alla quarta posizione: un buon inizio sicuramente per l’ennesima bella scoperta dell’infaticabile famiglia Bosi, vera e propria fucina di campioni. Positivo anche l’esordio dell’altra italiana in gara, Martina Gallieni, diciassettesima ed in costante crescita.


Nell’altra categoria del sabato, la Youth Cup dedicata ai ragazzi di età compresa tra i dodici e sedici anni con moto da 125 cc, la gara s’è rivelata altrettanto dura ma sicuramente più combattuta, con vincitore finale il giovane inglese Oliver Smith, figlio dell’ideatore delle mini-moto elettriche OSET, che con 43 penalità totali nei due giri per 12 zone distanzia lo svedese Almthen ed il tedesco Ruedi, che cede agli zeri impattando a 56 penalità. Da segnalare in questa categoria la totale assenza di piloti italiani e spagnoli, con questi ultimi giustificati dal fatto di ritenere inutile l’utilizzo della moto 125 in favore dei motori 300 cc, mentre per quanto ci riguarda il problema nasce dalla crisi di un settore giovanile in lento e continuo calo di numeri.


Ma veniamo al main event della domenica. Caratterizzato da una giornata particolarmente fredda e nuvolosa, ha visto l’affermazione nella categoria principale del giovane promettente inglese Toby Martin su Vertigo, che, dopo una bella lotta con il connazionale Dan Peace e lo spagnolo Arnau Farré, su Gas Gas, prevale per la differenza di zeri sul secondo ed un punto sul terzo; più staccati gli altri, tra i quali spicca il nostro Andrea Riva, sesto, pilota Sherco e membro del nuovo Team Italia. Per trovare altri italiani in gara dobbiamo scendere all’ottavo posto, dove troviamo l’altro pilota ufficiale Sherco Italia, Pietro Petrangeli, ed al sedicesimo, dove il giovane Lorenzo Gandola, ufficiale Scorpa e Team Italia, si confronta per la prima volta in questa impegnativa categoria.


Affermazione tutta italiana nella categoria Junior, con gli esperti Manuel Copetti su Vertigo, Luca Corvi su Scorpa e Sergio Piardi su Beta, che nell’ordine si aggiudicano il podio: una gran bella soddisfazione per l’Italia trialistica, e la consapevolezza che il lavoro svolto in questi anni dal Settore Tecnico Trial abbia portato a questo importante risultato. Da non sottovalutare nemmeno il 14° posto di un altro italiano in gara, Marco Gautiero, il più giovane e meno esperto della pattuglia Team Italia.


Concludiamo la carrellata dei risultati di giornata con la sempre combattuta categoria Over 40, nella quale ritroviamo in cima alla classifica il campione 2016 Markus Kipp, seguito dall’idolo di casa John Van Veelen e dal finlandese Kymalainen; solo settimo il nostro Valter Feltrinelli, non particolarmente a suo agio sull’indooristico percorso olandese, mentre gli altri due italiani in gara, Angelo Piu e Carlo Fabbri, terminano rispettivamente al decimo e tredicesimo posto.


Appuntamento per tutti con la seconda prova in programma la prossima settimana in Belgio nel mitico Domain Enduro & Trial di Bilstein.

Key Facts

Sempre molto apprezzato questo campionato che nelle diverse categorie raccoglie quasi 150 piloti, e se consideriamo che molti piloti latini hanno preferito rinunciare per la distanza, il risultato è più che buono.


Molto alta la partecipazione di piloti tedeschi, segnale che questa nazione, sulla scia dei successi del campione Kadlec, sta portandosi rapidamente tra le più blasonate: che sia anche merito dell’economia più solida…?


Come al solito di qualità la partecipazione inglese, che riesce ogni anno a portare alla ribalta un nuovo giovane campione. L’onda lunga dei successi del campionissimo Lampkin e lo splendido lavoro di promozione tra i giovani delle moto elettriche come veicolo di avvicinamento al Trial, sta velocemente maturando i sui frutti.


Il percorso, prettamente artificiale ed indooristico, ha regalato un bello spettacolo al numeroso pubblico presente, ma al solito ha lasciato molti dubbi interpretativi sulla regola del No-Stop: molto blanda la sua applicazione e giustamente a favore dei piloti, che potevano così esercitare le proprie doti senza troppi assilli.


Completamente assenti i piloti italiani nella Youth Cup, fino allo scorso anno territorio di conquista dei nostri giovani più promettenti. Purtroppo il nostro vivaio si sta velocemente esaurendo.


Presentatosi come favorito, Arnau Farré, l’unico spagnolo al via di questa prova, ha deluso in parte le aspettative che lo vedevano scontato vincitore ancor più su un percorso adatto alla sua guida: ma chi conosce Arnau sa che il suo grande talento è spesso contaminato da una eccessiva pressione emotiva, che a volte lo limita in modo inconcepibile.

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