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A differenza delle solite special ispirate a Moto Guzzi, quasi sempre rivolte al passato con estetiche café racer o scrambler, il progetto firmato dallo spagnolo Classic Co. guarda al deserto. L'officina di Madrid, attiva da trent'anni e riconosciuta come centro assistenza ufficiale del marchio di Mandello, ha ottenuto il via libera del Gruppo Piaggio per costruire una V85 TT capace di andare dove la versione di serie non si è mai spinta.
La base di partenza è la crossover che dal 2019 rappresenta uno dei modelli di maggior successo della Casa dell'Aquila. Il propulsore è il classico bicilindrico a V di 90°, cilindrata 853 cm³, con distribuzione a due valvole per cilindro comandate da un unico albero a camme centrale tramite aste e bilancieri. L'alimentazione è a iniezione elettronica con corpo farfallato singolo da 52 mm gestito elettronicamente (ride by wire), per una potenza dichiarata di 80 CV a 7.750 giri. Nella configurazione di serie la V85 TT pesa attorno ai 229 kg in ordine di marcia, monta sospensioni e pneumatici a vocazione stradale e ha un'altezza sella di 830mm: caratteristiche che ne fanno un'ottima compagna da strade bianche, ma non un mezzo pensato per il fuoristrada impegnativo.
L'intervento dei tecnici spagnoli porta a tre modifiche sostanziali: peso ridotto di 20 kg, altezza sella portata a 105 mm in più rispetto agli 83 cm di listino, ormai da vera moto rally, e passo leggermente allungato.
L'ispirazione arriva da una pagina poco nota della storia del marchio. Nel 1985 l'architetto bergamasco Claudio Torri partecipò alla Parigi-Dakar con una V65 TT preparata internamente, arrivando fino ad Agadez prima che un problema elettrico lo costringesse al ritiro. Quel risultato spinse Mandello a impegnarsi più seriamente l'anno dopo, schierando tre esemplari basati sul motore quattro valvole della V75, poco più di 60 CV, con serbatoio maggiorato e sospensioni allungate, guidati dallo stesso Torri insieme ai francesi Drobecq e Rigoni. L'avventura si chiuse subito: il forcellone in acciaio non resse gli stress del percorso e Moto Guzzi abbandonò la Dakar dopo appena due partecipazioni.
Con l'attuale bicilindrica da 853cc e la trasmissione a cardano, un ritorno ufficiale alla Dakar resta fuori discussione. Resta però la dimostrazione, tutta artigianale, che con lavoro mirato su peso ed ergonomia la V85 TT può ancora indossare i panni della moto da rally che Mandello non ha mai messo in produzione. Nel complesso un ottimo lavoro che merita attenzione e che solletica l'idea di poter affrontare una sfida importante con stile.