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Il terzo trimestre dell'esercizio 2025 (ottobre-dicembre) di Suzuki si chiude con un quadro composito che riflette le sfide attuali del settore automotive e motociclistico globale. La Casa di Hamamatsu ha registrato ricavi per 4.516,6 miliardi di yen (24,4 miliardi di euro), in crescita di 232,9 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, ma l'utile operativo ha subito una contrazione di 50,6 miliardi di yen, fermandosi a 429,1 miliardi (2,3 miliardi di euro).
È la prima flessione dell'utile operativo dopo cinque trimestri consecutivi di crescita, un dato che fotografa l'impatto di due fattori strutturali: l'apprezzamento dello yen nella prima parte dell'anno e l'aumento dei prezzi delle materie prime. Due variabili che hanno eroso i margini nonostante i volumi di vendita in espansione, confermando quanto il settore sia esposto alle dinamiche macroeconomiche e alle tensioni sulle forniture globali.
La situazione dei semiconduttori rimane critica, con vincoli nell'offerta che persistono da ottobre 2025. Tuttavia, Suzuki ha dichiarato di essere riuscita a minimizzare l'impatto sulla produzione grazie alla collaborazione con i partner commerciali e al passaggio verso componenti alternativi, evitando così blocchi significativi nelle linee produttive.
Nel panorama complessivo dei risultati, il settore motociclistico si conferma un pilastro strategico per Suzuki, con numeri che certificano una crescita robusta. Le vendite di moto sono aumentate di 146.000 unità su scala globale nel terzo trimestre, un incremento significativo trainato principalmente da aree geografiche ben precise: India, America Latina e altre regioni emergenti.
Il mercato indiano, in particolare, ha beneficiato della revisione della GST (Goods and Services Tax), la tassa sui beni e servizi che ha reso più accessibili i veicoli a due ruote in particolare quelli di piccola cilindrata. Suzuki ha saputo rispondere con flessibilità organizzativa in produzione, logistica e vendite, riuscendo a intercettare e soddisfare la domanda in espansione. L'America Latina continua a rappresentare un mercato strategico per le due ruote Suzuki, con una crescita che riflette sia l'espansione della classe media sia la necessità di soluzioni di mobilità economiche ed efficienti. Il dato delle 146.000 unità aggiuntive assume ancora più valore se confrontato con l'incremento di 54.000 unità registrato nel settore automobili, evidenziando come le moto siano al momento un motore di crescita volumetrica per il marchio.
Nonostante le pressioni sui margini del terzo trimestre, Suzuki ha deciso di rivedere al rialzo le previsioni per l'esercizio 2026. I ricavi attesi salgono a 6.200 miliardi di yen (33,5 miliardi di euro), con un incremento di 100 miliardi rispetto alle stime precedenti, mentre l'utile operativo è previsto in crescita di 70 miliardi, fino a 570 miliardi di yen (3,1 miliardi di euro).
La revisione si basa sui risultati del terzo trimestre, sul contesto economico attuale e soprattutto sugli sforzi per controllare i costi fissi e sull'aggiornamento delle previsioni sui tassi di cambio. Un approccio pragmatico che riflette la volontà di mantenere competitività senza rinunciare agli investimenti strategici.
Non solo numeri, ma anche attenzione agli azionisti: il dividendo annuale è stato aumentato a 46 yen per azione (0,25 euro), con una crescita del 12,2% rispetto ai 41 yen dell'anno precedente. Un segnale di fiducia nelle prospettive future e nella solidità finanziaria del gruppo.
Nel comunicato ufficiale, Suzuki ha ribadito l'intenzione di "dare priorità agli investimenti per la crescita volti a realizzare il piano di gestione a medio termine e a lavorare per rafforzare la base di utili". Una dichiarazione che lascia intendere come il focus resterà sull'espansione nei mercati emergenti e sul consolidamento della leadership nel segmento delle moto, senza trascurare l'innovazione tecnologica necessaria per affrontare le sfide dell'elettrificazione e delle normative ambientali sempre più stringenti.
I risultati del terzo trimestre confermano Suzuki come un player globale capace di crescere nei volumi ma ancora vulnerabile alle oscillazioni valutarie e ai costi delle materie prime. Il vero banco di prova sarà mantenere la rotta nei prossimi mesi, bilanciando investimenti, margini e la capacità di rispondere con tempestività a mercati sempre più dinamici e imprevedibili.