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Il futuro delle moto e dei veicoli elettrici passa inevitabilmente per le batterie allo stato solido, considerate il vero punto di svolta per garantire maggiore autonomia, tempi di ricarica ridotti e, soprattutto, sicurezza. In questo scenario in forte fermento, Suzuki Motor Corporation ha appena piazzato un colpo strategico di rilievo. La casa di Hamamatsu ha annunciato ufficialmente di aver siglato un accordo per l'acquisizione dell'intera divisione dedicata alle batterie agli ioni di litio allo stato solido di Kanadevia Corporation, un'operazione che diventerà effettiva a partire da luglio 2026.
Per comprendere la portata di questa acquisizione bisogna guardare al grande know-how che Suzuki si sta portando a casa. Kanadevia lavora allo sviluppo di questa specifica tecnologia fin dal 2006, affinando nel tempo un processo di produzione a secco proprietario dalle enormi potenzialità. Il grande vantaggio delle celle allo stato solido sviluppate dall'azienda di Osaka risiede nella totale assenza di liquidi interni, caratteristica che elimina alla radice il rischio di perdite e riduce drasticamente i pericoli legati al surriscaldamento. A questo si aggiunge una grande resistenza ambientale e la capacità di funzionare in modo ottimale in un arco di temperature estremamente ampio. Non a caso, queste batterie si sono distinte fino ad oggi per le applicazioni speciali in ambito aerospaziale o in condizioni estreme di vuoto e calore.
Per il settore motociclistico l'idea di poter contare su un pacco batterie estremamente sicuro, compatto e in grado di resistere senza problemi a ogni condizione climatica rappresenta la quadratura del cerchio verso una mobilità elettrica finalmente godibile. Ereditando e sviluppando ulteriormente le tecnologie coltivate da Kanadevia, Suzuki potrà imprimere una forte spinta alla progettazione dei futuri veicoli a zero emissioni. L'obiettivo a lungo termine è superare i classici limiti degli attuali accumulatori con elettrolita liquido, che su una moto si traducono spesso in pesi eccessivi e ingombri difficili da allocare senza compromettere la ciclistica e il piacere di guida.